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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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Diario
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18 novembre 2010

Detenuto ha bisogno di cure, I Radicali interrogano i ministri di sanità e giustizia(Gazzetta del Mezzogiorno, 18 novembre 2010)

8 settembre 2010

I veleni industriali e politici del Mezzogiorno: Le proposte Radicali

Leggi sul sito Ola

6 settembre 2010

Esposto-Denuncia dei Radicali dopo il nulla osta concesso all'Eni(Nuova del Sud, 4 settembre 2010)

Nuova_4_9_2010

6 settembre 2010

Radicali: Inquinamento nell'area del Pozzo Cerro Falcone2(Gazzetta del Mezzogiorno, 4 settembre)

Gazzetta_4_09_2010

22 giugno 2010

Affaire eolico in Basilicata: l'on. Zamparutti interroga i Ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico

3 giugno 2010

da radicali.it

 

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione nazionale Radicali Italiani

Che la lobby del vento avesse allungato i suoi tentacoli anche sulla Basilicata lo sapevamo. Solo che in Basilicata, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni italiane(vedi Sardegna), di inchieste che vadano a scavare sull’affaire eolico non ce ne sono. Come è ovvio, siamo assolutamente favorevoli allo sviluppo delle energie alternative, ma assolutamente contrari a speculazioni e a gratuite devastazioni del nostro paesaggio. Collocare impianti industriali anche in aree dall’altissimo valore paesaggistico e ambientale è una scelta criminale. L’Anev aveva previsto per la Basilicata la presenza di centrali per complessivi 700 megawatt. La Regione Basilicata, con singolare munificenza, ha invece previsto impianti per ben 1500 megawatt. Il 15 per cento del position paper dello Stato. Ripeto: non siamo contrari all’eolico, ma a scelte insensate e a speculazioni. Ed è per queste ragioni che diciamo no a torri collocate in parchi, zone sic e zps. Il dossier redatto da numerose associazioni ambientaliste, e tra queste la Ola, merita di essere letto e consultato con attenzione. Chissà che il buon senso non prevalga. Personalmente, ho il timore che anche nella nostra regione ci siano situazioni non proprio cristalline, analoghe a quelle emerse in altre realtà dello stivale.
 
ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. -
Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:

nel dossier istruttorio sulla reale dinamica della proliferazione di impianti eolici in Italia, «L'eolico in Italia» - curato da Altura, Amici della Terra, CNP, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU, OLA, con il contributo e il sostegno di comitati, associazioni ambientaliste territoriali e ornitologiche di tutte le regioni italiane (rev. 3 maggio 2010 - coordinamento raccolta dati: Enzo Cripezzi) - emerge che il piano energetico regionale della Basilicata è stato recentemente revisionato. Il precedente piano prevedeva, anche se puntualmente ampiamente disatteso, una potenza nominale di 108 megawatt al 2010 per la fonte eolica. Limite ampiamente superato e poi legittimato dal nuovo Piano;

nonostante l'ANEV (che promuove interessi nel settore), partendo dai 16.000 megawatt desiderati sul suolo nazionale ne proietti 700 sulla Basilicata (quota già notevole), la regione, pur partendo invece dai 10.000 megawatt del position paper dello Stato abbia previsto ben 1500 megawatt, cioè più del doppio di quanto fosse stimato dall'ANEV;

inoltre, il piano deregolamenta, contro le evidenze di norme sovraordinate dello Stato, l'eolico da 1 megawatt, sottratto all'autorizzazione unica e assoggettato alla sola dichiarazione di inizio attività, oggi oggetto di ricorso del Governo alla Corte costituzionale, che già si era espressa sulla illegittimità di analoga norma in Puglia;

il quadro attuale evidenzia 227 megawatt in esercizio con oltre 215 torri eoliche che già hanno deturpato molti crinali lucani. Ma i megawatt lievitano a 372 considerando i nuovi impianti già autorizzati e in fase di realizzazione in situazioni ambientali pericolose per paesaggi e biodiversità;

circa 4000 megawatt premono nelle istruttorie regionali, forti della insensata apertura del nuovo piano energetico, e delineano un preoccupante quadro nel prossimo periodo;

in Basilicata ritroviamo alcune specie a rischio da tutelare con la massima responsabilità: il nibbio reale, la lontra, la cicogna nera, il grifone, il capovaccaio, il falco lanario, il biancone, il nibbio bruno, i falchi grillai. Un devastante progetto da 40 torri per totali 56 megawatt, già con sconcertante parere ambientale positivo, investe il territorio di Muro Lucano (Potenza) a ridosso del SIC-ZPS del Monte Paratiello, uno dei pochissimi siti regionali, forse unico, di nidificazione dell'aquila reale;

minacciate (in parte già degradate) sono anche l'IBA 141 del Lagonegrese e l'IBA 196 dei Calanchi lucani oltre a quella 195 del Pollino e 137 Dolomiti di Pietrapertosa solo in parte tutelate da aree protette. Il Parco nazionale del Pollino è oggetto di costanti ed insistenti pressioni per una riduzione dei suoi confini allo scopo di consentire ulteriori impianti eolici, oltre ai grossi progetti già proposti a ridosso della attuale perimetrazione, da tempo in istruttoria. Per le stesse ragioni si rischia di distruggere il neonato Parco Nazionale della Val d'Agri. Un altro impianto, autorizzato e in fase di realizzazione, è in agro di Campomaggiore (Potenza), sebbene all'interno dell'IBA 137 (Dolomiti di Pietrapertosa), baricentricamente fra 3 SIC di cui uno anche ZPS e parco regionale delle Dolomiti lucane, oltre che sovrapposto ad un sito di aggregazione invernale di un centinaio di nibbi reali. Anche in questo caso, il parere ambientale positivo ha sommariamente escluso il progetto dalle procedure di Via e non è stata effettuata nemmeno la valutazione di incidenza malgrado la vicinanza ai siti natura 2000 e all'interno dell'IBA citata. L'impianto è stato oggetto di contestazioni degli ambientalisti e di ricorsi al TAR e in sede civile anche ad opera di privati che hanno subito l'invasione indebita dei propri terreni, oltre che in sede penale con interventi della magistratura e del CFS;

stanno per essere seriamente compromesse aree con paesaggi straordinari come, ad esempio, i calanchi di Craco e Aliano, il Parco letterario «Carlo Levi» e i pianori del Pollino dominati dal Pino Ioricato, oltre a scenari che hanno valso nomination e riconoscimenti nazionali ed internazionali in ambito cinematografico -:

se i Ministri interrogati siano al corrente dei dati sopra riferiti e se li confermino;

se il Governo intenda accertare la situazione sul piano ambientale e paesaggistico per quanto di propria competenza;

se, conformemente allo spirito delle direttive comunitarie recepite dall'Italia, sia stata assicurata trasparenza delle informazioni concernenti gli impianti eolici in tutte le fasi procedurali;

se si sia provveduto a verificare la compatibilità della quota di eolico, programmata in 1500 megawatt, con quanto previsto sul piano nazionale;

se non riscontrino un eccesso di semplificazioni nelle procedure di autorizzazione di competenza statale;

se non intenda promuovere, per quanto di competenza, un'indagine, con particolare riferimento agli incentivi di competenza statale, sull'intero territorio regionale lucano;

se e quali misure si intendano assumere per verificare l'affidabilità e riconoscibilità dei soggetti operanti nel mercato dell'eolico;

se si intenda predisporre un piano per utilizzare questi incentivi alternativamente per opere di efficienza energetica e di sviluppo delle energie rinnovabili in forme ecocompatibili di autogenerazione diffusa e volte a contrastare i disastri ecologici, paesaggistici e culturali.
(4-07435)


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3 febbraio 2010

Rassegna stampa, 1-2 febbraio 2010

 

Acqua in Basilicata e memoria storica

(Gazzetta del Mezzogiorno, 2 Febbraio 2010)

"Altro che acqua pura"

(Nuova del Sud, 1 febbraio 2010)

Qualità delle acque: i dati dei Radicali

(Il Quotidiano della Basilicata, 1 Febbraio 2010)


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28 gennaio 2010

Rassegna Stampa, 28 Gennaio 2010

 

Bolognetti polemizza

(Il Quotidiano, 28 gennaio 2010)

A proposito della bonifica di Tito

(Il Quotidiano, 28 gennaio 2010)

Elezioni: irregolarità e ritardi

(Gazzetta del Mezzogiorno, 28 gennaio 2010)

16 dicembre 2009

Interviste a Maurizio Bolognetti e a Giuseppe Di Bello sull'inquinamento a Tito Scalo

16 dicembre 2009

Rassegna stampa

 

Marco Pannella: "lì dove settori dello Stato sono un'associazione a delinquere"

(Il Quotidiano della Basilicata, 16 Dicembre 2009)

Inquinamento delle aree industriali, la bonifica resta una chimera

(Nuova del Sud, 16 dicembre 2009)

Pannella:"C'è un'associazione a delinquere tra pezzi dello Stato"

(Gazzetta del Mezzogiorno, 15 Dicembre 2009)

Sin di Tito Scalo: Interrogazione di Elisabetta Zamparutti su audizione del sindaco Pasquale Scavone

(Agenzia Radicale, 15 Dicembre 2009)

Ecomafie, le colpe delle aziende

(da Eco Diario, 14 Dicembre)

 


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9 dicembre 2009

SIN della Val Basento: la vicenda della discarica di Pisticci scalo emblematica di una bonifica mai decollata.

da radicali.it, 7 dicembre 2009

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Direzione Nazionale Radicali Italiani

La legge n°179 del 2002 istituisce il sito di Bonifica di Interesse Nazionale “Area industriale della Val Basento”. Dovrebbe essere il primo passo per arrivare alla bonifica di un’area devastata dai veleni, invece, come nel caso di Tito, è solo l’inizio di un interminabile susseguirsi di Conferenze di Servizio tenutesi presso la sede del Ministero dell’Ambiente. Dopo otto anni, nei verbali ministeriali che abbiamo potuto sfogliare, si parla ancora di caratterizzazioni, cioè la fase che serve a determinare l’inquinamento di un’area, e di messa in sicurezza d’emergenza(MISE). Bonifica quasi zero, e idem dicasi per l’interesse. In compenso una marea di carte e di trasferte per qualche solerte funzionario regionale, che immagino non abbia più molta voglia di vedere gli uffici di Viale Colombo. Vorrei provare a dare il senso della situazione in cui versa l’area della Val Basento, seguendo il filo dei verbali ministeriali delle conferenze di Servizio istruttorie e decisorie susseguitesi a partire dal 2006. Tonnellate di carta. Una piccola Treccani che racconta la storia di una bonifica mai decollata.
 
Un Caso Emblematico: la discarica di rifiuti pericolosi di Pisticci Scalo.
 
Conferenza di Servizi decisoria del 16 maggio 2006, il Ministero dell’Ambiente scrive:”Alla luce delle informazioni trasmesse sullo stato di contaminazione della falda e la relativa richiesta, già sollecitata, per l’attivazione di misure per la messa in sicurezza d’emergenza della falda medesima nell’area della discarica in oggetto, si rappresenta l’urgenza e l’improcrastinabilità dell’attivazione di tali misure per il contenimento della contaminazione. Tali misure si rivelano ancora più urgenti alla luce del fatto che risulta effettuato un travaso di rifiuti in vasche dedicate solo ai fanghi.”
Lo stesso Ministero, inoltre, avverte l’esigenza di evidenziare che, con delibera della Giunta Regionale, nel luglio del 1989 la Regione Basilicata “vietava lo smaltimento di tutti i rifiuti tossico-nocivi”, e aggiunge: “Nel settembre 2003, in discarica risultavano smaltiti rifiuti speciali e rifiuti tossico-nocivi, in quantità tale da saturare la vasca da mc 20000 adibita allo scopo.”
Come se non bastasse la bacchettata sull’assenza di interventi tesi a limitare la contaminazione, il Ministero sottolinea che non risulta attuato il “monitoraggio dell’area discarica”, previsto dalla già citata delibera G.R. del luglio 1989.
Quasi beffardo, il dott. Mascazzini scrive: “Sembra evincersi che le attività di monitoraggio della discarica in oggetto non siano ancora iniziate…..ad oggi non risulta attuato alcun intervento di messa in sicurezza d’emergenza delle acque di falda.”
Ma sì, tutto sommato chi se ne fotte dell’inquinamento della falde acquifere lucane, dall’Ofanto passando per Tito. Un po’ di veleno non può che farci bene!
Era il maggio del 2006 e, come leggiamo, il Ministero parla di misure di messa in sicurezza già richieste e non attuate, di delibere di Giunta disattese e di interventi di messa in sicurezza d’ emergenza richiesti e non attuati. Come vedremo, le richieste resteranno inevase anche negli anni successivi. La discarica, gioverà segnalarlo, sorge a 600 metri dal martoriato Basento.
Va anche sottolineato che, nel verbale in oggetto, il Ministero afferma che nel caso di ulteriori inottemperanze “saranno attivati i poteri sostitutivi per l’esecuzione degli interventi medesimi, in danno, costituendo il presente atto verbale di formale messa in mora.”
Così nel 2006. Ma adesso vediamo che sviluppi ha avuto la vicenda, di per sè già emblematica, delle attività di bonifica svolte nella Val Basento.
 
Conferenza di Servizi Decisoria 1 febbraio 2007, sono trascorsi 9 mesi dalla Conferenza del 16 maggio e il Ministero scrive: “Si è verificato che le aree interessate dalle vasche della discarica in oggetto erano accessibili e, in particolare, che la copertura della vasca risultava di consistenza elasto-plasica con evidente attivo pericolo di collasso in occasioni di eventi meteorici e/o carichi aggiuntivi, questi ultimi possibili data la mancanza di recinzione dell’area.”
Verrebbe da dire: “Benedetto Mascazzini, ma l’area è aperta per consentire ai turisti di fare un bel bagno nella vasca!” Anche a Tito le vasche fosfogessi, con il loro carico di fanghi industriali allo stato liquido, fino a poco tempo fa non erano nemmeno recintate.
Nello stesso verbale il Ministero aggiunge: “Non risultano in corso le richieste attività di Messa in sicurezza d’emergenza delle acque di falda così come prescritto nel verbale della Conferenza di Servizio del maggio 2006”.
“Ma come”, chiosiamo noi, “e l’emergenza e l’urgenza?” Verrebbe da ridere, se la situazione non fosse drammatica e non rispecchiasse la storia dei due siti di Bonifica della Basilicata.
 
Conferenza dei Servizi Decisoria 14 gennaio 2008, finalmente inizia a muoversi qualcosa sul fronte della Messa in sicurezza d’emergenza, ma ovviamente le cose non vanno per il meglio. Infatti, il Ministero scrive: “Non risulta attivato, ad oggi, l’intervento integrativo di barrieramento idraulico”. Lo stesso Ministero, poi, chiede al Consorzio di poter conoscere il destino delle acque contaminate emunte e il relativo programma di verifica dell’intervento attivato.
Conferenza dei Servizi Decisoria 3 dicembre 2008(il Colpo di scena), il solito Mascazzini scrive: “Si ribadisce la richiesta di immediato completamento ed attivazione dell’intervento di Messa in sicurezza d’emergenza delle acque di falda dell’area della discarica in questione.” Gioverà ribadire che dopo anni non si parla di bonifica, ma ancora di Messa in sicurezza d’emergenza e cioè di una soluzione tampone.
Ma proprio dal verbale del dicembre 2008 emerge una verità sconcertante. Scrive infatti il Ministero: Si prende atto a seguito dei sopralluoghi effettuati dalla Provincia di Matera e, vista la comunicazione della Regione Basilicata del 27/02/2007 che “le due vasche costituenti la discarica sono state realizzate prive dei dovuti settori dedicati allo smaltimento delle diverse categorie di rifiuti pericolosi e non, e che l’impianto è stato esercito senza impedire che detti rifiuti venissero a contatto.”
La vicenda della discarica di rifiuti pericolosi e tossico-nocivi di Pisticci scalo è emblematica di un’opera di bonifica mai effettuata e che riguarda, nel complesso, buona parte del Sito di Bonifica della val Basento. In una successiva puntata conto di potermi occupare dell’area Mythen, della cosiddetta “area diaframmata” e dell’area Tecnoparco.
Per intanto gioverà sottolineare come il Ministero descrive la situazione di alcune aree agricole del Val Basento. Nel febbraio del 2007, il Ministero dell’Ambiente, nel prendere atto dell’emanazione da parte dei Comuni di Pisticci e Pomarico di ordinanze di interdizione dell’utilizzo dei suoli e delle acque, chiede l’attivazione di interventi di Messa in sicurezza. Lo stesso Ministero chiede all’Apat, all’Arpab e all’ISS di esprimere un parere sulle zone intercluse tra aree riscontrate contaminate per i parametri Mercurio e PCB, poste in fregio al fiume Basento e prossime alle aree industriali nei territori dei Comuni di Salandra, Ferrandina e Pisticci.
La lettura dei verbali ministeriali inerenti al sito di Bonifica della Val Basento ci porta a dire che al momento la bonifica non c’è stata e nemmeno l’interesse.
Alla prossima.


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1 dicembre 2009

Rassegna stampa, 30 novembre-1 Dicembre

 

Polizia Peniteziaria in protesta

(Il Quotidiano, 1 dicembre 2009)

L'Inceneritore non risolve la questione rifiuti lucana

(Nuova del Sud, 1 dicembre 2009)

Le difficoltà del carcere

(Nuova del Sud, 1 dicembre 2009)

Inceneritore, le ragioni del "no"

(Il Quotidiano, 1 dicembre 2009)

Belisario e Zamparutti dicono no all'affare Rifiuti

(Gazzetta del Mezzogiorno, 1 dicembre 2009)

Manifestazione carcere di Potenza: Bolognetti conferma il suo sostegno

(Gazzetta del Mezzogiorno, 1 Dicembre 2009)

Inceneritore Potenza: Gli appelli al Sindaco di radicali e Giovani Udc

(Il Quotidiano, 30 Novembre 2009)

Rifiuti, questa mattina sit-in di protesta contro l'apertura dell'inceneritore di Potenza

(Nuova del Sud, 30 Novembre 2009)

 

 

 


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30 novembre 2009

Nomina Direzione Radicali Italiani

 

Radicali Italiani: Bolognetti in Direzione

(Il Quotidiano, 27 Novembre 2009)

Bolognetti entra nella Direzione di Radicali Italiani

(Nuova del Sud, 27 Novembre 2009)


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24 novembre 2009

Intervista a Vincenzo Montagna sul processo a Maurizio Bolognetti

20 novembre 2009

Bolognetti e Sabia(UIL) sulle carceri lucane

 

"Dal Catastrofismo al dietrofront di Capece"

(Nuova del Sud, 20 novembre 2009)

10 novembre 2009

Una società di uomini liberi

22 ottobre 2009

Inceneritore Fenice: Tiremm Innanz

 

"Arpab: Questo è depistaggio"

(Il Quotidiano della Basilicata, 21 ottobre 2009)

Inceneritore Fenice: Tiremm Innanz

(Da Sito OLA, 21 ottobre 2009)

 

 

 


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20 ottobre 2009

Veleni industriali e politici della Basilicata. Sit-in e Conferenza stampa

20 ottobre 2009

Notiziario RR, 19 ottobre 2009

15 ottobre 2009

“Chi blocca il lavoro del PM”. Presentata interrogazione a prima firma Elisabetta Zamparutti.

Roma - Potenza, 15 ottobre 2009

Dichiarazione di Elisabetta Zamparutti, Deputato Radicale e Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

La lettura dell’intervento di Paride Leporace dedicato ai veleni lucani, lascia inquieti e attoniti. Apprendiamo con preoccupazione e stupore del diniego opposto alla richiesta del Pm Basentini finalizzata a poter disporre di strumenti tecnologicamente avanzati da utilizzare nelle indagini sul traffico di rifiuti tossici. In particolare, la Procura di Potenza avrebbe chiesto di poter disporre del sistema di telerilevamento Dedalus, in dotazione alla GDF. Facciamo fatica a comprendere le ragioni del diniego. Comprendiamo, però, benissimo che l’aver negato i mezzi necessari allo svolgimento di un’importante indagine, ha di fatto impedito l’accertamento della verità. Sapere che importanti indagini che riguardano la tutela della salute dei cittadini lucani si sono arenate perché qualcuno ha ritenuto eccessivi i costi derivanti dall’utilizzo di una tecnologia, che sarebbe stata di grande aiuto per gli inquirenti, provoca un moto di indignazione.

INTERROGAZIONE A PRIMA FIRMA ELISABETTA ZAMPARUTTI

Premesso che:
 
da un articolo pubblicato da “Il Quotidiano” della Basilicata del 14 ottobre a firma Paride Leporace emerge che il pubblico ministero Basentini si era attivato per ottenere l’impiego di moderne tecnologie di telerilevamento aereo per poter accertare la presenza di rifiuti tossici in aree della Basilicata;
la tecnologia Lara in dotazione al Cnr è ritenuta utile ai fini delle ricerche di rifiuti tossici così come diverse società pubbliche e private che hanno bisogno di conoscere i diversi parametri delle mutate condizioni naturali ed antropiche del sottosuolo fanno ricorso allo scanner iperspettrale Mivis;
la Guardia di Finanza di Roma risulta inoltre essere dotata di un telerilevamento chiamato Dedalus che è in grado di accertare con sicurezza le aree in cui sono sepolti i rifiuti radioattivi, tecnologia che è stata ad esempio utilizzata in un’inchiesta della Dda pugliese per verificare l’attendibilità di alcune dichiarazioni di un pentito legato alla Sacra corona unita;
come ricordato nell’interrogazione 4-04174, il pentito Fonti ha dichiarato, in merito all’affondamento delle navi dei veleni, che si era deciso di farne affondare “una verso lo Ionio, a Metaponto, e l’altra verso Maratea”;
dopo il ritrovamento del relitto Cetraro, la nave Astrea è giunta nelle acque di Maratea dove sta effettuando ricerche in mare senza punti di riferimento, con l’unico dato a disposizione degli operatori chiamati a scandagliare le acque del Golfo di Policastro consistente nelle indicazioni di alcuni pescatori del posto che hanno parlato di un punto dove spesso le reti si sono impigliate;
a giudizio degli interroganti la vicenda ricorda molto quanto accadde oltre 10 anni fa, quando l’ex sostituto procuratore di Reggio Calabria Francesco Neri, chiese nel ’95, al Ministero della Giustizia dell’allora Governo Dini risorse che furono negate senza una spiegazione per ricerche che voleva condurre la procura di Reggio Calabria che stava indagando sull’affondamento al largo delle coste calabresi di alcune navi dei veleni;
come ebbe a dire Francesco Neri nel corso di un’audizione in Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti il 18 gennaio 2005 “avevo chiesto alla Nasa di aiutarmi nella ricerca per cui con determinati satelliti saremmo riusciti a trovare le navi” in tutto una trentina;
quando l’indagine passò nelle mani della Dda, il sostituto procuratore Alberto Cisterna ottenne dal Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione a cercare la nave Rigel, ricerca che venne affidata all’Impresub di Trento che scandagliò i fondali nel ’97 costi nettamente superiori a quelli a cui si sarebbe incorsi con l’uso dei satelliti e senza alcun risultato perché, come ebbe a dichiarare lo stesso Cisterna in un articolo pubblicato dal Sole 24 ore del 16 settembre 2009 “le coordinate dichiarate per l’affondamento erano false e la stessa Impresub se ne rese subito conto”;
si chiede di sapere:
per quale motivo non è consentito ai magistrati lucani ricorre al telerilevamento per l’individuazione di rifiuti tossici;
per quale motivo non è consentito verificare l’attendibilità delle dichiarazioni del pentito Fonti con la tecnologia in dotazione alla Guardai di Finanza e denominata Dedalus, come avvenuto nell’inchiesta della Dda pugliese in merito alle dichiarazioni del pentito Annacondia, affidando la ricerca della presunta nave affondata nel Golfo di Policastro ad una imbarcazione che sta procedendo senza coordinate;
quali provvedimenti intendano assumere, a tutela della salute e dell’ambiente, per avviare un monitoraggio satellitare sul piano nazionale della presenza di rifiuti tossici e discariche abusive.
 
 

20 luglio 2009

Contro i veleni industriali e politici della Basilicata

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9 luglio 2009

Veleni a Tito Scalo: Il Segretario di Radicali Lucani presenta esposto alla Procura della Repubblica di Potenza. In serata on-line sul Blog di Radicali Lucani il verbale della “Conferenza dei servizi decisoria” del 22 dicembre 2008.

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni

Questa mattina, alla luce di quanto ho potuto apprendere leggendo il verbale della “Conferenza dei Servizi decisoria” convocata presso la sede del Ministero dell’Ambiente in data 22 dicembre 2008 per discutere dello “Stato di attuazione delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza di emergenza sul sito di interesse nazionale di Tito”, ho ritenuto opportuno presentare un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica di Potenza.
Questo per consentire all’autorità inquirente di venire a conoscenza dei fatti documentati nel sopra citato verbale.
Ritenendo, inoltre, di dover onorare l’einaudiano “Conoscere per deliberare”, noi, che da tempo proponiamo l’istituzione di “Un’anagrafe pubblica delle attività degli eletti e dei nominati”, noi che siamo il Partito della “trasparenza”, abbiamo deciso di rendere pubblico, consultabile e scaricabile sul blog dell’Associazione Radicali Lucani il verbale della “Conferenza dei servizi decisoria”.
Da troppo tempo vicende che coinvolgono la tutela ambientale e la salute dei cittadini vengono trattate, in questa regione, come questioni private, di cui discutere solo nell’ambito di “Conferenze dei servizi istruttorie e decisorie”; oggetto di comunicazioni tra uffici ed Enti, di cui ai cittadini deve essere negata la conoscenza, quasi si trattasse di riunioni carbonare e di comunicazioni “top secret.”   Da troppo tempo in questa regione il monitoraggio ambientale fa nascere dubbi e perplessità. Chiediamo e pretendiamo “Trasparenza”. Chiediamo e pretendiamo che sia rispettato anche, anzi soprattutto, in materia ambientale il diritto dei cittadini di questa regione a “conoscere per deliberare”.
Il TESTO DELL’ESPOSTO
Alla Procura della Repubblica
di Potenza
 
 
Oggetto: Sito di bonifica di interesse nazionale di Tito
ESPOSTO
 
Io sottoscritto Maurizio Bolognetti, nato a Napoli il 30 ottobre 1964, residente a Latronico in via Del Pozzo n°5, Segretario dell’Associazione Radicali Lucani e Consigliere nazionale dell’Associazione Coscioni, col presente atto espongo quanto segue.
 
Qualche giorno fa mi è pervenuta, in forma anonima, una busta contenente il verbale di una riunione tenutasi il giorno 22 dicembre 2008 presso gli uffici del Ministero dell’Ambiente.
 
Dalla lettura del verbale ho appreso che trattasi del resoconto di una “Conferenza dei servizi decisoria”, convocata per discutere dello “Stato di attuazione delle attività di caratterizzazione e di messa in sicurezza di emergenza sul sito di interesse nazionale di Tito.”
 
Dalla lettura del verbale emergono gravi inadempienze e ritardi nell’opera di bonifica, e dati assai preoccupanti che fanno temere che l’inquinamento della falda abbia prodotto danni che vanno ben oltre i perimetri stabiliti dalla burocrazia.
Nel documento in oggetto è tra l’altro dato leggere:“…a distanza di tre anni e mezzo le aziende e gli altri soggetti interessati hanno dimostrato limitato interesse e volontà nell’adoperarsi per conoscere e quindi, ove possibile, limitare la diffusione dell’inquinante che rappresenta un rilevante pericolo per la salute umana.
 
Affinché codesta onorevole Procura voglia accertare se nelle circostanze e nei fatti, così come risultano dalla documentazione allegata, siano ravvisabili estremi di fattispecie penalmente rilevanti, trasmetto i documenti di cui sono in possesso.
 
Allego alla presente:
 
1.    Verbale “Conferenza dei servizi decisoria” del 22 dicembre 2008(pag.25); 
2.    Articolo pubblicato da Il Quotidiano della Basilicata in data 8 luglio 2009(Pag.3);
3.    Il Dossier “Veleni ventennali nell’area industriale di Tito Scalo”, pubblicato sul sito della OLA(Associazione Lucana Ambientalista) in data 24 marzo 2009(Pag.6);
4.    Pagina Web pubblicata sul sito dell’Associazione Luca Coscioni in data 8 luglio 2009(Pag.6);
5.    Pagina Web pubblicata sul sito www.radicali.it in data 8 luglio 2009(pag.2)
 
Latronico, lì 9 luglio 2009
 
Distinti saluti
 
 
Maurizio Bolognetti
 
 
 
Approfondimenti
Verbale Conferenza decisoria on-line su Lucania(entro le ore 19.00)
 

6 ottobre 2007

Caro Mastella, gli unici ad essere linciati e vilipesi siamo noi.

Latronico, 6 ottobre 2007

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Apprendo con sorpresa che il signor Ministro Mastella sarebbe stato sottoposto ad “un clima di linciaggio”. Strano, io non ho notato nessun linciaggio, ma solo il tentativo del signor Ministro di impedire la prosecuzione di importanti indagini. Gli unici ad essere linciati sono gli abitanti della Calabria e della Basilicata, costretti a vivere in una realtà che produce illegalità e corruzione, ben descritta dalla trasmissione condotta da Michele Santoro. Caro Mastella, l’unico linciaggio in atto è quello effettuato nei confronti della legalità, della giustizia, dello Stato di diritto.

8 giugno 2007

Sottosegretario, mi consenta…

Latronico, 8 Giugno 2007
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani
Il sottosegretario Filippo Bubbico, in una nota di agenzia, ha dichiarato di voler fornire agli inquirenti “ogni utile chiarimento”. E in effetti, considerando il fiume in piena di notizie che ci raccontano di presunti reati commessi dall’ex Presidente della Giunta regionale, c’è davvero bisogno di chiarezza e di luce.Ma proprio nell’attesa che si faccia luce, e in attesa che il Presidente conferisca con gli inquirenti, vorrei ricordare al compagno Bubbico la campagna elettorale delle regionali 2000. In quella tenzone elettorale, Presidente, lo ricorderà, il suo slogan fu “La Basilicata che cresce”. Per l’intera campagna elettorale e in almeno due incontri pubblici – spero, caro Presidente, ricordi anche questo - da candidato alla presidenza della regione per la lista Bonino, il sottoscritto raccontò un'altra Lucania. Il Presidente parlava di una Basilicata leader nell’utilizzo dei finanziamenti europei e noi ribattevamo che la quantità della spesa e la capacità di utilizzò dei fondi UE non faceva rima con un impiego qualitativamente accettabile. Le decine di inchieste, apertesi negli ultimi cinque anni, proprio sull’utilizzo dei fondi Ue in Basilicata, credo che avvalorino le posizioni espresse dai radicali. Finanziamenti elargiti ad aziende agricole senza terra da coltivare, fatture fasulle, aziende fantasma, corsi di formazione inesistenti, decine e decine di truffe e ruberie. Il sottosegretario Bubbico ha diritto, come ogni cittadino italiano, alla presunzione di innocenza, ma la Basilicata raccontataci dal Presidente Bubbico non esiste, non è mai esistita, è solo uno slogan elettorale. Esiste invece, eccome se esiste, il consociativismo, la clientela, la lottizzazione dei cessi delle Asl, un ceto politico parassitario, un sistema oligarchico-partitocratico che soffoca questa terra con i suoi tentacoli, il Pup(Partito unico della pagnotta). Esiste, invece, una mentalità mafiosa, una politica corrotta, una cappa di piombo, l’attitudine a silenziare tutti coloro che non vogliono rassegnarsi. Certo, questa Basilicata non è altro che lo specchio fedele di questa nostra Italia, ma è anche vero che, viste le dimensioni, qui i guasti di un Paese che vive in balia di una partitocrazia che opera ed agisce come le mafie e le ndrine, con le sue cosche e i suoi pizzini, sono moltiplicati per dieci e forse anche per cento. L’intera Lucania, 131 comuni, ha meno abitanti di una città come Napoli, ed ogni paese vive in balia di baroni e vassalli, con i loro eserciti di clienti, ed un controllo capillare del territorio.  Al di là dell’inchiesta del Pm De Magistris, noi affermiamo che qui, più che altrove, la politica, la giustizia, la democrazia sono morte e sepolte. E’ da un anno e mezzo che chiediamo si faccia chiarezza, e ci auguriamo si faccia chiarezza: che le indagini vadano avanti e nessuno tenti di esautorare il Dr. De Magistris. Sul Giornale di Milano, qualche settimana fa, il giornalista Chiocci, parlando delle inchieste lucane, scriveva: “Tutti tranne i radicali”.  Ed io, nel ringraziare il cronista del Giornale, ripeto che è proprio vero: “Tutti tranne i radicali”.

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