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Pozzo Ally2: Bene De Filippo, ma non allontaniamoci troppo dalla verità

Latronico, 7 ottobre 2010

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
Non possiamo che complimentarci con la Giunta regionale ed in particolare con il Presidente De Filippo per aver convinto l’Eni a recedere dall’insano proposito di ubicare un pozzo a pochi metri in linea d’aria dall’ospedale di Villa D’Agri e a ridosso di un centro abitato. Per onestà intellettuale, però, occorre anche sottolineare che quanto avvenuto dimostra che se la politica lucana in passato avesse operato come oggi ha fatto il Presidente della Giunta regionale, attualmente il nostro territorio non pagherebbe il conto, in termini di impatto ambientale e sulla salute delle persone, di attività estrattive svolte in aree delicatissime dal punto di vista idrogeologico. Il “successo” di oggi non può farci dimenticare le “sconfitte” di ieri(tante). Non possiamo di certo dimenticare che per dieci anni l’Eni ha operato in una situazione di sostanziale autocontrollo. Non possiamo dimenticare le nocive emissioni del centro oli di Viggiano, la presenza di pozzi in prossimità di dighe e sorgenti. Non possiamo dimenticare che da 12 anni attendiamo il rispetto degli accordi stipulati tra l’Eni e la Regione. Non possiamo dimenticare l’assenza di seri studi epidemiologici nella Val d’Agri e le denunce di medici che sottolineano l’aumento delle patologie respiratorie e tumorali. E di certo, non possiamo dimenticare quanto sta avvenendo nell’area dell’inceneritore Fenice e quanto denunciato dal Comitato “Diritto alla salute di Lavello”. Al Presidente diciamo: “bene per questo risultato strappato a Scaroni, ma adesso occorre mantenere la rotta e tutelare adeguatamente gli interessi dei cittadini lucani, iniziando col dire no alle trivellazioni nei Calanchi e facendo piena luce su quanto avvenuto a Calvello”. Ripeto, bene De Filippo, ma il Presidente sbaglia a parlare di “impatto emotivo” e, probabilmente, spinto dall’entusiasmo, esagera, arrivando ad affermare: Il principio che guida la nostra opera di sorveglianza sulle attività estrattive è di andare oltre la sola osservanza delle norme”. Di tutta evidenza, le cose sono andate diversamente in questi anni. Insomma, l’opera di sorveglianza e la capacità della politica di tutelare gli interessi collettivi è stata quanto meno deficitaria.

Pubblicato il 7/10/2010 alle 8.39 nella rubrica Rassegna Stampa/Comunicati.

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