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PD, PANNELLA: NON FAREMO IL FAVORE DI RITIRARCI

Roma, 5 marzo 2008

• da note di agenzia lette a Radio Radicale

“No, forse è quello che si vuole. E' un favore che non faremo”: Marco Pannella, ospite di Panorama del Giorno (Canale 5), replica così a Maurizio Belpietro che gli chiede i radicali intendano ritirare le loro candidature nelle file del Pd. Nessuna lista Bonino, allora? “No - replica il leader radicale - di rotto ci sarà quello che loro vorranno tentare di rompere, non altro. Noi abbiamo sufficiente rigore, onestà (noi onestà) come sanno tutti e quindi con rigore faremo la battaglia che abbiamo sempre fatto per difendere l'onesta', per difendere la trasparenza e anche difendere la povertà che abbiamo sempre praticato contro l'arroganza e le tentazioni di arroganza dei troppo ricchi e dei padroni”. A proposito della preferenza data nelle liste a portaborse e amici, Pannella commenta: “Sono cose che leggiamo sui giornali. Sulle cose che ci riguardano è raro riuscire ad avere informazioni sufficienti. Può darsi. Noi poniamo un solo problema: hanno rifiutato noi mentre invece hanno accolto Di Pietro con amore, hanno rifiutato personalmente molti di coloro che per la gente italiana rappresentano coloro che fanno parte del loro vissuto, del vissuto delle famiglie italiane, di tutti. Sappiamo che siamo iscritti non nel Dna ma nella storia di coloro che ci stanno ascoltando, che siano stati ideologicamente amici o nemici. Noi continuiamo. Rivolgo un appello agli uomini democratici, a tutti gli uomini democratici e alla brava gente perché non tacciano, perché se si subiscono questo genere di cose, questi errori finiremo poi per pagarli tutti”. Pannella si augura comunque che questo comportamento venga “superato dallo stesso vertice” del Pd, anche se “forse qualcuno confidava nella soluzione finale nei confronti dei radicali, da destra o da sinistra. Ma su questo nessuno si faccia illusioni. Noi in questo paese ci saremo e arriveremo sempre dopo la caduta dei potenti e degli arroganti come è successo da quaranta anni”.
Quello che accaduto in questa occasione ai radicali, secondo Pannella “accade a milioni e milioni di italiani” perché è un Paese in cui “la legalità viene negata”, che “non è democratico”, e quindi “non ci dobbiamo sorprendere quindi se viene meno alla parola data o si tenta di farlo”. In realtà, secondo Pannella, i nominati radicali non sono 9 come previsto dagli accordi, ma “forse sei, forse sette”. “Io dico da testardo abruzzese 'c'è un impegno, un'offerta precisa, chiara e anche la legge tutela questo'. Noi per il momento andiamo avanti, continuiamo ad esporci al giudizio e soprattutto - conclude - confidiamo nell'aiuto della gente dabbene”.

Pubblicato il 5/3/2008 alle 11.20 nella rubrica Salvemini/Rosselli/Rossi/Pannella.

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