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Uffici giudiziari lucani: la designazione del nuovo PG presso la Corte d’appello di Potenza, primo concreto risultato conseguito dell’interrogazione depositata dall’on. Rita Bernardini.

Latronico, 23 Dicembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione nazionale Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni.

L’11 dicembre la deputata radicale Rita Bernardini presentava un’articolata interrogazione sulla situazione degli uffici giudiziari lucani indirizzata al Ministro della Giustizia.Tra le domande che la deputata Radicale rivolgeva al Ministro Alfano, una riguardava l’anomala posizione del dott. Vincevo Tufano, PG presso la Corte d’appello di Potenza. In riferimento al dott. Tufano, l’on. Rita Bernardini scriveva: “si deve far presente che ha compiuto gli 8 anni di direzione dell'ufficio nel mese di aprile 2009. Tuttavia, non essendo stato nominato il nuovo procuratore generale, continua a dirigere l'ufficio non più come titolare ma come facente funzioni. Il che integra gli estremi, ad avviso degli interroganti, se non della violazione, certamente dell'elusione della legge. Ciò è tanto più grave ove si consideri che, per altri uffici, i nuovi preposti sono stati nominati entro due o al massimo tre mesi dalla vacanza determinatasi per scadenza dell'incarico o cessazione dell'attività del precedente titolare.”  
Riteniamo di poter affermare che proprio grazie all’interrogazione a prima firma Rita Bernardini, e sottoscritta da tutti i deputati Radicali, l’anomalia rappresentata dal permanere presso la sede di Potenza del dott. Vincenzo Tufano sia stata superata, sia pure con molto ritardo, attraverso la nomina del nuovo PG, nella persona del dott. Massimo Lucianetti.
Al dott. Lucianetti rivolgiamo il nostro benvenuto. Sappia il nuovo PG che dovrà governare una realtà non facile, in cui, gioverà ribadirlo, troppe volte si è assistito a situazioni che certo non onorano la magistratura e che hanno generato una diffusa sfiducia nei cittadini, che in molti casi ritengono che l’ultimo posto in cui potranno ottenere giustizia sia un tribunale della Repubblica Italiana.
Può accadere, in questa nostra regione, che un malato venga convocato come teste dopo la sua morte; può accadere, in questa nostra regione, che denunce inerenti autentici disastri ambientali non vengano tenute in nessuna considerazione, con buona pace dell’obbligatorietà dell’azione penale. L’incrocio e la complicità tra caste produce una situazione soffocante, in cui chi dovrebbe far rispettare le leggi a volte sembra operare per garantire impunità ed insabbiare denunce. Ci auguriamo che i Ministri interrogati sappiano cogliere ulteriori spunti per dare rapide risposte anche agli altri interrogativi formulati dai deputati radicali.

 

Pubblicato il 24/12/2009 alle 1.9 nella rubrica Rassegna Stampa/Comunicati.

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