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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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21 febbraio 2012

Tgr Basilicata, 20 febbraio 2012: Intervista Bolognetti


Tgr Basilicata, 20 febbraio 2012: Intervista... di maurizio64

24 ottobre 2009

Rassegna stampa, 23-24 Ottobre 2009

 

Melfi: Il Comitato chiede a Regione e Provincia un maggiore coinvolgimento

(Il Quotidiano della Basilicata, 23 ottobre)

Ola attacca: Vertici Arpab si dimettano

(Il Quotidiano della Basilicata, 23 ottobre)

Caso Fenice: Lettera al Sindaco di Melfi

(Il Quotidiano, 24 ottobre 2009)

Fenice, Bolognetti scrive a Navazio

(Nuova del Sud, 24 ottobre 2009)

 

24 ottobre 2009

Miei interventi su Pietro Dommarco Network e Sito Ola

 

Navi, veleni, silenzi e depistaggi

(Pietro Dommarco Network)

 
(Sito Ola)
 

19 ottobre 2009

Rassegna stampa, 18 ottobre 2009

L'Arpab, l'impianto Fenice e il gioco delle tre carte

(Nuova del Sud, 18 ottobre 2009)

Fenice, resi noti i dati Arpab

(Il Quotidiano della Basilicata, 18 ottobre)


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19 ottobre 2009

Rassegna stampa, 16-17 ottobre 2009

 

Fenice, Bolognetti suggerisce un "rabdomante"

(Controsenso, 17 ottobre)

Se Fenice non individua la perdita ci rivolgeremo ad un rabdomante

(Il Quotidiano, 17 ottobre)

Il Direttore dell'Arpab risponde alle accuse dei Radicali

(Nuova del Sud, 17 ottobre)

Corruzione, Italia bocciata a Strasburgo

(Il Quotidiano, 17 ottobre)

Basilicatanews, 16 ottobre

Termovalorizzatore di Melfi. Se Fenice non riesce ad individuare la perdita...

(Agenzia Radicale, 17 ottobre)

9 ottobre 2009

Fenice: Polemiche dopo la fumata nera della Conferenza di Servizio dei giorni scorsi

 

Fenice: Polemiche dopo la fumata nera della Conferenza di Servizio dei giorni scorsi

(Il Quotidiano della Basilicata, 9 ottobre 2009)


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30 settembre 2009

Fenice: L’amministrazione comunale di Melfi, le Associazioni e i Comitati si costituiscano parte civile.

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni

Fa piacere apprendere che dopo la denuncia fatta dai Radicali e il tempestivo intervento del Sindaco di Melfi, Ernesto Navazio, che certo non si è accodato al silenzio omertoso di questi mesi, l’inchiesta della Procura di Melfi abbia subito un’accelerazione. Ci auguriamo che nelle prossime ore emergano con chiarezza tutte le responsabilità di Fenice e Arpab. In un servizio trasmesso dal Tgr Basilicata, il sostituto procuratore della Repubblica Renato Arminio ha affermato che sarebbe stato irresponsabile sequestrare il forno rotante dell’inceneritore Fenice. Da profani ci chiediamo se il procuratore debba ispirare la sua azione al senso di responsabilità o a quanto previsto dalle leggi.
Nelle scorse ore abbiamo presentato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica di Potenza, perché abbiamo ravvisato nelle dichiarazioni rilasciate dal dr. Bove la violazione dell’art. 331 del c.p.p.
Ci chiediamo se, negli ultimi sette mesi, il dott. Arminio, oltre a sequestrare i dati inerenti alle matrici ambientali acqua e terra, abbia sentito i vertici dell’Arpab.
Gioverà ribadire che tutta questa sporca vicenda ha fatto emergere, una volta di più, la totale mancanza di rispetto del diritto a conoscere per deliberare dei cittadini lucani.
Da anni non un solo dato inerente ai monitoraggi ambientali di alcune matrici è stato pubblicato sul sito dell’Arpab.
Le motivazioni utilizzate dal Direttore dell’Agenzia per l’Ambiente per negare la diffusione dei dati sono, a nostro avviso, inconsistenti.
A sette mesi di distanza dalla comunicazione Arpab-Fenice, che ha fatto emergere l’inquinamento della falda acquifera del fiume Ofanto, non conosciamo ancora le cause che hanno determinato la presenza di alcuni agenti inquinanti quali la trielina.
Da mesi nessuno risponde alle nostre domande sull’idoneità dell’impianto consortile a trattare le acque reflue provenienti dall’inceneritore.
Alla luce di quanto sta emergendo, non comprendiamo perché si parli di una comunicazione giunta con 34 giorni di ritardo. A noi risulta che Fenice sapesse già dal febbraio 2008 essere in atto un inquinamento della falda e, dopo le dichiarazioni rese da Bove al tgr Basilicata, è fatto conclamato che anche l’Arpab fosse a conoscenza da almeno un anno dell’ inquinamento in atto del fiume Ofanto.
Di certo in una delibera, emanata dal primo cittadino della città federiciana il 22 maggio 2009, è dato leggere quanto segue: “Allo stato attuale la Fenice spa non ha posto in essere gli interventi di messa in sicurezza idonei a garantire la sicurezza dei luoghi ed un efficiente contenimento dello stato di inquinamento delle acque sotterranee.
Di certo possiamo affermare che la trasparenza, di cui si parla in alcune delibere regionali, è restata lettera morta. Ad oggi, tutto ciò che ha riguardato Fenice e dintorni è stato gestito come se si trattasse di segreti di stato: un omissis lungo 10 anni.
Ci permettiamo di rivolgere un suggerimento all’amministrazione comunale di Melfi, ai comitati, alle associazioni ambientaliste o sedicenti tali, alle associazioni agricole: costituitevi parte civile nel procedimento che ci auguriamo possa aprirsi a breve.
Non vorremmo che anche le macroscopiche ipotesi di reato che emergono dalla vicenda Fenice cadano in prescrizione, come avvenuto per la vicenda di Tito.

9 settembre 2009

Dati sul monitoraggio ambientale del vulture-melfese, Bolognetti: ancora un buco nell’acqua

da radicali.it

Potenza, 9 settembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consiglieri Associazione Coscioni.
 
Il 2 luglio avevo chiesto al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata di poter avere accesso ai dati inerenti al monitoraggio ambientale del vulture-melfese. La richiesta nasceva dal desiderio di saperne di più sulle ragioni che hanno determinato l’inquinamento della falda acquifera del fiume Ofanto. Pochi giorni fa, su invito pervenutomi dal dr. Francesco Ricciardi, mi sono recato presso gli uffici del Dipartimento con il cuore colmo di gioia per aver ricevuto finalmente una risposta, sia pure dopo un’attesa durata 53 giorni.
Mentre varcavo il portone del Dipartimento mi son detto: “Hai visto, stai sempre lì a criticare, a dire che non c’è trasparenza, e invece la regione Basilicata ha deciso di mettere a tua disposizione tutti i dati ambientali di cui dispone.
Ahimè, c’è voluto poco per capire che quello che volevo non rientrava nelle disponibilità del Dipartimento ambiente. Due ore di discussione con il gentilissimo Ing. Sabia e con l’ing. Giordano sono solo servite ad avere una conferma che presso il Dipartimento non c’è nessun dato riferito alle matrici ambientali acqua e terra comunicato dall’Arpab.
Viceversa, c’erano i dati dei monitoraggi effettuati da Fenice Spa(Inceneritore di San Nicola di Melfi).
A questo punto non mi resta che riformulare la domanda: L’Arpab non dovrebbe fare dei controlli sui dati riferiti da Fenice? L’Arpab non dovrebbe effettuare delle controanalisi sulle matrici ambientali acqua e terra?
La nostra risposta è affermativa, e non potrebbe essere altrimenti. Allora, perché questi dati non sono nelle disponibilità del Dipartimento ambiente?
Un giorno forse qualcuno ci risponderà, magari lo farà la Procura di Melfi, che a quanto pare sta indagando sull’incidente verificatosi a marzo 2009.
Resta al momento senza risposta la domanda che abbiamo più volte rivolto ad Arpab, Regione e Fenice: Quando è iniziato l’inquinamento rilevato in data 3 marzo? 
Comunque sia, rivolgo un sentito ringraziamento al dr. Ricciardi per l’invito e all’ing. Sabia per la franchezza con la quale ha risposto alle mie domande.
 
Approfondimenti
 
 

8 settembre 2009

Nomina presidente Acta ovvero quando il fallimento diventa trampolino di lancio per nuovi incarichi.

 

Auguri a Iacobuzio e che Dio ce la mandi buona.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
Detto fatto. In prima battuta avevamo pensato ad uno scherzo, ma a quanto pare l’ing. Santarsiero ha ritenuto di dover premiare con la presidenza dell’Acta l’ex assessore provinciale all’ambiente Iacobuzio. Devo confessare che sono ormai senza parole. Viviamo in un paese in cui mai nessuno si assume la responsabilità di un fallimento, anzi il fallimento, a volte, sembra essere un trampolino di lancio indispensabile per consentire il raggiungimento di nuovi prestigiosi incarichi. Di fronte al disastro di una politica che è stata incapace di gestire adeguatamente il ciclo dei rifiuti, non solo nessuno avverte la necessità di scusarsi con la cittadinanza e rassegnare le dimissioni, ma chi fino all’altro ieri ha gestito l’assessorato all’ambiente della Provincia oggi assurge a leader maximo dell’Acta.
Ironia della sorte l’acronimo ACTA sta per Azienda comunale per la tutela ambientale.
Continuando di questo passo, tra qualche giorno l’assessore all’ambiente Santochirico potrà ragionevolmente sperare di diventare ministro.


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8 settembre 2009

Rassegna stampa, 8 settembre

 

Le possibili soluzioni

(Il Quotidiano, 8 settembre 2009)

Radicali:logica perversa di smaltimento e guadagni

(Nuova del Sud, 8 settembre 2009)

Rifiuti: riprende la raccolta in città, ma la situazione rimane critica

(Gazzetta del Mezzogiorno, 8 settembre 2009)

 


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7 settembre 2009

ADNKRONOS, 7 settembre 2009

Roma, 7 set. - (Adnkronos) - ''Quanto sta accadendo in Basilicata in merito alla gestione dei rifiuti, non puo' non far pensare alla vicenda campana, dove e' emerso che il disastro ambientale e' giunto al culmine a causa dello scontro tra i due monopoli che hanno letteralmente sabotato negli anni la raccolta differenziata: quello 'arcaico' dei clan delle discariche, che da sempre inquinano terreni, e quello 'tecnologico' delle lobby degli inceneritori, che eliminano le discariche, ma inquinano l'aria con micidiali emissioni, furani e polveri sottili''.Lo hanno dichiarato Elisabetta Zamparutti, deputato radicale e Maurizio Bolognetti, segretario dei radicali Lucani.

''La Basilicata - hanno proseguito - potrebbe evitare di farsi 'triturare' dalla logica disastrosa del 'piu' smaltimento, piu' guadagni' se solo prendesse atto di un dato, quello per cui gli imballaggi rappresentano il 60% del volume e il 40% del peso dei rifiuti, come documenta il prof. Aldo Loris Rossi. Insomma, basterebbe che le amministrazioni lucane disponessero ad horas la trattenuta presso i distributori di tutti gli imballaggi, da trattare poi in apposite aree, per ridurre drasticamente la massa da portare in discarica e cosi' guadagnare il tempo necessario per trovare, e realizzare, soluzioni alternative al binomio discarica/inceneritore.

''Soluzioni - hanno concluso Zamparutti e Bolognetti - che possono andare dalla differenziata ai nuovi sistemi di smaltimento, quali quelli basati sulla dissociazione molecolare''.


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7 settembre 2009

Emergenza rifiuti in Basilicata. Zamparutti e Bolognetti: La Basilicata può evitare di farsi “triturare” dalla logica disastrosa del “più smaltimento, più guadagni”.

 da radicali.it

Dichiarazione di Elisabetta Zamparutti, Deputato radicale e Maurizio Bolognetti, Segretario di radicali Lucani.
Roma-Potenza, 7 settembre 2009
Quanto sta accadendo in Basilicata in merito alla gestione dei rifiuti, non può non far pensare alla vicenda campana, dove è emerso che il disastro ambientale è giunto al culmine a causa dello scontro tra i due monopoli che hanno letteralmente sabotato negli anni la raccolta differenziata: quello “arcaico” dei clan delle discariche, che da sempre inquinano terreni, e quello “tecnologico” delle lobby degli inceneritori, che eliminano le discariche, ma inquinano l’aria con micidiali emissioni, furani e polveri sottili. La Basilicata potrebbe evitare di farsi “triturare” dalla logica disastrosa del “più smaltimento, più guadagni” se solo prendesse atto di un dato, quello per cui gli imballaggi rappresentano il 60% del volume e il 40% del peso dei rifiuti, come documenta il Prof. Aldo Loris Rossi. Insomma, basterebbe che le amministrazioni lucane disponessero ad horas la trattenuta presso i distributori di tutti gli imballaggi(da trattare poi in apposite aree) per ridurre drasticamente la massa da portare in discarica e così guadagnare il tempo necessario per trovare, e realizzare, soluzioni alternative al binomio discarica/inceneritore. Soluzioni che possono andare dalla differenziata ai nuovi sistemi di smaltimento, quali quelli basati sulla dissociazione molecolare. 
Elisabetta Zamparutti fa parte della Commissione Ambiente 


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permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 7/9/2009 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 settembre 2009

Rassegna stampa, 6-5 settembre 2009

 

Bolognetti: stiamo vivendo un'emergenza annunciata

(Nuova del Sud, 6 settembre 2009)

A chi giova questa emergenza

(Il Quotidiano, 6 settembre 2009)

I veleni di Tito studiati da De Magistris

(Il Quotidiano, 5 settembre 2009)

3 settembre 2009

Rifiuti. Zamparutti: Commissioni Ambiente e Rifiuti affrontino emergenza Basilicata

3 settembre 2009

 Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, in merito al mancato smaltimento dei rifiuti tossici rinvenuti a Tito Scalo e sull’emergenza rifiuti in Basilicata, ha dichiarato:

“Quanto sta accadendo in Basilicata deve essere affrontato dalla Commissione Ambiente e dalla Commissione bicamerale sui rifiuti. E’ quanto chiederò all’apertura dei lavori. La vicenda di Tito Scalo, nota da tempo ma riportata all’attenzione recentemente dal radicale Maurizio Bolognetti, necessita un chiarimento da parte delle forze politiche che negli anni si sono succedute ed un’immediata soluzione. D’altro canto pare che anche in Basilicata, presenza di rifiuti tossici vada di pari passo con mancato avvio di un sistema virtuoso di smaltimento dei rifiuti. In una Regione che per esiguo numero degli abitanti ed ampi spazi a disposizione potrebbe essere un modello di gestione dei rifiuti solidi urbani, occorre intervenire per tempo ed esigere massima trasparenza per scongiurare il peggio.”

Elisabetta Zamparutti su Camera.it

 

28 agosto 2009

Emergenza rifiuti in Basilicata: La Bella addormentata nell’Acta

Latronico, 28 agosto 2009

Gran parte delle discariche sul territorio regionale sono di vecchia concezione, cioè scarsamente impermeabilizzate sul fondo, senza un sistema di collettamento e recupero energetico biogas e prive di gran parte degli accorgimenti che impediscono la contaminazione con le matrici ambientali a contatto.
Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
 
Chissà se l’assessore all’ambiente Vincenzo Santochirico conosce la favola della “Bella addormentata nel bosco”. Mentre la Basilicata rischia un tracollo in perfetto stile bassoliniano, il buon Vincenzo appare in balia degli eventi, o forse sarebbe meglio dire dei sacchetti. Santochirico è il capitano di una nave carica di monnezza che sta per affondare. L’Assessore, beato lui, vive nel mondo dorato delle favole; lo si potrebbe definire “la bella addormentata nell’Acta”. Le discariche sono sature? La raccolta differenziata resta una chimera? Niente paura! Per l’Assessore, in Basilicata, l’ambiente si coniuga con la salute e lo sviluppo.
Qualcuno deve decidersi a baciarlo, magari si sveglia. Qualcuno deve spiegargli che ci sono in questa regione due siti di bonifica di interesse nazionale; che Fenice ha inquinato la falda del fiume Ofanto; che in Val d’Agri vogliono costruire un pozzo petrolifero a pochi chilometri dal centro abitato di Marsico.
Vi prego svegliate Vincenzo e spiegategli che lui è l’assessore all’ambiente e non un animatore della Valtur con il compito di far divertire il direttore dell’Arpab.
L’ineffabile Santochirico, circa un mese fa, si è fatto forte del rapporto Ossevasalute per raccontarci di un eden lucano che non esiste, se non nelle dorate stanze di Via Anzio. Non si è accorto, il buon Vincenzo, che in quel rapporto non c’è una sola parola su alcune matrici ambientali quali acqua e terra.
Nel rapporto Osservasalute si parla di inquinamento acustico. E quale inquinamento acustico dovrebbe esserci in una regione che si sta lentamente spopolando?
Nel rapporto Osservasalute si parla di inquinamento elettromagnetico. Da ridere!
In quel rapporto non troviamo una sola parola, dico una, sulle gravi emergenze ambientali che sono sotto gli occhi di tutti e, ahimè, non ne troviamo traccia nemmeno negli interventi dell’ Assessore.
Proprio non riesco a capire come si possa tentare di vendere fumo e spacciarlo per arrosto.
Ci piacerebbe davvero sapere se in questa regione esiste un monitoraggio e un controllo reale delle discariche. Ci piacerebbe sapere quali sono stati i criteri seguiti nell’allestimento di alcune discariche.
Noi sappiamo che gran parte delle discariche sul territorio regionale sono di vecchia concezione, cioè scarsamente impermeabilizzate sul fondo, senza un sistema di collettamento e recupero energetico biogas e prive di gran parte degli accorgimenti che impediscono la contaminazione con le matrici ambientali a contatto(questo spiega i problemi della discarica di Atella).
A chi giova e a chi gioverà l’emergenza rifiuti?
La piccola Basilicata avrebbe potuto essere il fiore all’occhiello dell’Italia in materia di riciclaggio dei rifiuti ed invece solo l’8% dei rifiuti viene riciclato. Il 73% dei rifiuti lucani finisce in discarica e la restante parte viene incenerita.
Caro assessore, invece di fare l’animatore turistico in riva al mar Ionio, inizi a dare risposte concrete ad un’emergenza annunciata, figlia dell’insipienza di chi avrebbe dovuto governare il ciclo dei rifiuti. Si rimbocchi le maniche, allenti il nodo della cravatta e lavori alla creazione di un Piano regionale sui rifiuti.
Su questa “emergenza” lucana volteggiano già troppi avvoltoi; alcuni di questi sono già pronti a proporre l’apertura di nuovi inceneritori.

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