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Il Presidente Napolitano esprime a Pannella "piena comprensione per la battaglia che sta conducendo"...

da una nota di agenzia letta a Radio Radicale

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una telefonata all'on. Marco Pannella, gli ha espresso piena comprensione per la battaglia che sta conducendo e ha auspicato che possa partecipare, già in questi giorni, ad una trasmissione politico-elettorale del servizio pubblico radiotelevisivo in rappresentanza della lista radicale presentata per la prossima competizione europea. Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa del Quirinale.
 

da Corriere della Sera del 21 maggio 2009, pag. 15

di Giovanna Cavalli

Al quinto giorno del Satyagraha, digiuno totale, niente cibo, niente acqua, Giorgio Napolitano ha chiamato Marco Pannella per esprimergli «piena comprensione per la battaglia che sta conducendo». Una lunga telefonata. E il presidente della Repubblica, cui il leader radicale aveva scritto una lettera aperta lamentando la scomparsa del suo partito dalla campagna elettorale in tv, in un successivo comunicato ufficiale del Quirinale ha invitato la Rai a risolvere in fretta il problema. Ha auspicato che l`ottantenne Pannella «possa partecipare già in questi giorni ad una trasmissione politico-elettorale del servizio pubblico radiotelevisivo in rappresentanza della lista radicale presentata per la prossima competizione europea». Una campagna in cui i radicali italiani temono di essere dimenticati: da un loro sondaggio risulta che l`82 per cento degli elettori ignora che ci sia in corsa la lista Bonino-Pannella. Per ovviare a ciò, sempre ieri, l`ottantenne combattente di tante battaglie, si è ufficialmente autoinvitato ad Annozero da Michele Santoro. Dentro o fuori lo studio. «Non intendo addentrarmi nella folla dei motivi giuridici, politici, etico-professionali che legittimano questa mia richiesta, ma una ragione è certo prevalente su tutte le altre: non intendo più tollerare una lunga storia di ostracismo di regime», ha detto il leader radicale che tante volte si imbavagliò alle Tribune Politiche. Con una promessa-minaccia per il conduttore: «Sarò comunque davanti al tuo portone». Non gli basta che tra gli ospiti ufficiali della puntata ritorni Emma Bonino. Se le condizioni fisiche glielo consentiranno (non bere è dannosissimo per la sua salute), farà il suo sit-in contro la Rai. A meno che non sia davvero troppo rischioso: «Marco è persona ragionevole, nonostante le apparenze», osserva Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale. I suoi sono preoccupati. E anche Gianfranco Fini, ieri ha chiamato il presidente della Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, per esprimergli la propria preoccupazione per Pannella. Con l`auspicio che «l`impegno delle istituzioni a tutela del pluralismo possa contribuire a farlo desistere da questo pericoloso digiuno». Oggi sarebbe il sesto giorno, non si resiste oltre il settimo.

da La Repubblica del 21 maggio 2009, pag. 1

di Francesco Merlo

Bianco, diafano, smunto, tutto pelle, ossa e occhioni stralunati, Marco Pannella sta di nuovo mettendo a rischio la sua vita perché le nomine alla Rai sono state bulgare e professionalmente prive di credibilità e perché i radicali sono di nuovo ridotti alla clandestinità e all´extra italianità, fuori dai confini, fuori dalla partita, cancellati dalla politica dei camerieri e delle veline, dai cani che temono di perdere l´osso. Vecchio, intrappolato nel suo ruolo di digiunatore, Marco Pannella ha mille volte ragione, e tanta più ne ha oggi che il potere si gioca tutto sulla presentabilità fisica, sulla prestanza sessuale, sui capelli tinti... Pannella è di nuovo l´esatto contrario del potere italiano. Quelli usano la politica per palestrare i corpi e lui usa il corpo per nobilitare la politica. Quelli consumano la politica per drogare il fisico e Pannella consuma il fisico per salvare la politica. Apparentemente Pannella è perdente. L´Italia infatti non fa più caso ai suoi digiuni. Come se il potere, con la sua protervia, avesse dissipato il patrimonio Pannella. I nemici di sempre gioiscono perché in quel vecchio scarnificato vedono la prossimità della loro impunita vittoria: Pannella che pensava di logorare l´ottusità del potere con le oltranze e con gli eccessi è stato invece logorato dalla faccia tosta del potere. Ma non è così. Ieri il suo corpo in tv mostrava tutta la giusta vulnerabilità di una grande vecchiaia che nel paese dei vecchi giovanilisti torna a fare scandalo. Pannella non è un "papi", ma è un rimprovero ai "papi" d´Italia. È una messa in ridicolo dei "papi" questa sua vecchiaia maestosa e regale, argentea, senza parrucche posticce e senza lifting. Pannella è vecchio perché è vivo, quegli altri sono mummificati dal narcisismo di plastica. In realtà Pannella sta vincendo di nuovo. E infatti i potenti contro cui digiuna si informano dei suoi crampi, prendono nota degli etti, controllano la sofferenza diffusa, valutano il numero di pillole, e già gli propongono almeno un bicchiere, magari un sorso, o soltanto una goccia. Da cinquant´anni la politica italiana coccola Pannella tutte le volte che rischia di perderlo. Torna insomma la strana complicità tra Pannella e il mondo che a ogni digiuno vuole curarlo a forza, il mondo che non sopporta la sua fame e la sua sete ma in cinquant´anni non è riuscito a inventarsi qualcosa per proteggere ed esaltare Pannella, per usarlo, e dunque ascoltarlo prima che cominci a scioperare anziché salvarlo un attimo prima di morire. Proprio nel Paese dove, sulla nozione della vita, si mobilitano papi, vescovi, leader di partito, embrionologi, professori dell´aborto, scienziati, si è costretto un grande italiano a passare la vita mettendo a rischio la vita. Ebbene, ieri a vederlo cosi ieratico abbiamo avuto il timore che Pannella stia rischiando davvero, e rischiando consapevolmente. Pannella sa bene che in Italia bisogna morire per diventare vivi. Tra i paradossi italiani c´è infatti pure questo: tutti coloro che, nel furore quotidiano della battaglia politica, vorrebbero ammazzare l´avversario, se lo ritrovano bello e vivo solo quando è morto. E non pensate che sia solo Berlusconi a non sopportare più Pannella. I radicali credono che in Italia c´è la peste, che tutti fanno strage di legalità. La faccia decrepita di Pannella è la faccia decrepita dei sentimenti e dei valori, della lealtà e dell´amicizia, dell´onorabilità e della bella vecchiaia. Non era Pannella che si estenuava e quasi sembrava morire ieri sera in tv, ma era l´anima dell´Italia civile.


Pubblicato il 21/5/2009 alle 11.4 nella rubrica Salvemini/Rosselli/Rossi/Pannella.

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