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"Essere speranza per risvegliare l'anima della democrazia", Bolognetti: a sostegno del Satyagraha di Marco Pannella e per il rispetto dei diritti di tutti i lavoratori esposti all'amianto

Marco Pannella afferma che occorre “essere speranza per risvegliare l’anima della democrazia”.
Noi aggiungiamo che “ l’anima ” della democrazia italiana è malata, ammesso che si possa  ancora parlare di democrazia e Stato di diritto in questo nostro paese, soffocato da sessant’anni di regime partitocratico che ha fatto strame del dettato costituzionale.
Il Leader radicale dalla mezzanotte del 2 ottobre è in sciopero della fame.
L'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella ha come obiettivo due temi: “La Giustizia e le carceri italiane, diretta riproposizione sociale, morale, istituzionale della Shoah. Riproposizione, anche formale, di un’orrenda verità letteralmente accecante, totalmente cieca. Fu (e minaccia di essere) il prevalere storico di un istinto bestiale, assassino e suicida, nella specie umana.
Oggi, in un nuovo contesto planetario, scienza e coscienza ci indicano che torniamo a viverlo come evento incredibile, impossibile; un incubo riuscito, dal quale sembrerebbe impossibile svegliare l’umanità, la comunità internazionale. La ricerca della conoscenza su una tremenda, “incredibile” verità storica, nascosta e negata in primo luogo proprio – oggi - nel e dal nostro mondo libero, “occidentale”, “civile”, dei “diritti umani.
Accadde, il 18/19 marzo 2003, che Bush e Blair fecero letteralmente scoppiare la guerra soltanto perché non scoppiassero in Iraq la libertà e la pace; con l’esilio, oramai accettato, da Saddam”.
 
Gandhi affermava che il significato profondo della parola Satyagraha è  “l’adesione alla verità, e dunque forza della verità”.
 
Tra gli obiettivi del Satyagraha di Marco Pannella, l’istituzione di una Commissione italiana di inchiesta sulla vicenda irachena, sulle ragioni che portarono al conflitto nel momento in cui Saddam Hussein aveva accettato l’idea di un esilio.
 
Nel 2003, gioverà ricordarlo, il leader radicale lanciava la campagna “ Iraq libero ”, volta a scongiurare l’imminente conflitto. Scriveva in quei giorni Marco Pannella:
 
“L'esilio del dittatore Saddam Hussein cancellerebbe, per gli Stati Uniti stessi, la necessità della guerra, costituendo il punto di partenza per una soluzione politica della questione irachena.
Chiediamo al Consiglio di Sicurezza che decida da subito - partendo dal presupposto dell'uscita di scena di Saddam e sulla base dei poteri conferitigli dalla Carta dell'ONU - di porre l'Iraq sotto un regime di Amministrazione fiduciaria internazionale (un governo democratico), affidando ad un uomo di stato di altissimo livello il compito di predisporre, entro un termine di due anni, le condizioni di un pieno esercizio dei diritti e delle libertà per l'insieme degli iracheni, donne ed uomini, come esige la Carta dei Diritti fondamentali delle Nazioni Unite.”
 
In quei giorni, mentre nelle piazze si manifestava parlando di guerra e di pace, i radicali sostenevano che la vera alternativa non era tra la guerra e la pace, ma tra:
 “la guerra o la libertà, il diritto, la democrazia e la pace.”
La maggioranza dei parlamentari italiani, anche questo gioverà ricordare, aderì alla proposta avanzata da Pannella.
La sete di verità a cui il leader radicale da corpo con la sua iniziativa nonviolenta, con questo Satyagraha, ci appartiene.
 

Ed è per questo che, a partire dalla mezzanotte di mercoledì 6 ottobre, intendo sostenere l’iniziativa di Marco con 15 giorni di sciopero della fame.

Agli obbiettivi di Marco Pannella voglio aggiungerne altri per richiamare l’attenzione sul dramma che vivono le migliaia di lavoratori, senza voce e senza nome, che ignari hanno lavorato in ambienti insalubri, esposti a sostanze tossico-nocive senza alcuna protezione.

Oggi, questi lavoratori sono discriminati e non godono di alcun diritto.
Il mio Satyagraha vuole essere un momento di dialogo con quelle istituzioni rivelatesi sorde rispetto ai sacrosanti diritti dei lavoratori esposti all’amianto.
 
Dunque, Satyagraha affinché :
1.    il Parlamento emani il Decreto Attuativo del Fondo Vittime Amianto previsto dalla legge 24 dicembre 2007 n° 244 (Finanziaria 2008);
2.   venga estesa la Sorveglianza Sanitaria Preventiva a tutti i lavoratori, sia per i dipendenti diretti che le maestranze dell'indotto (come da libri matricola aziendali), che preveda l'indagine sanitaria alle eventuali sostanze classificate pericolose (tossiche, nocive, cancerogene, mutagene etc), utilizzate nel sito industriale dello stabilimento ex EniChem di Pisticci Scalo
3.   si realizzi una urgente rilevazione dello stato di salute della coorte dei lavoratori dell’ex Enichem di Pisticci (MT), della Liquichimica e della Materit di Ferrandina (MT) e degli altri siti industriali della Val Basento, individuando decessi occorsi e cause di morte e tipo di patologie insorte nei lavoratori in vita, sia tramite la ricerca presso i rispettivi medici curanti, sia tramite la ricerca nella banca dati regionale dei ricoveri ospedalieri intra - ed extraregionali, al fine di conoscere le reali conseguenze determinate dall’esposizione all’amianto ed alle altre sostanze tossico-nocive utilizzate;
4.   il sito industriale ex Enichem di Pisticci scalo venga inserito negli Atti di Indirizzo Ministeriali, che preveda il riconoscimento dell'esposizione estesa fino a quando è iniziata la bonifica, Sentenza del TAR n. 5750 / 09 del 18 GIU 2009;
5.    la Camera e il Senato calendarizzino la discussione e il voto sulla DdL A.S. 2141 avente ad oggetto “disposizioni per la tutela e il riconoscimento di benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti all’amianto”;
6.   si istituisca un Registro Nazionale degli ESPOSTI: “amianto e altre sostanze tossiche e cancerogene” che contempli sia l'esposizione professionale che ambientale.
 
In questo Paese ci sono lavoratori e famiglie sottoposte ad un’odiosa discriminazione, lavoratori tutelati e lavoratori non tutelati, lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Non solo migliaia di persone hanno lavorato per anni a contatto con sostanze cancerogene, senza adeguata informazione e protezione, in ambienti insalubri, ma oggi qualcuno vorrebbe che questi lavoratori morissero in silenzio e senza un’adeguata tutela. La strage di legalità – afferma Marco Pannella – ha sempre per corollario nella storia la strage di popoli. Noi ne siamo convinti e speriamo davvero che il leader radicale incontri sul suo cammino uomini di buona volontà disposti ad ascoltare.


Di Maurizio Bolognetti,
Direzione Nazionale Radicali Italiani

Pubblicato il 7/10/2010 alle 9.35 nella rubrica Rassegna Stampa/Comunicati.

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