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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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Diario
1visite.

14 marzo 2014

Fotografia

Instagram




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22 luglio 2010

La Lucania dei veleni(Aricolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 20 luglio 2010)

 
 

Il Fatto Quotidiano, 20 luglio
 
  
 

 


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4 gennaio 2010

Basilicata: “Il pattume è servito”.

 

Lavello(PZ) – Martedì 29 dicembre si è tenuto un incontro-dibattito organizzato dall’Associazione “Diritto alla salute” e dalla Ola(Organizzazione lucana ambientalista).
Nel corso dell’incontro è stata proiettata la video-inchiesta “Rifiuti connection”, curata da Vito Foderà e Pietro Dommarco
Tra i relatori, Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Componente della Direzione Nazionale di Radicali Italiani.
Su Fai Notizia una sintesi dell’incontro e dell’intervento di Maurizio Bolognetti.
 
Approfondimenti
Rifiuti Connection (CurrentTv)




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12 ottobre 2009

E Bolognetti(Radicali) punta l'indice sul rischio idrogeologico

 

E Bolognetti(Radicali) punta l'indice sul rischio idrogeologico

(Il Quotidiano della Basilicata, 10 ottobre 2009)


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3 settembre 2009

Salandra Caput Mundi

 

Il Video su Ola Channel


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21 luglio 2009

Una bucolica passeggiata tra fanghi industriali e fosfogessi

da Il Quotidiano della Basilicata, 21 luglio

di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Il cartello dietro la rete recita “Benvenuti”; ancora qualche passo ed entreremo in uno dei tanti cimiteri industriali della Basilicata. Sono a Tito, nell’area ex liquichimica. A farmi da Virgilio nell’inferno dei veleni industriali, che da troppo tempo inquinano la falda acquifera, qualcuno che conosce bene la zona. Mi piace definirlo una persona che ha un forte senso del dovere e della missione che è chiamato a svolgere. Nei rapporti della burocrazia ministeriale non c’è traccia della discarica abusiva che ci accingiamo a visitare, ma ne troviamo traccia, eccome, nel procedimento 1837/05 aperto dalla Procura della Repubblica di Potenza e dal dott. Woodcock. Penso al cartello di benvenuto e mi assale la sgradevole sensazione che si prova quando ti accorgi che qualcuno vuole prenderti per i fondelli. “Benvenuti”, “Welcome to Munnezzopoli”. La rete, lo stato di abbandono, il silenzio; sullo sfondo lo scheletro dello stabilimento; non un insetto; tutto ha l’odore sinistro della morte e della putrefazione. Difficile allontanare un senso di angoscia. Difficile non pensare ad uno sviluppo industriale che ha prodotto soprattutto veleni, furto, cassintegrati, sperpero di denaro pubblico e clientelismo. Parafrasando Rino Gaetano potremmo dire: “Anche questo è Sud”. Sembra proprio che questo piccolo spicchio d’Italia vogliano dimenticarlo tutti: una bonifica che langue; il ping-pong e il rimpallo delle responsabilità; e qualche sognatore, che ancora vorrebbe far rispettare la legge e trovare i colpevoli di una violenta ferita inferta all’ambiente, che come spada di Damocle pende sul capo di migliaia di persone e infetta l’acqua e avvelena la terra. Siamo a Tito scalo, a pochi chilometri da Potenza, capoluogo della “Lucania felix”, e a poche decine di metri in linea d’aria da Tito paese; eppure, sembra di essere in una zona di guerra, in un paese del terzo mondo eletto a discarica di rifiuti tossici. Ho detto zona di guerra, e infatti il mio accompagnatore parla di “trincee” dove  sono state interrate, in teli di pvc, tonnellate e tonnellate di fanghi industriali, il tutto ricoperto con uno strato di fosfogesso. Ci caliamo nella trincea ed ho la sensazione di camminare su un materasso ad acqua, solo che sotto i nostri piedi non c’è acqua, ma veleno. Silenzio tombale. Siamo circondanti da 27000 metri quadrati di “rifiuti tossici nocivi”. E noi che pensavamo che il problema fosse rappresentato “solo” dalla trielina e da altre sostanze dal nome impronunciabile. Con ogni probabilità si tratta di rifiuti di provenienza anche extra-regionale. E’ quasi certo che qualcuno si sia arricchito facendo affari col traffico dei rifiuti. L’ennesima discarica abusiva nell’Italia delle emergenze; laddove emergenza fa rima con affari. Affari sporchi, s’intende. L’unica certezza è che il permanere di questa grave situazione di inquinamento rischia di compromettere in maniera irreversibile le falde acquifere. Intanto a Tito, dal 2005 permane un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua per una distanza di oltre 150 metri rispetto ai perimetri stabiliti dalla burocrazia. Chi ha avvelenato l’area ex liquichimica non dovrebbe poter contare sulla prescrizione del reato, anche perché esso si reitera ogni giorno con un lento, ma sistematico inquinamento. Sulla vicenda tutti gli organi che sarebbero tenuti ad informare la cittadinanza preferiscono ispirare la loro azione alla riservatezza, ad iniziare dall’Arpab e passando per la Regione. Di dati ufficiali disponibili sull’inquinamento neanche a parlarne. Dei fanghi industriali di Tito, quelli occultati nell’area dell’ex liquichimica, non c’è traccia nel verbale della “Conferenza dei servizi decisoria” tenutasi presso il Ministero dell’ambiente il 22 dicembre 2008. “Perché?”, verrebbe da chiedersi. E perché questa assenza delle Istituzioni, accompagnata spesso dall’atavica rassegnazione di chi vive seduto su una bomba ecologica? Dove sono i controlli? Dov’è l’Arpab? Dov’è la Regione? Passeggiando per le strade di Tito ci dicono che, nella zona, sono troppe le persone colpite da malattie tumorali. Siamo passati dai “Fuochi del Basento” ai veleni del Basento e del Tora.  Se la peste italiana produce assenza di democrazia, legalità e Stato di diritto, qui nel mezzogiorno d’Italia l’effetto si manifesta amplificato. Nel sud delle regioni a obiettivo 1, dove migliaia di miliardi delle vecchie lire di fondi UE sono serviti soprattutto alla partitocrazia per alimentare la macchina della clientela e per ingrassare gli amici degli amici, la corruzione produce povertà, assenza di vero sviluppo e inquinamento. Non a caso nel rapporto Saet(servizio anticorruzione e trasparenza) del 2009 troviamo ai primi posti tutte le regioni del Mezzogiorno. Non a caso, nonostante il fiume di denaro piovuto con la Cassa del Mezzogiorno, Agensud e UE, la miseria dilaga e chi può scappa. In questo contesto è chiaro che i veleni che sto calpestando sono figli di un sistema che ha prodotto miseria e malaffare. Bonifica dell’ambiente. Bonifica delle Istituzioni. Occorre rigenerare la politica da veleni che la rendono incapace di offrire soluzioni, ma fin troppo capace di creare emergenze.




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6 luglio 2009

DIRITTO ALLA RETE - ADERITE SUL SITO!

Per Aderire

 "Napolitano rispedisca al mittente il DDL Alfano-Berlusconi"
(da Nuova del Sud, 14 giugno)

"DDL Alfano:Caro ministro, la luce del sole è il miglior disinfettante
(da Il Resto, 11 Giugno)




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5 luglio 2009

Vincenzo Capomolla: Magistrato

 

Leggi su Toghelucane




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3 luglio 2009

Se La7 riabilita Mastella

 

Leggi su articolo21.info




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2 luglio 2009

Sky Tg24, 1 luglio




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1 luglio 2009

Intervista a Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali lucani, su vicenda termovalorizzatore Fenice




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30 giugno 2009

COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI - Mozione generale

 
Leggi su Radicali.it




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22 giugno 2009

Caso Falcone. Il Ministro Frattini riceve il padre del ragazzo detenuto in India

Roma, 22 giugno 2009

Nel primo pomeriggio di oggi, Giovanni Falcone al 20mo giorno di sciopero della fame, accompagnato dalla parlamentare radicale Elisabetta Zamparutti e dal Sindaco di Rotondella Vincenzo Francomano è stato ricevuto dal Ministro Frattini in merito alla vicenda del figlio Angelo Falcone, detenuto in India dal 9 marzo 2007 ed in attesa della sentenza di appello. Con l’iniziativa nonviolenta Giovanni Falcone ha chiesto al Governo italiano di trovare una soluzione perché sia riconosciuto, a partire dal caso del figlio Angelo, il diritto per i detenuti italiani all’estero a fare o ricevere telefonate in carcere. L’esercizio del diritto di visita, pur consentito dai regolamenti indiani e previsto da convenzioni internazionali, deve poter essere esercitato, in casi di grandi distanze come quelle di detenuti all’estero, attraverso il contatto telefonico. Nell’incontro il Ministro Frattini ha ribadito l’impegno a seguire con la massima attenzione la vicenda facendo tutti i passi necessari perché abbia un esito positivo. A fronte di tale impegno Giovanni Falcone ha deciso di sospendere temporaneamente lo sciopero della fame in segno di riconoscenza e di fiducia nell’azione del Ministro Frattini. All’azione nonviolenta di Giovanni Falcone si era unita anche la signora Livia Orrico della provincia di Piacenza che sospende anche lei lo sciopero della fame.




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16 giugno 2009

E' scomparso ieri, lunedì 15 giugno, ad Amsterdam, Maurizio Provenza


 
Leggi su radicali.it

Io voglio ricordarlo così

La sua presenza a Matera nel febbraio 2003

da radioradicale.it




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14 giugno 2009

IPSE DIXIT

 «L’ideale, lo si serve e non ce ne si serve. E, se necessario, si muore, con la semplicità di un Gramsci, piuttosto che continuare a vivere perdendo la ragione di vita».

Carlo Rosselli




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14 giugno 2009

Don Abbondio e le “Toghe Lucane”


 Leggi su Toghelucaneblogspot




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12 giugno 2009

Cazzuola e Cemento




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30 maggio 2009

“La situazione è grave, ma non è seria”

 

Potenza

Domenica, 31 maggio

P.ZZA M. PAGANO

ORE 12.00

Pubblico Comizio Bonino - Pannella

Interverrà

Maurizio Bolognetti

Candidato alle elezioni Europee nella circoscrizione meridionale





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28 maggio 2009

Interessante iniziativa de "La Grande Lucania" contro "Manifesto selvaggio"




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1 maggio 2009

I radicali presentano il documento su "La peste italiana"


 Leggi su
Radicali.it




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22 aprile 2009

Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi.

da Gomorra(pag. 236)

Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova.
 

di Roberto Saviano




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16 aprile 2009

Intervista a Paride Leporace sul suo libro "Toghe rosso sangue. La vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia" (Ed. Newton Compton)




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8 aprile 2009

Intervista a Mario Lettieri sul passaggio di alcuni esponenti politici lucani dal Pd al Pdl




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2 aprile 2009

Libertà d'informazione e Giustizia




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24 marzo 2009

B&B: BUBBICO E BELISARIO



Guarda su Flickr




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21 marzo 2009

PRC Matera: "Marinagri fra loquacità inopportune e silenzi ingiustificati"

Ricevo dalla Federazione provinciale del PRC e Pubblico 

Nei giorni scorsi, agendo all’unisono, il sindaco Lopatriello e il pubblicista di punta della Nuova del Sud, Nino Grasso, hanno nuovamente affrontato, dal loro punto di vista, la questione del sequestro del complesso turistico Marinagri chiedendo, il sindaco un intervento del Ministro della Giustizia ed il notista politico una presa di posizione da parte degli esponenti politici. E’, quella del Lopatriello e del Grasso, una loquacità inopportuna. Il Lopatriello, noto alla cronache giudiziarie per la disinvoltura con cui spende i soldi pubblici tanto da essere già stato condannato dalla Corte dei Conti a restituire rilevanti somme al Comune, è indagato nell’ambito della vicenda Marinagri per gravi reati. Sarebbe quanto meno opportuno che si astenesse da prese di posizione a favore di Marinagri che implicano professione di innocenza e da invocazioni al ministro che non ha il potere di scagionarlo. Se ha giustificazioni da dare vada dai magistrati a Catanzaro. Per il resto osservi la legge e si astenga dal prendere decisioni come sindaco in questioni che lo riguardano come indagato.  Per il rispetto e la stima che abbiamo per giornalisti e pubblicisti dobbiamo evidenziare come il dott. Grasso, rispetto alla vicenda Marinagri, abbia fornito una informazione incompleta e fuorviante.
Ed infatti: a) continua ad attribuire iniziative e decisioni sul sequestro al solito De Magistris pur sapendo che quel sequestro è stato convalidato dal GIP, confermato dal Tribunale del Riesame, giudicato legittimo dalla Corte di Cassazione. La permanenza di quel sequestro, dunque, va attribuita non al solo magistrato della Procura, ma a lui e ad altri otto magistrati (uno dell’ufficio GIP, tre del Riesame, cinque della Corte di Cassazione); b) continua ad affermare che il sequestro del complesso turistico permarrebbe solo in relazione al possibile pericolo di inondazione mentre sa (o dovrebbe sapere), come la Corte di Cassazione abbia fatto rilevare (pag.15 della sentenza), che non sarebbero stati mai superati tutti gli altri motivi che lo hanno supportato tra i quali quello consistito nella acquisizione gratuita di decine di ettari di terreno, considerata illegittima; c) insiste nel ribadire che dal punto di vista della sicurezza tutto sarebbe risolto trascurando di aggiungere che i rilievi sulle questioni urbanistiche erano stati fatti non solo da due professionisti nominati dalla magistratura calabrese ma anche da altri due tecnici nominati l’uno dalla magistratura materana e l’altro dai Carabinieri su delega di magistrato della Procura di Matera.

Dopo le loquacità fuori luogo vanno evidenziati i silenzi incomprensibili da parte di:

1) Regione Basilicata ed ALSIA. C’è voluto più di un anno e la minaccia di denuncia penale per sapere dall’ALSIA che il fenomeno dell’accessione in virtù del quale a Marinagri sono state gratuitamente riconosciute estese superfici di terreno si è verificato quando Ittica Val d’Agri e Marinagri non erano ancora state costituite che sarebbe stato affidato incarico ad un giurista per consigliare il da farsi.

Chiediamo oggi al nuovo assessore all’agricoltura, on. Viti, di recuperare i ritardi del suo predecessore avviando le procedure previste dalle leggi in vigore affinché:

a) vengano restituiti all’ALSIA i terreni dati a prezzi irrisori per svolgere un’attività industriale che non è mai stata svolta;

b) vengano restituiti all’ALSIA i terreni concessi gratuitamente per un’accessione che si è realizzata quando non erano ancora nate né Ittica Val d’Agri né Marinagri, come l’ALSIA ha incontrovertibilmente accertato.

2) Ministri Brunetta e Scaiola.

Dalle indagini di Catanzaro è emerso che il direttore del Ministero dello Sviluppo Economico, più o meno nello stesso periodo di tempo in cui istruiva la pratica di finanziamento a favore di Marinagri, acquistava dalla stessa società un immobile con uno sconto, sul prezzo di listino, di oltre 80.000 euro. Chiediamo ai due ministri: è stata esaminata la posizione di quel dirigente? E che idea se ne sono fatta?

3) Consiglio Superiore della Magistratura.

A Catanzaro, per la vicenda Marinagri è indagato, per reati assai gravi, il Procuratore della Repubblica di Matera. Sappiamo che della questione si sta occupando la prima commissione del C.S.M. per accertare l’esistenza di eventuali estremi per un trasferimento per incompatibilità ambientale. Bene. Ci siamo resi conto, alcune settimane or sono, che il C.S.M., quando vuole, sa essere severo e rapido. Domandiamo al Vice Presidente: vi sono forse, in quell’ufficio, una corsia per i procedimenti lenti, un’altra per le velocità normali e un’altra ancora per quelli rapidi e di sorpasso? E se così fosse, ci si vuole dire perché mai il procedimento riguardante il Procuratore di Matera è stato dirottato sulla corsia più lenta?

Tanto è opportuno precisare e ribadire per respingere le richieste e proposte degli sponsor di Marinagri Lopatriello e Grasso secondo i quali ad ogni costo vanno tutelati lavoratori e gli appaltatori mentre tutto il resto dovrebbe passare in second’ordine.

Sia chiaro. I danneggiati incolpevoli e quindi lavoratori, appaltatori e acquirenti di immobili debbono essere tutelati. Ma i relativi oneri debbono essere posti a carico non di “pantalone” ma di chi ha violato le leggi.

Rifondadazione Comunista è convinta che il Mezzogiorno non potrà risollevarsi dalla crisi che lo colpisce se non rispetta prima di tutto le leggi. Si faccia per Marinagri tutto quel che la legalità consente. Con un’ulteriore precisazione: i terreni occupati gratuitamente a prezzo simbolico degli enti pubblici debbono essere pagati a giusto prezzo. Non è tollerabile che si neghi la cassa integrazione a tanti disoccupati e si regalino 50 milioni di euro a società private che investono per guadagnare e alle quali lo Stato ha già graziosamente concesso 25 milioni di euro di contributi.

Fed. Prov.le PRC Matera




permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 21/3/2009 alle 1:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 marzo 2009

Prodi, l’entourage e la Loggia di San Marino/2^ parte: superteste contro l’archiviazione e il Titano si arrocca nel silenzio e nei segreti


 Leggi sul Blog di Roberto Galullo




permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 11/3/2009 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

25 dicembre 2008

De Filippo e l'affondamento del Titanic

da blog ilresto.info

di Nino Magro

“Neanche Dio la può affondare”, così era scritto su una fiancata del Titanic nel suo primo ed ultimo viaggio attraverso l’oceano Atlantico. La sfida non durò che qualche giorno. È così che quando abbiamo letto la dichiarazione attribuita al Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, sono scattati automaticamente una serie di “paralleli”. Il Presidente o, come lo chiamano più familiarmente: “U’ prsdent’”, pare abbia affermato che nemmeno Dio può affermare che egli abbia una qualsivoglia responsabilità nel caso “Totalgate”. Bene, allora potrebbe essere partito l’ultimo viaggio della neonata giunta “De Filippo”. Forse, più che neonata, sarebbe il caso di dire la “resuscitata” assise di governo regionale. Sono gli stessi assessori di prima, con l’unica eccezione dell’irremovibile Vincenzo Folino, comunque il suo destino sembra segnato. E non certo per la cabala che la vede “collegata” al tragico destino del Titanic. Le motivazioni addotte dal Prof. De Filippo per riproporre lo stesso esecutivo dimissionario da circa un mese sono l’antipolitica fatta governatore. Poiché i partiti della maggioranza non trovano un accordo e visto che la situazione rischia di protrarsi a lungo. Bisogna garantire il governo della regione ed eccoti rispuntare i medesimi assessori. Ma, ci chiediamo, quale legittimazione possono avere se i partiti della maggioranza persistono in divisioni e distinguo sostanziali? Nessuna. Allora, caro Presidente De Filippo, prima di sbattere contro un iceberg che coli a picco la sua giunta e tutta la Basilicata, macchine indietro tutta e parola agli elettori. Non ci sono altre vie per evitare la catastrofe che già sembra incombere minacciosa.




permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 25/12/2008 alle 20:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

21 dicembre 2008

L'A.N.M. disvelata in diretta TV

da Uguale per Tutti

di Achille


Ieri (18.12.2008), nella trasmissione televisiva
Annozero è stato trattato nuovamente il caso delle inchieste del collega Luigi De Magistris fermate in modo diciamo (eufemisticamente) anomalo (basti, per tutto, l’“impensabile” avocazione disposta dal P.G. Dolcino Favi in assenza di qualunque norma di legge che la consentisse). La trasmissione è stata molto interessante sotto tanti profili. Ben fatta. Documentata. Coraggiosa. In particolare, a me pare sia stata di estremo interesse la partecipazione del Segretario generale dell’Associazione Nazionale Magistrati Giuseppe Cascini. Le cose dette dal Segretario dell’A.N.M., il modo con cui le ha dette, le cose che ha taciuto, tutto insomma costituisce la migliore (o forse dovrebbe dirsi la peggiore) rappresentazione di ciò a cui l’A.N.M. è ridotta e il più clamoroso disvelamento delle ipocrisie sulle quali la sua azione si fonda.Nessun discorso, nessun ragionamento potrebbe descrivere le responsabilità dell’A.N.M. meglio dell’intervento del suo Segretario generale ad Annozero di ieri.
Consiglio a tutti di vedere e rivedere quella trasmissione (l’intero video è
a questo link). Riporto qui da Youtube, per maggiore comodità di consultazione, TUTTI gli interventi del Segretario generale dell’A.N.M., nel contesto in cui si sono svolti, divisi in tre brevi video.

Guardandoli si potrà constatare che:

1. Il Segretario dell’A.N.M. parlava con imbarazzo e difficoltà di dire qualunque cosa.

Perché la verità è che, avendo l’Associazione una posizione ambigua e insincera, non è possibile per alcuno esprimerla in maniera chiara e serena. Il Segretario parlava a fatica, assumendo espressioni imbarazzate e imbarazzanti. Ha utilizzato argomenti fumosi, sfuggenti e palesemente pretestuosi. Il più ridicolo e retorico di tutti: dire che dopo avere letto il decreto di perquisizione di Salerno aveva capito della storia meno di prima. Sul punto Di Pietro è arrivato a deriderlo dicendogli: “Cascini, lo ha capito anche mia sorella che ha la quinta elementare, quindi credo siano in grado di capirlo tutti”. Di Pietro ha avuto anche agio di dirgli: “Cascini tu guardi la forma e in nome della forma uccidi la sostanza”. A queste osservazioni il Segretario dell’A.N.M. ha reagito con delle smorfie di sofferenza sul viso, ma senza alcuna capacità e possibilità di articolare risposte convincenti.
2. L’unico obiettivo che è sembrato avere, nel merito, e che ha perseguito con ostinata determinazione era denigrare l’indagine di Salerno, dopo avere premesso - con falsa retorica - di non volere entrare nel merito.
Nulla ha ritenuto di dire della inaccettabile illegittimità del comportamento dei magistrati di Catanzaro. Sul punto è dovuto intervenire il prof. Grevi.
3. Di tutte le cose che ha detto resta solo l’evidente “necessità” di “dare copertura” politica a ciò che (di male) è stato fatto a Roma. Il guaio grave è che il problema che aveva ieri il Segretario generale dell’A.N.M. non era né di metodo né di capacità espositive (nelle quali lui pure, come anche il Presidente dell’A.N.M., non brilla, essendo entrambi vanamente retorici e fastidiosamente fumosi), ma di sostanza. Ciò che emerge è, a mio parere, che, come ho già detto, Cascini “non poteva” assumere una posizione chiara e convincente perchè aveva l’esigenza “politica” di DARE COPERTURA a una scelta “politica” consistente nel fare fumo e caciara per chiudere una partita vergognosa facendo finta di credere che si sia trattato di una bega di terz’ordine fra singoli magistrati, cacciando brutalmente i quali (alcune osservazioni sul punto sono
a questo link) non c’è più nient’altro da dire e da fare. Sulla falsità e pretestuosità della ricostruzione dei fatti come una “guerra fra procure”, rinvio agli articoli che possono leggersi nel blog ai seguenti link:

Panni immondi

Il dito e la luna

Non consentiamo che la si butti in caciara

Le inchieste di De Magistris e la mistificazione che logora la credibilità dei magistrati

Marco Travaglio: “La guerra tra Procure è una balla”

Cosa sta veramente succedendo a Catanzaro. Lo scontro finale tra politica e magistratura.

Generalia non sunt appiccicatoria: ovvero della posizione assunta dall’A.N.M. nella vicenda di Catanzaro


Ridicolo l’inutile e retorico fervorino finale sulle cose che “interessano di più” il Segretario dell’A.N.M..

In sintesi, direi, penoso e tragico.

E in ogni caso, comunque la si pensi, “politicamente” suicida.
Non a caso, le posizioni di Cascini sono risultate in perfetta sintonia con quelle espresse dall’avv. on. Ghedini. Per chi potesse avere dubbi su tutto il resto, una vera garanzia. Certo fa molta impressione vedere un esponente di Magistratura democratica (la corrente a cui appartiene Cascini) in così tanta sintonia con il potere. Bisognerà rassegnarsi al fatto che la corrente che ha sempre sostenuto di volere una giustizia vicina ai più deboli oggi è decisamente solidale con i più potenti. L’A.N.M. può tranquillamente continuare a scrivere
comunicati degni dei migliori artifici retorici vetero democristiani, pieni di “convergenze parallele” e altisonanti paroloni pieni solo di fumo e retorica. Purtroppo i fatti hanno una loro durezza che non sarà possibile scalfire per questa via. Il “caso Catanzaro” (quello che mistificatoriamente si è cercato di far passare per il “caso De Magistris”) ha questo di terribile: che ha una tale forza dei fatti che la negazione ostinata degli stessi condanna i negatori (praticamente tutti i vertici - istituzionali e associativi - dell’autogoverno della magistratura) al suicidio politico. Difendendo le posizioni difese obliquamente nel documento dell’A.N.M. e clamorosamente in tv dal suo Segretario generale, i vertici della magistratura restano nudi davanti a tutti e appaiono per ciò che sono. Una politica di ambiguità e compromessi (politici) cessa di essere praticabile e resta davanti a tutti solo l’evidenza.
Contro quella non basteranno difese corporativo/correntizie come quelle dell’A.N.M. né mille altre uguali. I correntocrati hanno vissuto e fatto carriera per anni su un “ruolo” politico consistente nel promettere al potere il “controllo” dei magistrati e ai magistrati la difesa dal potere.
Oggi questo “giochino” da politicanti si è infranto per sempre. Da una parte, i magistrati da oggi sanno che i vertici - istituzionali e associativi – del loro autogoverno stanno con il potere e, al bisogno, contro la loro indipendenza (va in onda in questi giorni la più clamorosa interferenza del potere amministrativo su quello giudiziario, perpetrata da un C.S.M. che di fatto blocca le inchieste valutando come fonte di incompatibilità (?) ex art. 2 delle guarentige il merito delle stesse).
E dall’altra parte il potere non sa più che farsene di “mediatori” come questi.
Dunque, l’autogoverno si avvia alla morte.
Che forse ci sarebbe stata comunque – perché corrisponde a deplorevoli interessi anticostituzionali del potere contemporaneo –, ma sarebbe stata almeno una morte gloriosa, sulle barricate della difesa della giustizia e della indipendenza dei magistrati.
Invece ci sarà e sarà una morte ignominiosa.
E questa, più di tutte, mi pare la responsabilità storica di questi correntocrati.
Gli ultimi ricordi dell’autogoverno saranno le violazioni del segreto da parte di Mancino, le anticipazioni di giudizio a mezzo stampa di Bergamo, le condanne preventive di Vacca, le procedure ex art. 2 in malainterpretazione della legge sulle guarentige, la pioggia di annullamenti del T.A.R. per le più diverse nomine affette dalle più diverse illegittimità. L’unanimità su provvedimenti indifendibili anche solo giuridicamente. L’ipocrisia e le menzogne.




permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 21/12/2008 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 dicembre 2008

Caso De Magistris: Anno Zero, 18 ottobre

 
Travaglio-Grevi-Vulpio

Poseidone

Antonio Massari
(autore del libro "Il Caso De Magistris)

Chiaravalloti
(Il Presidentissimo)

Deposizione Sagona
(Banca d'Italia)




permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 20/12/2008 alle 6:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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