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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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Diario
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30 giugno 2009

Fenice di Melfi, dati sigillati

 

di Pietro Dommarco

da www.pietrodommarco.it  

Sulla vicenda dell’inquinamento provocato dall’inceneritore Fenice, nell’area industriale di San Nicola di Melfi, mi sono già occupato. Ed ora ne sto seguendo i risvolti. Tra questi è giusto annoverare l’ultima presa di posizione del direttore dell’Arpab, Sigillito, il quale rispondendo alla richiesta di trasparenza invocata da Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, ha così sbottato: “I dati relativi al monitoraggio e al controllo dello stato delle matrici ambientali nei pressi dell’impianto di termovalizzazione Fenice SpA di Melfi non vengono pubblicati parchè ad oggi è pendente presso il Tribunale di Melfi, un procedimento inerente le attività dell’inceneritore di Fenice SpA che impedisce, attualmente, la divulgazione di notizie in merito. Non appena l’organo giudiziario delegato alle indagini lo consentirà, l’ARPAB comunicherà i dati richiesti, ai sensi della normativa attuale vigente”. Insomma, il Tribunale di Melfi ha sigillato i dati che Sigillito non ha mai divulgato. Adesso mi chiedo. Forse il signor Sigillito, quando parla di normativa vigente si riferisce a quella che obbliga l’Ente che rappresenta a pubblicare quotidianamente i dati dei monitoraggi degli inquinanti effettuati in Regione? Il signor Sigillito si riferisce forse a quella normativa vigente che obbliga l’Arpab a pubblicare i dati dell’idrogeno solforato, del benzen, del Cov e di altri inquinanti in nome della trasparenza? Il signor Sigillito pensa che l’ultima campagna di monitoraggio effettuata in Val d’Agri sia sufficiente per tranquillizzare i cittadini sulla purezza dell’aria di un’area che a febbraio di quest’anno ha assistito all’ennesimo incidente presso il Centro Oli di Viggiano? Una cosa mi sorprende. Questa volta il direttore dell’Arpab non si è appellato alla politica del tutt’apposto. Forse perchè, fra poco, si avvicinano le sue dimissioni, visto che continua a nascondere la reale situazione che vige presso l’inceneritore di Melfi, tanto da far secretare i dati da un Tribunale.




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30 giugno 2009

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI - Mozione generale

 
Leggi su Radicali.it




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29 giugno 2009

Rassegna Stampa


 Arpab replica a Bolognetti
(Il Quotidiano, 26 giugno)

Replica alle accuse del segretario dei Radicali, Bolognetti
(Nuova del Sud, 27 giugno)




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25 giugno 2009

"Caso Fenice"


 Bolognetti si rivolge all'Arpab
(Nuova del Sud, 25 giugno 2009)

Inquinamento delle falde acquifere di Melfi:
intervista a Maurizio Bolognetti

(da radioradicale.it)



Approfondimenti su

OLA(Organizzazione Lucana Ambientalista)




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24 giugno 2009

Testamento biologico, Bolognetti: al Comune di Barile approvata delibera che istituisce il registro comunale dei testamenti biologici

da radicali.it e Coscioni.it

Barile, 24 giugno 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario dell'Associazione Radicali Lucani:

Giuseppe Mecca è medico condotto a Barile, un piccolo paesino della Basilicata di poco più di 3000 anime; ma il dottor Mecca, da qualche giorno, è anche il Primo cittadino di Barile. In campagna elettorale Giuseppe Mecca si era impegnato a far propria la proposta avanzata dall’Associazione Coscioni, finalizzata all’istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici. A farsi promotore dell’iniziativa il nostro compagno Luigi Botte. Mecca annunciò in piena campagna elettorale, nel corso di un pubblico comizio, che se avesse vinto, uno dei suoi primi atti sarebbe stato proprio l’istituzione del registro dei testamenti biologici. Detto fatto: il dottor Mecca dopo la vittoria ha portato in discussione, nel primo Consiglio Comunale successivo alla sua elezione, la proposta di istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici. Barile è oggi uno dei pochi comuni italiani, e di certo l’unico comune lucano, ad essersi dotato di questo strumento che consentirà ai cittadini di Barile che lo vorranno di rendere pubbliche le loro volontà in materia di trattamenti sanitari. Va da sé che il registro potrà essere utilizzato sia da chi vuole segnalare la propria volontà alla rinuncia di determinati trattamenti, sia da chi vuole il contrario. Il Testamento biologico, gioverà ricordarlo, “è un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico.” C’è da augurarsi che quanto fatto da Mecca e dal Consiglio comunale di Barile spinga altri comuni lucani ad approvare analoghe delibere.
Intanto, noi esprimiamo al dr. Giuseppe Mecca tutta la nostra gratitudine.




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24 giugno 2009

"Caso Fenice"

 

Da Il Quotidiano della Basilicata, 24 giugno
Il caso Fenice sbarca sui banchi di Palazzo Madama

Da Il Resto, 24 giugno
Da quanto tempo inquina?

Dal Sito della OLA, 24 giugno
Fenice spa: i senatori Poretti e Perduca interrogano i Ministri dell’Ambiente e del Lavoro

Il testo dell'interrogazione(da Senato.it)



Inquinamento delle falde acquifere di Melfi: intervista a Maurizio Bolognetti
(da radioradicale.it)


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23 giugno 2009

Fenice Spa: I senatori Poretti e Perduca interrogano i Ministri dell’Ambiente e del Lavoro. L’Associazione Radicali Lucani chiede trasparenza

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Sulla vicenda dell’inquinamento delle falde acquifere circostanti il termodistruttore Fenice, determinato da un “incidente” verificatosi presso lo stesso impianto, ubicato in quel di San Nicola di Melfi, i senatori Radicali Poretti e Perduca hanno depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare e al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali.
In attesa di poter conoscere le risposte dei Ministeri interpellati, riproponiamo all’Arpab e a Fenice Spa il seguente quesito: da quanto tempo andava avanti la “piccola” perdita a livello della vasca di raccolta per determinare il tasso di inquinamento registrato in data 3 marzo? Settimane, mesi, anni?
Il gravissimo incidente verificatosi, rilevato in data 3 marzo 2009, ha determinato un gravissimo inquinamento delle falde acquifere circostanti il termodistruttore Fenice.
L’Arpab ha rilevato la presenza di pericolosi inquinanti, quali mercurio, nichel, tricloroetilene, tetracloroetilene, floruri, sostanze altamente cancerogene.
Tutta la vicenda, gioverà ribadirlo, è stata gestita da Arpab e Fenice Spa con uno scarso o nullo livello di trasparenza. A tal proposito chiediamo nuovamente all’Arpab di pubblicare sul suo sito i dati di cui è in possesso.
Il Presidente della Ola(Organizzazione lucana ambientalista), Pietro Dommarco, dalle pagine del Sole24ore del 17 giugno, in merito all’inquinamento prodotto da Fenice Spa e ai monitoraggi, dichiarava: “Non è più possibile pensare che i limiti elevati di sostanze cancerogene ritornino miracolosamente entro la norma, senza che vi siano precise azioni di bonifica da parte dell’azienda.”
In questa Regione siamo da tempo abituati ai “miracoli”, ma purtroppo non abbiamo ancora sviluppato un sufficiente stato di assuefazione.
Prima o poi toccherà anche occuparsi di un’altra grave “emergenza” ambientale inerente il Sito di interesse nazionale di Tito. Un contesto ambientale che, a leggere documenti del Ministero dell’Ambiente, ancora nel novembre 2008, dopo anni di attesa, risultava “caratterizzato da una pesante contaminazione da tricloroetilene.”

INTERROGAZIONE

23 giugno 2008

Inquinamento Acque nel Comune di Melfi. Si accertino responsabilità.

Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca


Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali

Premesso che:

con un’ordinanza datata 14 marzo 2009, il Sindaco di Melfi ha vietato l’utilizzo per qualsiasi uso dell’acqua presente nei pozzi siti all’interno del perimetro del termovalorizzatore Fenice e fino a valle;

l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata (Arpab) ha comunicato in data 3 marzo al sindaco di Melfi lo stato dell’inquinamento delle falde acquifere sotterranee non solo nel perimetro del termovalorizzatore la Fenice, ma anche a valle;

solo in data 12 marzo l’azienda Fenice ha comunicato al sindaco quanto già comunicato dall’Arpab;

la legge in merito prevede che sia compito di Fenice il monitoraggio dell’ambiente per assicurare il controllo dei livelli di emissioni dannose;

sul sito della Ola (Organizzazione Lucana ambientalista), www.olambientalista.it, in data 1 maggio, leggiamo il seguente comunicato stampa: “Sono trascorsi circa due mesi dalla notizia del grave inquinamento delle falde acquifere nei pressi dell’inceneritore Fenice e del territorio circostante. Una grave contaminazione mai verificatasi presso l’area di San Nicola di Melfi. Verrebbe da chiedersi - scrive Michele D'Anghela (Comitato di Melfi NO A FENICE) - da quanto tempo sussiste questo disastro, potrebbero essere anni! Comunque sarà la magistratura, speriamo nel più breve tempo possibile, a fare chiarezza sulla gravità dell’inquinamento. Vi è la presenza di mercurio, elemento chimico altamente tossico e cancerogeno, oltre a tante altre sostanze nocive. Sicuramente, per far gli accertamenti del caso bisognerebbe chiudere temporaneamente Fenice, perché con l’azienda in funzione sarebbe tutto più difficile. Grazie alla denuncia del Comitato NO A FENICE, la Regione Basilicata, se pur con ritardo, ha convocato un tavolo per capire e per cercare di porre rimedio al disastro ambientale sulla base dei dati forniti dall’Arpab. Purtroppo si rileva l’assoluto silenzio dei Comuni dell’area del melfese, della provincia di Potenza, della Regione, dei sindacati, delle associazioni ambientaliste, di tutti i cittadini, che, probabilmente, non hanno compreso la gravità della situazione. Si invitano i cittadini, il Comune di Melfi e dell’intera area interessata a promuovere tutte le iniziative necessarie a far luce su quanto accaduto e sulle soluzioni urgenti da adottare al fine di bonificare l’area inquinata e punire i responsabili.”;

in data 14 Giugno sul sito dell’organizzazione ambientalista Ola è dato leggere: “La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - in seguito alla segnalazione pervenutaci da un cittadino - intende ritornare nuovamente sul gravissimo inquinamento che coinvolge l'area industriale di San Nicola di Melfi. “Ieri (12 Giugno 2009 ndr) alle 19:30 circa, mentre tornavo a casa, sentivo nell'aria - in prossimità dell'inceneritore Fenice - un fortissimo odore acido ed acre di plastica bruciata”. […] “E' assolutamente necessario che vengano fatti i dovuti controlli altrimenti gli inceneritori oltre ad ammazzarci per il loro normale funzionamento, ci ammazzano in maniera più rapida con i loro incidenti taciuti e da nessuno controllati”. Sono questi i contenuti allarmanti della missiva ricevuta. Infatti, dalle foto in possesso della nostra Organizzazione si evince chiaramente come quello che coinvolge l'inceneritore di Melfi non è, soltanto, un problema circoscrivibile alle falde acquifere, ma riguarda anche la qualità dell'aria. Siamo di fronte all'ennesima prova delle responsabilità di Fenice SpA dal momento che l’inquinamento continua a permanere causando palesi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Non solo i valori di mercurio, nichel, cromo ed altre sostanze permangono elevati, ma a questo punto sarebbero da rilevare e rendere noti anche i valori delle sostanze immesse nell'aria...”

in un articolo pubblicato da Il Quotidiano della Basilicata in data 16 giugno, il comitato “No a Fenice” afferma: Il rischio è grave, l’inquinamento delle falde sotterranee evidenzia uno stato avanzato di penetrazione delle sostanze nocive. E’ strano che l’azienda non l’abbia fatto prima dell’Arpab a cui chiediamo di pubblicare tutti i dati per rendere manifesta la situazione ambientale non solo di Fenice ma dell’intera zona…”;

Per sapere:

se i Ministri sono a conoscenza della situazione sopra esposta e se non intendano verificare:

se la Procedura di VIA non imponesse a Fenice di garantire la sicurezza dell’impianto e perché Fenice non si è dotata della tecnologia necessaria ad evitare questi gravi incidenti;

se l’Arpab comunica, in data 3 marzo, al sindaco di Melfi l’inquinamento delle falde, per quali motivi la comunicazione di Fenice al Comune avviene solo 9 giorni più tardi, il 12 marzo;

perché in data 14 marzo l’Arpab non aveva ancora comunicato al Sindaco e ai cittadini i dati risultanti dai controlli effettuati;

perché, come sottolineato dalla OLA, nessuno ha chiesto l’applicazione del D.Leg. 16/03/09 n°30, che ha recepito la Direttiva CEE 2006/118, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento;

se siano state effettuate analisi relative all’eventuale presenza di inquinamento nelle acque e nell'aria, e se, eventualmente, tale presenza possa comportare dei rischi per la salute;
presso quali strutture e attraverso quali procedimenti vengono oggi trattate le acque reflue derivate dai cicli produttivi del termodistruttore Fenice.

22 giugno 2009

Caso Falcone. Il Ministro Frattini riceve il padre del ragazzo detenuto in India

Roma, 22 giugno 2009

Nel primo pomeriggio di oggi, Giovanni Falcone al 20mo giorno di sciopero della fame, accompagnato dalla parlamentare radicale Elisabetta Zamparutti e dal Sindaco di Rotondella Vincenzo Francomano è stato ricevuto dal Ministro Frattini in merito alla vicenda del figlio Angelo Falcone, detenuto in India dal 9 marzo 2007 ed in attesa della sentenza di appello. Con l’iniziativa nonviolenta Giovanni Falcone ha chiesto al Governo italiano di trovare una soluzione perché sia riconosciuto, a partire dal caso del figlio Angelo, il diritto per i detenuti italiani all’estero a fare o ricevere telefonate in carcere. L’esercizio del diritto di visita, pur consentito dai regolamenti indiani e previsto da convenzioni internazionali, deve poter essere esercitato, in casi di grandi distanze come quelle di detenuti all’estero, attraverso il contatto telefonico. Nell’incontro il Ministro Frattini ha ribadito l’impegno a seguire con la massima attenzione la vicenda facendo tutti i passi necessari perché abbia un esito positivo. A fronte di tale impegno Giovanni Falcone ha deciso di sospendere temporaneamente lo sciopero della fame in segno di riconoscenza e di fiducia nell’azione del Ministro Frattini. All’azione nonviolenta di Giovanni Falcone si era unita anche la signora Livia Orrico della provincia di Piacenza che sospende anche lei lo sciopero della fame.




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22 giugno 2009

"Sciopero della fame a staffetta, prime adesioni per Falcone"

 
"Sciopero della fame a staffetta, prime adesioni per Falcone"
(Nuova del Sud, 22 Giugno 2009)




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22 giugno 2009

Una "staffetta" della fame per Falcone

 
Una "staffetta" della fame per Falcone
(da Nuova del Sud, 21 Giugno 2009)
di Nino Grasso

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20 giugno 2009

Fenice e i dubbi di Bolognetti

 
Fenice (da il Quotidiano della Basilicata, 20 giugno)




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20 giugno 2009

"Le Istituzioni Lucane si mobilitino per sostenere la famiglia Falcone"


(da Nuova del Sud, 20 Giugno 2009)

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20 giugno 2009

Rassegna stampa, 19 giugno 2009


 Perchè non votare Molinari?
(Il Resto, 19 Giugno 2009)

"Non sia negoziazione corta"
(Il Quotidiano, 19 giugno 2009)

Bolognetti:
Se proprio si vuole votare turandosi il naso, allora perchè non votare Molinari

(Nuova del Sud, 19 Giugno 2009)

Vedi anche:

Nuova del Sud, 15 aprile(ore 01.30): "Il Radicale Cattivo"

La Radicale "Buona":Il Ticket Zamparutti-Santarsiero(NuovaTV), 15 aprile 2008

19 giugno 2009

Inquinamento delle falde acquifere di Melfi: intervista a Maurizio Bolognetti


 Ascolta l'intervista su radioradicale.it


(nell'intervista continuo a ripetere 22 marzo...
in realtà la seconda ordinanza emessa
dal Comune di Melfi è del 22 maggio)

Approfondimenti

Inceneritori, le ragioni per dire No

Inceneritori per rifiuti o termovalorizzatore

Ordinanza Melfi 14 Marzo

Ordinanza Melfi, 22 maggio

Il sito della Ola

Pietro Dommarco Network

19 giugno 2009

Verità e Trasparenza su Fenice

da radicali.it

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Non so voi, ma io non ho certo voglia di esultare dopo aver letto il resoconto che la stampa lucana ha fatto della Conferenza di Servizio, tenutasi il 17 giugno in quel di Melfi, sulla questione Fenice. Finalmente i protagonisti di questa poco edificante vicenda ci hanno fatto sapere, bontà loro, che l’inquinamento della falda acquifera è stato provocato da una “piccola” perdita a livello di una vasca di raccolta. Grazie, grazie davvero a lor signori; ma a questo punto sorge un ulteriore dubbio: da quanto tempo andava avanti la “piccola” perdita per determinare il tasso di inquinamento registrato in data 3 marzo? Settimane, mesi, anni? Altra notizia, che certo non contribuisce a rasserenare gli animi, la leggiamo sempre sulla stampa lucana, dalla quale apprendiamo che se per l’inquinamento da mercurio è stata individuata la causa, non così è andata per gli altri inquinanti rilevati.  Restiamo in attesa, dunque, che si individui la fonte di tutti gli inquinanti finiti in falda e, intanto, ci chiediamo se non sia il caso di capire come e dove vengano oggi trattate le acque reflue derivate dai cicli produttivi del termodistruttore Fenice.  Ha ragione Vincenzo Sigillito: l’Arpab non deve essere né blanda, né severa, deve semplicemente svolgere con serietà il suo ruolo a tutela della salute dei cittadini lucani.
Certifichi la verità, dr. Sigillito, è proprio di quella che abbiamo bisogno: verità e trasparenza.
Trasparenza che è mancata e manca in questa vicenda e, Dio non voglia, che oltre alla trasparenza sia venuta a mancare anche la verità, o che ci siano state fornite verità parziali.

Approfondimenti: Le alternative agli inceneritori




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19 giugno 2009

FENICE SPA


 
Leggi su Basilicatanews




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18 giugno 2009

Fenice: Rassegna stampa, 18 giugno 2009


 "Fenice: inquinata la falda acquifera"
(Il Resto, 18 giugno)

"Gli enti coivolti hanno gestito male l'inquinamento di Fenice"
(da Il Quotidiano della Basilicata, 18 Giugno)







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18 giugno 2009

da Il Resto, 17 giugno 2009


 "Precisazione del Segretario di Radicali Lucani"
(da Il Resto, 17 giugno)




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17 giugno 2009

Inceneritore Fenice: Tgr Basilicata, 17 giugno 2009


 Ascolta su Fai Notizia




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17 giugno 2009

Qualche domanda a Fenice Spa, Arpab, Regione, Comune di Melfi e Provincia

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Il 14 marzo 2009, il sindaco di Melfi, Ernesto Navazio, emette un’ordinanza con la quale “vieta l’utilizzo delle acque sotterranee emungibili dai pozzi presenti all’interno del perimetro del sito dell’impianto di termovalorizzazione Fenice, nonché di quelli a valle del sito stesso.
E’ successo qualcosa di molto grave: i responsabili di Fenice non hanno rilevato che l’impianto stava contaminando le falde acquifere con pericolosi inquinanti.
Circa due mesi dopo, il 22 maggio, il sindaco di Melfi emette una seconda ordinanza, nella quale leggiamo: “Allo stato attuale, la Fenice Spa non ha posto in essere gli interventi di messa in sicurezza idonei a garantire la sicurezza dei luoghi ed un efficace contenimento dello stato di inquinamento delle acque sotterranee; gli interventi finora attuati non sono conformi alle prescrizioni impartite dalla conferenza di servizio del 17 aprile 2009.”
Dalla lettura delle ordinanze emesse dal primo cittadino di Melfi nascono alcuni inquietanti interrogativi, che riteniamo opportuno girare a Fenice Spa, Arpab, Regione e a tutti i soggetti interessati.
Queste le domande:
a) La Procedura di VIA non imponeva a Fenice di garantire la sicurezza dell’impianto; perché Fenice non si è dotata della tecnologia necessaria ad evitare questi gravi incidenti?
b) Tra il 14 marzo e il 22 maggio, stando a quanto affermato dal sindaco di Melfi, Fenice spa non ha posto in essere interventi di messa in sicurezza idonei ed ha effettuato interventi non conformi alle prescrizioni impartite dalla conferenza di servizio del 17 aprile. E’ accettabile il comportamento di Fenice Spa o esso contribuisce ad accrescere ulteriormente le più che giustificate preoccupazioni ripetutamente manifestate dai cittadini dell’area?
c) Se l’Arpab comunica, in data 3 marzo, al sindaco di Melfi l’inquinamento delle falde, perché la comunicazione di Fenice al comune avviene solo 9 giorni più tardi, il 12 marzo?
d) Perché in data 14 marzo l’Arpab non aveva ancora comunicato al Sindaco e ai cittadini i dati risultanti dai controlli effettuati?
e) Perché, come ottimamente sottolineato dalla OLA, nessuno ha chiesto l’applicazione del D.Leg. 16/03/09 n°30, che ha recepito la Direttiva CEE 2006/118, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento?
Per l’ennesima volta, una vicenda attinente la tutela ambientale e la salute dei cittadini è stata gestita in maniera a dir poco maldestra da quasi tutti gli enti interessati. Ancora una volta tocca sottolineare l’assoluta mancanza di un’informazione trasparente e tempestiva. Ancora una volta, registriamo un’assoluta mancanza di rispetto per il diritto a conoscere per deliberare dei cittadini lucani. Registriamo con rammarico la mancanza di coinvolgimento delle popolazioni interessate, delle associazioni ambientaliste non di regime e dei comitati di cittadini. Esprimiamo l’auspicio che al più presto, oltre alle conferenze di servizio tra Fenice, Arpab, Regione e Provincia, si apra un dibattito sul ruolo di Fenice Spa e sui troppi dubbi e le giustificate paure che l’impianto suscita.

P.S.

Dal sito Di Fenice Spa

"Si tratta di un impianto concepito e realizzato adottando tecnologie avanzate per garantire un'efficace distruzione dei rifiuti, la massima  compatibilità ambientale ed una minimizzazione  degli impatti sull'ecosistema." NO COMMENT!!!!

Che faccio rido o piango?

17 giugno 2009

La borghesia e il Sud. Ricordando Croce


 da Il Quotidiano della Basilicata, 16 giugno 2009

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16 giugno 2009

Nei gironi infernali della giustizia materana(da Il Resto, 16 Giugno 2009)



Da "Il Resto", 16 Giugno 2009

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Attonito, questo è l’aggettivo che riesco a pronunciare dopo aver letto delle ardimentose gesta di alcuni magistrati materani sulla vicenda BPMAT. Ritardi nelle indagini, fascicoli fantasma, consulenti della Procura funzionalmente collegati con alcuni indagati. Si, attonito è l’unico aggettivo che riesce, per approssimazione, a descrivere il mio stato d’animo. A Matera la Giustizia è morta da tempo e la Procura della Repubblica dovrebbe cambiare la sua ragione sociale in “Porto delle nebbie”. Come un novello Virgilio, Nicola Piccenna ci guida nei gironi infernali della giustizia materana. Alla fine del racconto anche noi ci sentiamo un po’ dannati.




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16 giugno 2009

E' scomparso ieri, lunedì 15 giugno, ad Amsterdam, Maurizio Provenza


 
Leggi su radicali.it

Io voglio ricordarlo così

La sua presenza a Matera nel febbraio 2003

da radioradicale.it




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16 giugno 2009

Il Quotidiano, 15 giugno 2009

 
"DDL Alfano: "La luce del sole è il miglior disinfettante"
(da il Quotidiano della Basilicata, 15 giugno 2009)


La vignetta/editoriale del grande Giulio Laurenzi

14 giugno 2009

Rassegna Stampa, 14 Giugno 2009


 "Napolitano rispedisca al mittente il DDL Alfano-Berlusconi"
(da Nuova del Sud, 14 giugno)

"DDL Alfano:Caro ministro, la luce del sole è il miglior disinfettante
(da Il Resto, 11 Giugno)




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14 giugno 2009

IPSE DIXIT

 «L’ideale, lo si serve e non ce ne si serve. E, se necessario, si muore, con la semplicità di un Gramsci, piuttosto che continuare a vivere perdendo la ragione di vita».

Carlo Rosselli




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14 giugno 2009

Don Abbondio e le “Toghe Lucane”


 Leggi su Toghelucaneblogspot




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13 giugno 2009

DDL Alfano. Caro Ministro: “La luce del sole è il miglior disinfettante”

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Il Governo ha fortemente voluto l’approvazione di un disegno di legge, il DDL Alfano, che ci auguriamo possa essere respinto al mittente dal Presidente Napolitano. Di certo la legge anti-intercettazioni presenta profili di incostituzionalità e potrebbe essere bocciato dalla Corte Costituzionale. E’ altrettanto certo che il DDL Alfano-Berlusconi porta l’Italia fuori dall’Europa; sul tema basterebbe dare un’occhiata alle sentenze Dupuis e Kydonis, emanate della Corte europea sui diritti umani. Confesso che nonostante le fin troppo eloquenti dichiarazioni di D’Alema e altri illustri esponenti del PD, di qualche mese fa, mi sarei aspettato che il Partito Democratico andasse oltre un’opposizione che è apparsa di facciata. Ahimè, così non è stato! Il PD sulla questione ha preferito mutare la sua ragione sociale in NP, Non Pervenuto.
In un articolo pubblicato su Repubblica all’indomani del voto, Stefano Rodotà ha così commentato il DDL sulle intercettazioni telefoniche:
Una società resa opaca e silenziosa dal divieto di assicurarle informazioni essenziali. Questo è il cambiamento del sistema istituzionale e sociale che ci consegna la nuova legge sulle intercettazioni telefoniche….Ecco allora che si prende al volo l’occasione offerta dalla tutela della privacy per piegare la legge ad un’altra finalità, per interrompere fin dall’origine il circuito informativo…All’intento originario di punire magistratura e stampa si è aggiunta questa ulteriore urgenza. Non si può tollerare che i cittadini dispongano di informazioni che consentano loro di non essere soltanto spettatori delle vicende politiche, ma divenire opinione pubblica consapevole e reattiva.”
Rodotà fa anche altre interessanti considerazioni sull’utilizzo delle intercettazioni, che confortano quanto da tempo vado ripetendo: “…il divieto di renderle pubbliche creerà un grumo oscuro, disponibile per manovre oblique, manipolazioni, persino ricatti(che cosa sarebbe accaduto con la segretezza coatta delle indagini sui “furbetti del quartierino” e dintorni?). Corretto corso della giustizia e diritti delle persone(privacy inclusa) saranno assai più a rischio di oggi, in assenza di quei benefici contrappesi democratici che si chiamano trasparenza e controllo diffuso.”
Comunque sia, il DDL Alfano è l’ennesima porcata approvata dal nostro parlamento. Una legge che, oltre a penalizzare fortemente l’attività inquirente, lede il diritto a conoscere per deliberare ed entra in conflitto, gioverà ripeterlo, con l’art. 21 della Costituzione e con l’art. 10 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo(vedi sentenze Dupuis e Kydonis).
La verità è che in questo paese, stretto sempre più nella morsa di un sistema che nega democrazia, legalità e stato di diritto, c’è chi vuole impedire a qualche magistrato volenteroso di indagare sulla montante corruzione prodotta da un sistema corrotto e corruttore.
Stefano Rodotà concludeva il suo intervento citando un giudice costituzionale americano, Louis Brandeis, il quale ebbe a dire: “La luce del sole è il miglior disinfettante.”
Se il DDl Alafno dovesse diventare legge dello Stato, toccherà prepararsi ad un lungo periodo di eclissi.
L’italico regime, con Silvio che fa il “lavoro sporco” per tutti, alla luce del sole preferisce l’oscurità e le persiane abbassate, i bizantinismi e i ricatti incrociati, il consociativismo e la lottizzazione. Il ceto oligarchico partitocratico, che ha in questi sessant’anni di Repubblica snaturato e svuotato il dettato costituzionale, ci vuole ciechi e sordi e rivendica impunità.

13 giugno 2009

Rassegna Stampa, 13 Giugno 2009

 
 Lettera aperta alla "Gazzetta del Mezzogiorno"
(da Il Resto, 13 giugno)

DDL Intercettazioni: Serve la disobbedienza civile
(da Il Quotidiano della Basilicata, 11 Giugno)






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12 giugno 2009

Europee e amministrative in Basilicata: intervista a Maurizio Bolognetti sullo spoglio "sospetto" delle schede elettorali


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