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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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1visite.

16 maggio 2012

Il lavoro rende liberi(da Notizie Radicali)

15 febbraio 2012

Maurizo Bolognetti ospite del notiziario di Radio Laser

30 settembre 2010

Video-Inchiesta sulla Val Camastra(Calvello, 28 settembre 2010)

6 settembre 2010

Esposto-Denuncia dei Radicali dopo il nulla osta concesso all'Eni(Nuova del Sud, 4 settembre 2010)

Nuova_4_9_2010

14 luglio 2010

Una Basilicata avvelenata dalla mala politica. Il dossier

Per Scaricare il Dossier su radioradicale.it

QUI

4 febbraio 2010

Tgr Basilicata, 2 Febbraio 2010(Conferenza stampa Bolognetti)


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4 febbraio 2010

Basilicata: presentazione dei risultati emersi dalle analisi commissionate sulle acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno

2 febbraio 2010

La vignetta dedicatami da Giulio Laurenzi :-)

31 gennaio 2010

Potenza: ore 11.00, conferenza stampa del candidato alla Presidenza della Regione Basilicata, Maurizio Bolognetti

"Presentazione dei risultati emersi dalle analisi commissionate sulle acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno."


Potenza

Martedì 2 febbraio 2010
Ore 11.00
c/o L’Associazione della Stampa della Basilicata
Via Mazzini, 23/E
Conferenza Stampa
Interverrà
 Maurizio Bolognetti
Direzione Nazionale Radicali Italiani
Candidato alla Presidenza della Regione Basilicata per la Lista Bonino-Pannella
 
Potenza – Avevano detto è tutto a posto: le acque degli invasi sono pure come acqua di fonte. Queste affermazioni sembrano non trovare riscontro nei risultati emersi dalle analisi commissionate dai Radicali. Verrebbe quasi da invocare l’intervento dell’OMS. Di certo occorrerà nuovamente interrogarsi sul ruolo dell’Arpab ed è altrettanto certo che, al più presto, sarà necessario far effettuare analisi ad ampio spettro da parte di organismi indipendenti. La Procura della Repubblica di Potenza farebbe bene a procedere alla nomina di un CTU. Leggendo i risultati e i dati, finalmente chiari, pervenuti dal laboratorio accreditato a cui abbiamo consegnato alcuni litri di acqua proveniente dagli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno, siamo rimasti attoniti.
 
Con la presente chiediamo ai Noe, al Corpo Forestale dello Stato, alla Polizia Provinciale di Potenza e alla Procura di seguire la conferenza stampa.

31 gennaio 2010

Intervista a Maurizio Bolognetti sulle prossime elezioni regionali e sui problemi delle falde acquifere in Basilicata


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31 gennaio 2010

Inquinamento degli invasi lucani. Bolognetti: "Nelle prossime ore renderemo pubblici i risultati delle analisi sulle acque della Camastra, Pertusillo e Montecotugno"

da radicali.it, 30 gennaio 2010
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Candidato alla Presidenza della Regione Basilicata per la Lista Bonino-Pannella e membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani
Della nostra iniziativa finalizzata a far luce sulla qualità delle acque invasate nelle principali dighe lucane si potrebbe dire, parafrasando Sciascia, “A futura memoria, se la memoria avrà un futuro”. Ed è proprio sull’assenza di una memoria storica che hanno puntato tutti coloro che nei giorni scorsi hanno tentato di linciarmi sulla questione qualità delle acque. Laddove non c’è vero confronto è improbabile che ci possa essere una reale conoscenza, soprattutto se chi ha il compito di informare diventa complice di coloro che tentano di continuo di cancellare le tracce di quanto è accaduto in passato.
Maggio 2009 - il Corpo Forestale dello Stato denuncia un inquinamento in atto della diga di Montecotugno. Sulla vicenda il quotidiano Notiziario Italiano scrive: “Hanno accertato che nella diga di Montecotugno era presente un evidente stato di inquinamento provocato dal versamento diretto di acque reflue provenienti dal depuratore consortile di Senise”.
Novembre 2008 - La Procura della Repubblica di Potenza sequestra la sorgente “Acqua dell’Abete”, tributaria dell’invaso della Camastra. La sorgente è ubicata a valle del Pozzo petrolifero Cerro Falcone 2 in agro di Calvello.
Aprile 2004 – Sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata appare il DGR 23 marzo 2004 n.699, “Definizione dello stato conoscitivo dei corpi idrici per la redazione del piano regionale di tutela delle acque”. Nel sopra citato documento, la Giunta regionale della Basilicata approva una relazione tecnico-scientifica, nella quale in relazione alla qualità delle acque invasate nelle dighe lucane leggiamo quanto segue: “Si evidenzia un diffuso scadimento della qualità, a partire dall’anno 2001, tutte le acque di invaso passano dalla categoria A2 alla A3. Appare quindi utile sottolineare l’opportunità di procedere a indagini più accurate che consentano di evidenziare le cause di tale peggioramento, non solo a fini puramente conoscitivi, ma anche per definire eventuali interventi migliorativi.”
Luglio 2009 – Nel dossier Mare Monstrum, prodotto da Legambiente, viene descritta la situazione della rete di depurazione regionale. L’associazione ambientalista sottolinea che essa copre solo “il 74% del territorio regionale, lasciando la Basilicata al quartultimo posto nella classifica delle regioni italiane per capacità di servizi di depurazione e fognatura.” Come dimostrato dall’indagine del CFS sul funzionamento del depuratore consortile di Senise, sarebbe di certo utile interrogarsi anche su quel 74% per cento di territorio che risulta coperto da una rete di depurazione.
Nel chiedere alla magistratura lucana a che punto sono le indagini avviate dal Noe, dal Corpo forestale dello Stato, dalla Polizia Provinciale sull’inquinamento di alcuni corpi idrici lucani, preannuncio che nelle prossime ore convocheremo una conferenza stampa per diffondere i dati emersi dalle analisi commissionate sulle acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno. Subito dopo la conferenza stampa consegneremo al Procuratore Colangelo, alla Polizia Provinciale, al NOE e al Corpo Forestale un esposto-denuncia contenente le analisi in oggetto.


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29 gennaio 2010

Storia di merda e di depurazione

1 dicembre 2009

Incenertore Potenza: Rassegna stampa 30 Novembre 2009

 

Inceneritore: gli appelli al sindaco di radicali e Giovani UDC

(Il Quotidiano, 30 Novembre 2009)

Rifiuti, questa mattina sit-in di protesta contro l'inceneritore di Potenza

(Nuova, 30 Novembre 2009)


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24 novembre 2009

Rassegna stampa, 24 Novembre 2009

 

Chi controlla gli scarichi Itrec?

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 Novembre)

Inquinamenti e silenzi

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 Novembre)

L'alluvione, 50 anni dopo

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 novembre)


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24 novembre 2009

Intervista a Giuseppe Di Bello sul boicottaggio delle sue attività investigative in merito ai "veleni" in Basilicata

12 ottobre 2009

LEFT, 9 ottobre 2009

 

Veleni e menzogne a Tito scalo

(Left, 9 ottobre 2009)

9 ottobre 2009

Inquinamento alla Fenice, le istituzioni tacciono(Nuova del Sud, 9 ottobre 2009)

 

Inquinamento alla Fenice, le istituzioni tacciono

(Nuova del Sud, 9 ottobre 2009)

LINK1

LINK2


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28 settembre 2009

TG Norba, 28 settembre 2009(ore 7.30)

28 settembre 2009

Dopo le dichiarazioni rese al Tgr Basilicata per alcuni dirigenti Arpab si configura la violazione dell’art. 331 c.p.p.

Latronico, 26 settembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni.
Confesso di avere dei limiti e quindi faccio fatica ad interpretare le dichiarazioni del dr. Bruno Bove, coordinatore provinciale dell’Arpab.
Il dr. Bove ha dichiarato, attraverso i microfoni del Tgr Basilicata, che l’Arpab sapeva dell’inquinamento della falda del fiume Ofanto dal marzo del 2008.
Testualmente, nel servizio del Tgr Basilicata del 25 settembre(ore 19.30) viene attribuita al Bove la seguente dichiarazione: “Già dal marzo del 2008 eravamo a conoscenza dei livelli preoccupanti di mercurio nella falda, ma non spettava al nostro Ente lanciare l’allarme per legge è Fenice a dover comunicare entro 24 ore il superamento della soglia.
Una dichiarazione sconcertante se si considera la mission dell’Agenzia per l’ambiente e il fatto che dal 2002 l’Arpab è tenuta al monitoraggio delle matrici ambientali del vulture-melfese.
Temo che l’Arpab stia vivendo una grave crisi d’identità. L’operato dell’Agenzia fa a pugni con quanto è dato leggere sul sito della stessa: “L’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata(Arpab) è preposta al monitoraggio e al controllo dei fattori di rischio per la protezione dell’ambiente, informa la cittadinanza sullo stato dell’ambiente e promuove cultura e comportamenti coerenti con i principi e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.
Fatto sta che da questo bel quadretto emerge la definitiva conferma che per almeno 13 mesi, e sottolineo “almeno”, nessuno ha comunicato al Sindaco di Melfi, al Prefetto e a tutti gli enti interessati la presenza di agenti inquinanti cancerogeni nella falda acquifera del fiume Ofanto.
La dichiarazione di Bove non solo è sconcertante, non solo ci ha lasciati attoniti, ma da essa emerge una chiara e macroscopica notizia di reato: omissione di atti d’ufficio, violazione dell’art. 331 del codice di procedura penale.
L’Arpab non solo era tenuta a comunicare l’inquinamento in atto, ma era obbligata a farlo. Rientra nella sua mission, rientra nei suoi compiti istituzionali. Davvero facciamo fatica a capire, caro dr. Bove: a marzo 2008 non avvertite l’obbligo di segnalare e un anno dopo, il 3 marzo del 2009, invece decidete di informare il Sindaco della città federiciana e lo fate addirittura in anticipo sulla comunicazione che Fenice invia allo stesso sindaco di Melfi. Misteri dell’Arpab e cioè di un’agenzia gestita con criteri che nulla hanno a che fare con la tutela ambientale, ma molto con pratiche nepotistiche e lottizzatorie.
Da tutta questa vicenda si ricava la sgradevole sensazione che l’Arpab difenda interessi assai poco legati alla tutela della salute dei cittadini lucani.
I 105000 euro dello stipendio da dirigente, incassati dal dr. Bove, sono spesi davvero male. Suggeriamo, una volta di più, al direttore dell’Arpab di rassegnare le dimissioni ed analogo suggerimento rivolgiamo al Coordinatore Provinciale.
Non possiamo permetterci di continuare a tenere a libro paga della collettività funzionari che non comprendono l’importanza del ruolo che sono chiamati ad esercitare.
Propongo all’Assessorato regionale all’ambiente di aggiungere all’acronimo Arpab il sottotitolo “Niente vidi, niente sacciu, niente sentii.
E speriamo che anche dalle parti del Dipartimento ambiente non abbiano avuto la notizia dell’inquinamento già a febbraio/marzo del 2008.
 
Approfondimenti
 
 

26 settembre 2009

Inceneritore Fenice: Servizio Tgr Basilicata, 25 settembre 2009

25 settembre 2009

L'eccezione e la regola

da radicali.it, 25 settembre 2009

Su Tito e Fenice silenzio omertoso.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
E’ con sconcerto che tocca constatare l’assordante silenzio della politica lucana sui fatti di Tito e sulla vicenda Fenice, sia pure con alcune tardive e lodevoli eccezioni che confermano la regola(vedi interrogazione Tisci su Tito). Un silenzio che ha il sapore dell’omertà. Da mesi tutto tace. Tacciono perfino i professionisti della dichiarazione un tanto al chilo e gli apologeti della presa di posizione, armamentario del kamasutra partitocratico. Denunciamo e documentiamo la mancata bonifica del sito di Tito, e il vicepresidente della Commissione ambiente, on. Salvatore Margiotta, resta muto, colto da una crisi di afasia. A fargli ottima compagnia la folta pattuglia lucana di deputati e senatori. E i paladini della legalità, con il prode Belisario, il mite Radice e l’Assessore Autilio? Niente paura, tacciono pure loro. Sono troppo impegnati a farsi la guerra in vista delle imminenti regionali. Lor signori agitano la legalità solo in vista delle elezioni, magari per ottenere uno strapuntino in più.  
L’IDV lucana è davvero la peggiore rappresentazione del cancro partitocratico che sta divorando questa terra e i suoi figli.
Denunciamo gravissimi ritardi e omissioni sulla vicenda dell’inceneritore Fenice, e tutto tace, con l’eccezione dell’intervento del sindaco Navazio. Non parla Pagliuca, muto Santochirico. Evidentemente, in questa regione si ritiene sia cosa del tutto normale il comunicare con 13 mesi di ritardo che è in corso un grave episodio di contaminazione della falda e del terreno. 
Nessuno parla. Omertà. Silenzio. Lo stesso silenzio che ha accolto le due missive che con Marco Cappato abbiamo indirizzato al Presidente della Regione e all’assessore all’ambiente.
Apprendiamo dell’ordinanza del Sindaco di Tito, che ha deciso di vietare l’utilizzo delle acque del torrente Tora. Speriamo che anche in questo caso, come nel caso Fenice, l’ordinanza non sia giunta con grave ritardo.
Onorevoli Deputati e Senatori, le uniche voci che abbiamo ascoltato in questi mesi sono state quelle di Elisabetta Zamparutti e Marco Cappato, che, ahimè, non siede più nei banchi dell’europarlamento, grazie ad una campagna elettorale degna figlia del regime che governa questo paese.
Cari Consiglieri regionali, illustri Presidenti della Regione e della Provincia, Marco Pannella afferma che il dissesto idrogeologico è figlio del dissesto ideologico, e le vicende lucane sono la prova che il leader radicale non sbaglia.
Che dire?!  Spero che in un sussulto d’orgoglio vi ricordiate che siete stati eletti anche per fare gli interessi della collettività, per tutelare la salute e l’ambiente di questa bella terra di Lucania.


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25 settembre 2009

Inceneritore Fenice: Rassegna stampa, 25 settembre 2009

 

Navazio scrive alla Procura: sarebbe uno scenario inquietante.

(Nuova del Sud, 25 settembre 2009)

Navazio scrive alla Procura: accertare responsabilità

(Il Quotidiano della Basilicata, 25 settembre 2009)

24 settembre 2009

Interrogazione a risposta scritta dei deputati radicali ai ministri competenti sulla vicenda del sito di bonifica di Tito Scalo

da radicali.it

Roma, 24 settembre 2009

- Per sapere - premesso che:

nell'edizione del 21 luglio 2009 de Il Quotidiano della Basilicata appariva un articolo a firma Maurizio Bolognetti, intitolato «Quattro passi nei veleni», nel quale si dava notizia di una video-inchiesta che documenta la presenza di decine di migliaia di tonnellate di fanghi industriali interrati nell'area ex-liquichimica, rientrante nel perimetro del sito di bonifica di interesse nazionale di Tito Scalo, istituito con decreto ministeriale 8 luglio 2002 (Gazzetta Ufficiale n. 231, 2 ottobre 2002);

nell'edizione del 21 agosto 2009 de Il Quotidiano della Basilicata appariva un articolo a firma Maria Teresa Labanca, dal titolo «Il disegno criminoso sui fanghi», che riportava i contenuti della video-inchiesta e informava i lettori del fatto che la stessa costituiva parte di un esposto presentato presso la procura della Repubblica di Potenza;

nell'edizione del 20 agosto 2009 del tgr Basilicata si dava notizia della consegna della video-inchiesta in oggetto alla procura della Repubblica di Potenza, quale parte integrante di un esposto presentato dal segretario dell'associazione Radicali Lucani, e che dal servizio stesso si apprendeva che dall'inchiesta in oggetto emergerebbero «numerose notizie di reato»;

il settimanale Left nel n. 34 del 28 agosto 2009 pubblicava un servizio a firma Simona Nazzaro dal titolo «I veleni di Tito», nel quale si dava conto della sopra citata video-inchiesta che documenta la presenza di oltre 250.000 tonnellate di fanghi industriali nell'area ex-liquichimica di proprietà del Consorzio Asi di Potenza dal 31 marzo 1989; il video della durata di circa 30 minuti rappresenta un durissimo atto d'accusa nei confronti di tutti gli Enti che avrebbero dovuto intervenire nelle operazioni di bonifica del sito di interesse nazionale di Tito -:

se i Ministri interrogati intendono acquisire e visionare questo video per comprendere lo stato ambientale e sanitario della zona in questione e quali conseguenti provvedimenti adottare a tutela dell'ambiente e della salute pubblica.


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22 settembre 2009

Inceneritore Fenice: lettera aperta alla Procura della Repubblica di Melfi

 

Inquinamento dell'Ofanto: Lettera al Procuratore

(da Il Quotidiano della Basilicata, 22 settembre 2009)

LINK1

LINK2

19 settembre 2009

I veleni di Tito: indagine del Noe

 

L'accusa: Smaltimento illecito di rifiuti liquidi

(Il Quotidiano della Basilicata, 18 settembre 2009)

 


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13 settembre 2009

I veleni di Tito: Incontro Radicali-Asi(Rassegna stampa, 11 settembre 2009)

 

Asi, confronto con il segretario Bolognetti

di M.Labanca

(Il Quotidiano della Basilicata, 11 settembre)

La bonifica non parte e spuntano altri rifiuti

di M. Brancati

(Gazzetta del Mezzoggiorno, 11 settembre)

 

13 settembre 2009

Rassegna stampa, 10 settembre

 

Ancora ombre sull'inquinamento del fiume Ofanto

(Nuova del Sud, 10 settembre)

Vulture-Melfese dall'Arpab silenzio

(Il Quotidiano, 10 settembre)

 

9 settembre 2009

Dati sul monitoraggio ambientale del vulture-melfese, Bolognetti: ancora un buco nell’acqua

da radicali.it

Potenza, 9 settembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consiglieri Associazione Coscioni.
 
Il 2 luglio avevo chiesto al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata di poter avere accesso ai dati inerenti al monitoraggio ambientale del vulture-melfese. La richiesta nasceva dal desiderio di saperne di più sulle ragioni che hanno determinato l’inquinamento della falda acquifera del fiume Ofanto. Pochi giorni fa, su invito pervenutomi dal dr. Francesco Ricciardi, mi sono recato presso gli uffici del Dipartimento con il cuore colmo di gioia per aver ricevuto finalmente una risposta, sia pure dopo un’attesa durata 53 giorni.
Mentre varcavo il portone del Dipartimento mi son detto: “Hai visto, stai sempre lì a criticare, a dire che non c’è trasparenza, e invece la regione Basilicata ha deciso di mettere a tua disposizione tutti i dati ambientali di cui dispone.
Ahimè, c’è voluto poco per capire che quello che volevo non rientrava nelle disponibilità del Dipartimento ambiente. Due ore di discussione con il gentilissimo Ing. Sabia e con l’ing. Giordano sono solo servite ad avere una conferma che presso il Dipartimento non c’è nessun dato riferito alle matrici ambientali acqua e terra comunicato dall’Arpab.
Viceversa, c’erano i dati dei monitoraggi effettuati da Fenice Spa(Inceneritore di San Nicola di Melfi).
A questo punto non mi resta che riformulare la domanda: L’Arpab non dovrebbe fare dei controlli sui dati riferiti da Fenice? L’Arpab non dovrebbe effettuare delle controanalisi sulle matrici ambientali acqua e terra?
La nostra risposta è affermativa, e non potrebbe essere altrimenti. Allora, perché questi dati non sono nelle disponibilità del Dipartimento ambiente?
Un giorno forse qualcuno ci risponderà, magari lo farà la Procura di Melfi, che a quanto pare sta indagando sull’incidente verificatosi a marzo 2009.
Resta al momento senza risposta la domanda che abbiamo più volte rivolto ad Arpab, Regione e Fenice: Quando è iniziato l’inquinamento rilevato in data 3 marzo? 
Comunque sia, rivolgo un sentito ringraziamento al dr. Ricciardi per l’invito e all’ing. Sabia per la franchezza con la quale ha risposto alle mie domande.
 
Approfondimenti
 
 

1 settembre 2009

Rassegna Stampa

 

"A CHI GIOVA L'EMERGENZA RIFIUTI"

(Il Quotidiano, 1 settembre 2009)

"LEFT SI OCCUPA DEI VELENI DI TITO"

(Il Quotidiano, 30 agosto 2009)

30 agosto 2009

Dal Blog la Voce dell'Emergenza

 

Basilicata: I Veleni di Tito Scalo in Procura

sfoglia
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