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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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2 ottobre 2010

Intervista a Pietro De Sarlo sulla situazione socio-economica della Basilicata

13 luglio 2010

La Basilicata avvelenata dalla malapolitica. I veleni industriali e politici della Basilicata - presentazione del dossier curato da Maurizio Bolognetti

28 gennaio 2010

Rassegna Stampa, 28 Gennaio 2010

 

Bolognetti polemizza

(Il Quotidiano, 28 gennaio 2010)

A proposito della bonifica di Tito

(Il Quotidiano, 28 gennaio 2010)

Elezioni: irregolarità e ritardi

(Gazzetta del Mezzogiorno, 28 gennaio 2010)

25 gennaio 2010

Bolognetti: la legge elettorale della Basilicata va impugnata

da Radicali.it

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Candidato alla Presidenza della Regione Basilicata per la lista Bonino-Pannella

Noi, il Partito della “Peste italiana”, non possiamo accettare che in Basilicata si vada a votare in una situazione di palese violazione delle più elementari regole che dovrebbero essere a fondamento di una democrazia. A pochi giorni dal deposito delle liste, quella stessa Regione, che ha modificato la legge elettorale il 14 gennaio e promulgato la stessa solo il 20 gennaio, non è in grado di fornire informazioni sull’applicazione della nuova legge e sulla modalità di raccolta firme. E questo senza contare che la stessa associazione regionale degli ex-consiglieri, in una lettera a firma del suo Presidente Renato Guarino, afferma che senza una modifica Statutaria la legge elettorale non può essere cambiata.
In Basilicata, il ceto partitocratico, che ha approvato in ore antelucane la nuova legge, non ha modificato lo Statuto.
L’ex consigliere Guarino ha, tra l’altro, scritto: “Il problema che ora si pone è di considerare giuridicamente se sia possibile adottare la parte rimanente o approvare, di conseguenza, una legge regionale in una delle due ultime sedute dell’Assemblea. La mia opinione è che nessuna delle due possibili soluzioni sia praticabile….D’altronde, una nuova legge regionale, non può non tener conto del principio della gerarchia delle fonti giuridiche. Il che comporta una modifica dello Statuto, se si vuole adottare un sistema elettorale diverso da quello in esso contemplato. Una modifica dello Statuto, tuttavia, deve seguire la procedura descritta dall’articolo 123 della Costituzione, che prevede l’approvazione della legge dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri, con due deliberazioni successive, adottate ad intervallo non minore di due mesi.”
Sul tema, l’on. Rita Bernardini, che ancor prima delle ottime osservazioni formulate da Guarino aveva espresso perplessità, sollevando la questione della mancata modifica dello Statuto, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, rivolta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro Roberto Maroni.
Quel che è certo, è che noi, il partito che ha fatto della difesa della legalità, della legalità costituzionale, il partito che denuncia la sostanziale assenza di Stato di diritto, di legalità e di democrazia in questo Paese, non possiamo accettare che una consultazione elettorale nasca con i presupposti di illegalità a cui ha dato corpo l’insana decisione presa dal Consiglio regionale della Basilicata.
 
 

22 gennaio 2010

Il Quotidiano, 22 gennaio 2010

 

Senza modificare lo Statuto la legge elettorale non si cambia


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17 dicembre 2009

Rassegna stampa, 17 dicembre 2009

 

Dove sono i difensori di Toghe lucane?

Link1

Link2

(Il Quotidiano della Basilicata, 17 dicembre 2009)

"Dove sono i difensori di Toghe Lucane?"

(Nuova del Sud, 17 dicembre 2009)

1 dicembre 2009

Incenertore Potenza: Rassegna stampa 30 Novembre 2009

 

Inceneritore: gli appelli al sindaco di radicali e Giovani UDC

(Il Quotidiano, 30 Novembre 2009)

Rifiuti, questa mattina sit-in di protesta contro l'inceneritore di Potenza

(Nuova, 30 Novembre 2009)


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24 novembre 2009

Intervista a Giuseppe Di Bello sul boicottaggio delle sue attività investigative in merito ai "veleni" in Basilicata

22 novembre 2009

La Basilicata avvelenata dalla malapolitica(relazione per VIII Congresso di Radicali Italiani)

 

Leggi su Abolire la Miseria

(di Maurizio Bolognetti)

 


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7 novembre 2009

Caso Arpab: rassegna stampa 4-7 novembre 2009

 

"Ancora altre ombre sul suolo del direttore dell'Arpab"

(Il Quotidiano, 4 Novembre 2009)

Il caso Seveso e la Val D'Agri

(Il Quotidiano, 5 Novembre 2009)

Fermate Fenice

(Il Quotidiano, 5 Novembre 2009)

Fenice, la patata bollente a Santochirico

(Il Quotidiano, 6 Novembre 2009)

"La Regione sapeva. In rete il verbale"

(Il Quotidiano, 7 novembre 2009)

Caso Arpab: E' esplosa la bomba

(Il Quotidiano, 7 novembre 2009)

4 novembre 2009

Ambiente: Zamparutti presenta interrogazione su inquinamento politico ed ambientale in Val Basento (Basilicata)

 

Inchiesta Mythen: Elisabetta Zamparutti presenta interrogazione

(da www.radicali.it)

 

30 ottobre 2009

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e componente la Commissione Ambiente, ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente, al Ministro dello Sviluppo economico e a quello della Salute sulla grave situazione politica ed ambientale lucana a partire da una video inchiesta realizzata da Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Consigliere dell’Ass. Luca Coscioni, realizzato in collaborazione con radioradicale.it, Fai Notizia e Il Quotidiano della Basilicata e disponibile sul sito (http://www.fainotizia.it/video/video-inchiesta-sulla-val-basento).

Dichiarazione Zamparutti-Bolognetti

 
Elisabetta Zamparutti e Maurizio Bolognetti hanno in proposito dichiarato: “L’inchiesta sulla Val Basento, dopo quella di Tito Scalo, evidenzia in Basilicata un contesto di degrado in cui le ecomafie trovano di certo terreno fertile per i loro affari. Le gravi anomalie riscontrate in merito alla costruzione dello stabilimento Mythen, dalla collocazione in un sito di bonifica di interesse nazionale all’uso di denaro pubblico che ci pare non conforme alle norme vigenti, le situazioni di conflitto di interesse che ravvisiamo tra società partecipate e lo stabilimento, l’inerzia della Regione di fronte all’assenza di rete fognaria e di un impianto di depurazione della Mythen non possono sfuggire ai Ministri competenti dai quali ci aspettiamo di sapere quali iniziative intendano adottare rispetto ad una situazione in cui i disastri prodotti da un sistema di potere corrotto e corruttore si moltiplicano grazie all’assenza di legalità e stato di diritto.”

25 ottobre 2009

Intervista a Maurizio Bolognetti sui veleni in Basilicata


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25 ottobre 2009

La Basilicata e il Digital Divide

Potenza, 25 ottobre 2009

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
 
Le trombe e i tromboni della propaganda, qualche anno fa, pubblicizzarono un’iniziativa denominata “Un computer in ogni casa”. A vararla la Giunta guidata da Filippo Bubbico.  L’iniziativa nacque in una realtà pesantemente condizionata da quello che l’amministrazione Clinton ebbe a definire “Digital divide”. Tradotto: la stragrande maggioranza dei cittadini lucani, pur dotata di Pc regionale, non disponeva di una connessione ADSL. Quella operazione andava accompagnata con un massiccio utilizzo dei fondi per la formazione lavoro finalizzata a creare professionalità nel campo dell’informatica e, possibilmente, ad un’iniziativa tesa a fare della Basilicata la prima regione interamente cablata. Invece, l’intera operazione finì per assumere il solito taglio clientelare.  Spesso, si sa, le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Il computer in ogni casa è stata un’iniziativa che ha testimoniato, una volta di più, l’incapacità di un ceto dirigente di gestire adeguatamente le risorse.
A cinque anni da quella iniziativa, quel che resta è qualche Pc ormai dalle caratteristiche tecniche antidiluviane e qualche furbo che ha lucrato sulle domande per l’apertura di internet social-point.
A giudicare da quello che Mimmo Parrella racconta sulle pagine della Nuova del Sud resta anche altro: la stragrande maggioranza dei comuni lucani, e anche qualche area da reindustrializzare, non è coperta da un collegamento ADSL.
La Basilicata è malata di Digital Divide, cioè di una distribuzione non omogenea dei servizi telematici. Insomma, parliamo di un autentico handicap che coinvolge 70 comuni e decine di migliaia di persone. Nel XXI secolo, in molte zone della Basilicata si è costretti a viaggiare, se va bene, a 56k. Sembra una questione poco importante, invece è un autentico dramma. Il Digital Divide va ad incrementare le diseguaglianze economiche e si traduce in una drammatica riduzione delle possibilità di accedere all’informazione. Anche questo è il frutto avvelenato di una politica che ha preferito puntare sui poli della scarpa anziché guardare al futuro.
Per molti lucani l’espressione “villaggio globale” non ha significato. Vivere oggi senza ADSL è come continuare ad abitare nelle caverne mentre altrove l’architettura erige Piramidi. Ma la politica del Computer in ogni casa e dello sperpero di risorse pubbliche ha prodotto questo: una realtà, che anziché guardare al futuro, precipita verso il passato, perdendo opportunità di crescita e di reale sviluppo.

24 ottobre 2009

Miei interventi su Pietro Dommarco Network e Sito Ola

 

Navi, veleni, silenzi e depistaggi

(Pietro Dommarco Network)

 
(Sito Ola)
 

24 ottobre 2009

Navi, veleni, silenzi e depistaggi

 

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
 
Un Pm, Francesco Basentini, a cui viene negato l’impiego di moderne tecnologie di telerilevamento, che sarebbero state di grande utilità nella caccia ai veleni interrati in Basilicata. L’ex Procuratore della Repubblica, Nicola Maria Pace, che sulle navi dei veleni dichiara: “io lo avevo detto.” Il dott. Pace nutre seri dubbi sulla morte del capitano di corvetta Natale De Grazia, che all’inizio degli anni ’90 si occupò delle navi dei veleni.
Un parlamentare leghista, che per ragioni incomprensibili, o forse comprensibilissime, svela la località in cui vive il pentito Fonti.
C’è di che preoccuparsi, e lo siamo. Con il passare delle settimane si fa largo la convinzione che nessuno abbia voglia di bonificare la vasca fosfogessi di Tito scalo. Verrebbe da chiedersi se oltre alle 250000 tonnellate di fanghi industriali tossico-nocivi in quella vasca non ci sia dell’altro.
Viaggiando nella “Terra di nessuno”, all’interno del Sito di Bonifica di interesse nazionale della val Basento, ci siamo chiesti se le storie di fusti interrati in quell’area, raccontate da Fonti, abbiano un qualche fondamento. Di certo a Ferrandina abbiamo visto e documentato situazioni di degrado ambientale che quanto prima renderemo pubbliche attraverso una video-inchiesta.
Il direttore de “Il Quotidiano”, Paride Leporace, afferma che il partito “della verità ha le sue difficoltà per venire a capo dell’inquietante vicenda” delle navi dei veleni.
Può darsi che la verità qualcuno non voglia sentirla.
Di certo in Basilicata c’è chi non ha voluto affrontare, fino ad oggi, la questione della “Nave Tito scalo” e nemmeno nominare il nome di aziende che con i fanghi di Tito hanno avuto a che fare.
Intanto, l’ineffabile Direttore dell’Arpab riesce a far ben figurare il suo omologo dell’Arpac con dichiarazioni allucinanti. Chissà se un giorno a qualcuno verrà in mente di contestare a lor signori la violazione dell’art.331 del C.P.P.
Concludendo: tra siti di bonifica non bonificati, treni che dal porto di Taranto trasportano rifiuti nell’area di Ferrandina in nome della occupazione di 70 persone, falde acquifere inquinate dalla Val Basento alla Val d’Agri, a Melfi come a Tito, c’è poco da stare allegri.
Occorrerà davvero sudare le proverbiali sette camice per far emergere la verità. La Gomorra lucana è cresciuta anche grazie ai silenzi, all’ignavia e a quel continuo ripetere “va tutto bene”.
Per dirla con il titolo di un vecchio libro di successo: “Io speriamo che me la cavo”.
 

22 ottobre 2009

Dal Greco al Saet la corruzione ci assedia

 

Dal Greco al Saet la corruzione ci assedia

(Il Quotidiano della Basilicata, 22 ottobre 2009)

 

20 ottobre 2009

BluTV, 19 ottobre 2009

20 ottobre 2009

Veleni industriali e politici della Basilicata. Sit-in e Conferenza stampa

20 ottobre 2009

Notiziario RR, 19 ottobre 2009

19 ottobre 2009

Rassegna stampa, 19 ottobre 2009

 

Radicali: Sit-In all'Arpab

(Il Quotidiano della Basilicata, 19 ottobre)

Radicali: "Perchè gli strumenti non sono stati concessi al Pm)

(Il Quotidiano della Basilicata, 19 ottobre)

Fenice, L'Arpab diffonde i dati

(Nuova del Sud, 19 ottobre)

19 ottobre 2009

Dal Greco al Saet la musica non cambia: la corruzione cinge d’assedio il nostro Paese.

Latronico, 18 ottobre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni.
 
Mentre leggiamo di inadempienze in materia di trasparenza da parte delle Asl lucane, di appalti truccati, di monitoraggi ambientali criptati, giunge dal Consiglio d’Europa la conferma che l’Italia è stretta nella morsa di una corruzione “diffusa e sistemica”.
Il Greco(Groupe d’Etats contre la Corruption) afferma che il fenomeno riguarda in particolare la pianificazione urbanistica, gli appalti pubblici, la gestione dei rifiuti e la sanità.
Gioverà ricordare che il Procuratore generale della Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato, ha affermato che l’impatto del fenomeno corruzione in Italia è stimabile in 60 miliardi di euro. Una tassa occulta che rappresenta un’autentica zavorra, soprattutto per il nostro Mezzogiorno.
Nel rapporto relativo al 2009 del SAET (servizio anticorruzione e trasparenza) troviamo ai primi posti delle classifiche sulla corruzione tutte le regioni del sud. I dati sembrano disegnare un binomio corruzione-povertà in rapporto di causa-effetto.
I rapporti Saet e Greco non fanno che confermare la nostra analisi sugli effetti perniciosi prodotti da un regime corrotto e corruttore.
Il sessantennio partitocratico, che ha fatto seguito al ventennio fascista, ha fatto strame delle regole democratiche, che i padri costituenti intesero porre alla base della nostra Costituzione. Abbiamo provato a raccontare in un dossier intitolato la peste italiana i devastati effetti prodotti dal tradimento del dettato costituzionale. Abbiamo descritto la storia di un paese in cui non vige lo Stato di diritto, in cui la parola democrazia è stata svuotata di ogni contenuto, in cui l’illegalità regna sovrana.
In questo contesto c’è dunque da stupirsi se la corruzione dilaga e distrugge speranze di sviluppo?
Se la legge fondamentale, che dovrebbe essere il presidio del nostro vivere civile, è stata calpestata e vilipesa, c’è da stupirsi del fatto che tutto ciò abbia come conseguenza il dilagare della corruzione e dell’illegalità soprattutto nel nostro Mezzogiorno? Un Sud dove interi territori sono ostaggio della criminalità organizzata, ma anche, o forse soprattutto, delle cosche della partitocrazia, che hanno trasformato le istituzioni in bivacchi dove si fanno gli interessi di famigli e clienti.
In questi anni abbiamo descritto la corruzione endemica, montante e persistente di cui parlano i rapporti del GRECO, del SAET e della Corte dei Conti.
Abbiamo provato a descrivere i perniciosi effetti di un sistema che nega quotidianamente democrazia, legalità, stato di diritto e conoscenza. La partitocrazia crea povertà, ma anche corruzione, e corruzione e povertà viaggiano a braccetto in questo nostro sud soffocato dal binomio Miseria e Malaffare.
Marco Pannella afferma che “la strage di legalità ha sempre per corollario, nella storia, la strage di persone”. Quanto sia vera questa affermazione possiamo riscontrarlo anche nelle storie di veleni industriali, figli di veleni politici, che abbiamo raccontato in questi mesi.
In un articolo pubblicato su Left il 28 agosto, Marco Cappato, parlando dei veleni lucani, ha affermato: “La Basilicata è una delle regioni italiane dove è più chiaro come il dissesto idrogeologico sia il frutto di quel “dissesto ideologico” prodotto da sessant’anni di un regime fondato sulla corruzione e l’illegalità.”
Sempre dalle pagine di Left, la deputata Radicale Elisabetta Zamparutti, occupandosi dei veleni industriali e politici della Basilicata, affermava: “Il degrado del nostro territorio da tutti i punti di vista ambientale e idrogeologico è frutto del degrado della classe dirigente del paese.”
In una lettera inviata in questi giorni ai cittadini di Tito abbiamo scritto: “Il piombo, la trielina e le sostanze tossiche presenti nel sottosuolo di Tito stanno al vostro habitat come la tenia partitocratica sta alla democrazia”.
Uno dei capitoli più interessanti de “La Peste Italiana” si intitola Partitocrazia, dissesto idrogeologico, distruzione dell’ambiente. Dopo i fatti di Messina torna attuale. “La strage di legalità ha sempre per corollario, nella storia, la strage di persone”.
Parafrasando Durrenmatt, scrittore amatissimo da Leonardo Sciascia, potremmo dire: “Ancora una volta vogliamo scandagliare scrupolosamente le possibilità che forse restano di ripristinare in questo paese legalità, democrazia, stato di diritto, diritto a conoscere per deliberare.”

19 ottobre 2009

Rassegna stampa, 16-17 ottobre 2009

 

Fenice, Bolognetti suggerisce un "rabdomante"

(Controsenso, 17 ottobre)

Se Fenice non individua la perdita ci rivolgeremo ad un rabdomante

(Il Quotidiano, 17 ottobre)

Il Direttore dell'Arpab risponde alle accuse dei Radicali

(Nuova del Sud, 17 ottobre)

Corruzione, Italia bocciata a Strasburgo

(Il Quotidiano, 17 ottobre)

Basilicatanews, 16 ottobre

Termovalorizzatore di Melfi. Se Fenice non riesce ad individuare la perdita...

(Agenzia Radicale, 17 ottobre)

16 ottobre 2009

Navi e Veleni. La deputata Radicale Zamparutti presenta un'interrogazione

 

Navi e Veleni. La deputata Radicale Zamparutti presenta un'interrogazione

(Il Quotidiano della Basilicata, 16 ottobre 2009)

 

15 ottobre 2009

“Chi blocca il lavoro del PM”. Presentata interrogazione a prima firma Elisabetta Zamparutti.

Roma - Potenza, 15 ottobre 2009

Dichiarazione di Elisabetta Zamparutti, Deputato Radicale e Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani

La lettura dell’intervento di Paride Leporace dedicato ai veleni lucani, lascia inquieti e attoniti. Apprendiamo con preoccupazione e stupore del diniego opposto alla richiesta del Pm Basentini finalizzata a poter disporre di strumenti tecnologicamente avanzati da utilizzare nelle indagini sul traffico di rifiuti tossici. In particolare, la Procura di Potenza avrebbe chiesto di poter disporre del sistema di telerilevamento Dedalus, in dotazione alla GDF. Facciamo fatica a comprendere le ragioni del diniego. Comprendiamo, però, benissimo che l’aver negato i mezzi necessari allo svolgimento di un’importante indagine, ha di fatto impedito l’accertamento della verità. Sapere che importanti indagini che riguardano la tutela della salute dei cittadini lucani si sono arenate perché qualcuno ha ritenuto eccessivi i costi derivanti dall’utilizzo di una tecnologia, che sarebbe stata di grande aiuto per gli inquirenti, provoca un moto di indignazione.

INTERROGAZIONE A PRIMA FIRMA ELISABETTA ZAMPARUTTI

Premesso che:
 
da un articolo pubblicato da “Il Quotidiano” della Basilicata del 14 ottobre a firma Paride Leporace emerge che il pubblico ministero Basentini si era attivato per ottenere l’impiego di moderne tecnologie di telerilevamento aereo per poter accertare la presenza di rifiuti tossici in aree della Basilicata;
la tecnologia Lara in dotazione al Cnr è ritenuta utile ai fini delle ricerche di rifiuti tossici così come diverse società pubbliche e private che hanno bisogno di conoscere i diversi parametri delle mutate condizioni naturali ed antropiche del sottosuolo fanno ricorso allo scanner iperspettrale Mivis;
la Guardia di Finanza di Roma risulta inoltre essere dotata di un telerilevamento chiamato Dedalus che è in grado di accertare con sicurezza le aree in cui sono sepolti i rifiuti radioattivi, tecnologia che è stata ad esempio utilizzata in un’inchiesta della Dda pugliese per verificare l’attendibilità di alcune dichiarazioni di un pentito legato alla Sacra corona unita;
come ricordato nell’interrogazione 4-04174, il pentito Fonti ha dichiarato, in merito all’affondamento delle navi dei veleni, che si era deciso di farne affondare “una verso lo Ionio, a Metaponto, e l’altra verso Maratea”;
dopo il ritrovamento del relitto Cetraro, la nave Astrea è giunta nelle acque di Maratea dove sta effettuando ricerche in mare senza punti di riferimento, con l’unico dato a disposizione degli operatori chiamati a scandagliare le acque del Golfo di Policastro consistente nelle indicazioni di alcuni pescatori del posto che hanno parlato di un punto dove spesso le reti si sono impigliate;
a giudizio degli interroganti la vicenda ricorda molto quanto accadde oltre 10 anni fa, quando l’ex sostituto procuratore di Reggio Calabria Francesco Neri, chiese nel ’95, al Ministero della Giustizia dell’allora Governo Dini risorse che furono negate senza una spiegazione per ricerche che voleva condurre la procura di Reggio Calabria che stava indagando sull’affondamento al largo delle coste calabresi di alcune navi dei veleni;
come ebbe a dire Francesco Neri nel corso di un’audizione in Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti il 18 gennaio 2005 “avevo chiesto alla Nasa di aiutarmi nella ricerca per cui con determinati satelliti saremmo riusciti a trovare le navi” in tutto una trentina;
quando l’indagine passò nelle mani della Dda, il sostituto procuratore Alberto Cisterna ottenne dal Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione a cercare la nave Rigel, ricerca che venne affidata all’Impresub di Trento che scandagliò i fondali nel ’97 costi nettamente superiori a quelli a cui si sarebbe incorsi con l’uso dei satelliti e senza alcun risultato perché, come ebbe a dichiarare lo stesso Cisterna in un articolo pubblicato dal Sole 24 ore del 16 settembre 2009 “le coordinate dichiarate per l’affondamento erano false e la stessa Impresub se ne rese subito conto”;
si chiede di sapere:
per quale motivo non è consentito ai magistrati lucani ricorre al telerilevamento per l’individuazione di rifiuti tossici;
per quale motivo non è consentito verificare l’attendibilità delle dichiarazioni del pentito Fonti con la tecnologia in dotazione alla Guardai di Finanza e denominata Dedalus, come avvenuto nell’inchiesta della Dda pugliese in merito alle dichiarazioni del pentito Annacondia, affidando la ricerca della presunta nave affondata nel Golfo di Policastro ad una imbarcazione che sta procedendo senza coordinate;
quali provvedimenti intendano assumere, a tutela della salute e dell’ambiente, per avviare un monitoraggio satellitare sul piano nazionale della presenza di rifiuti tossici e discariche abusive.
 
 

12 ottobre 2009

Potenza, 30 ottobre 2009

12 ottobre 2009

LEFT, 9 ottobre 2009

 

Veleni e menzogne a Tito scalo

(Left, 9 ottobre 2009)

12 ottobre 2009

I Radicali: C'è una gomorra lucana

 

I Radicali: C'è una gomorra lucana

(Seven, 8-16 ottobre 2009)


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7 ottobre 2009

Rassegna stampa, 3 ottobre 2009(I Veleni industriali e politici della Basilicata)

 

La Fenice e Melfi i fanghi industriali di Tito e le scorie. Conferenza dei Radicali a Montecitorio

(Il Quotidiano, 3 ottobre)

I Radicali alla Camera: "Basilicata bomba ecologica"

(Nuova del Sud, 3 ottobre)

I Radicali tornano a sollevare la questione inquinamento a Tito e Melfi

(Nuova, 3 ottobre)


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7 ottobre 2009

L'inquinamento e l'Arpab: la confessione del "pio" Bove?(Controsenso, 3 ottobre 2009)

 

L'inquinamento e l'Arpab: la confessione del "pio" Bove?

(Controsenso, 3 ottobre 2009)


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7 ottobre 2009

Non solo "Navi": i veleni ambientali e politici della Basilicata - Conferenza stampa di Radicali Italiani

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