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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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Diario
1visite.

24 dicembre 2009

Uffici giudiziari lucani: la designazione del nuovo PG presso la Corte d’appello di Potenza, primo concreto risultato conseguito dell’interrogazione depositata dall’on. Rita Bernardini.

Latronico, 23 Dicembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione nazionale Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni.

L’11 dicembre la deputata radicale Rita Bernardini presentava un’articolata interrogazione sulla situazione degli uffici giudiziari lucani indirizzata al Ministro della Giustizia.Tra le domande che la deputata Radicale rivolgeva al Ministro Alfano, una riguardava l’anomala posizione del dott. Vincevo Tufano, PG presso la Corte d’appello di Potenza. In riferimento al dott. Tufano, l’on. Rita Bernardini scriveva: “si deve far presente che ha compiuto gli 8 anni di direzione dell'ufficio nel mese di aprile 2009. Tuttavia, non essendo stato nominato il nuovo procuratore generale, continua a dirigere l'ufficio non più come titolare ma come facente funzioni. Il che integra gli estremi, ad avviso degli interroganti, se non della violazione, certamente dell'elusione della legge. Ciò è tanto più grave ove si consideri che, per altri uffici, i nuovi preposti sono stati nominati entro due o al massimo tre mesi dalla vacanza determinatasi per scadenza dell'incarico o cessazione dell'attività del precedente titolare.”  
Riteniamo di poter affermare che proprio grazie all’interrogazione a prima firma Rita Bernardini, e sottoscritta da tutti i deputati Radicali, l’anomalia rappresentata dal permanere presso la sede di Potenza del dott. Vincenzo Tufano sia stata superata, sia pure con molto ritardo, attraverso la nomina del nuovo PG, nella persona del dott. Massimo Lucianetti.
Al dott. Lucianetti rivolgiamo il nostro benvenuto. Sappia il nuovo PG che dovrà governare una realtà non facile, in cui, gioverà ribadirlo, troppe volte si è assistito a situazioni che certo non onorano la magistratura e che hanno generato una diffusa sfiducia nei cittadini, che in molti casi ritengono che l’ultimo posto in cui potranno ottenere giustizia sia un tribunale della Repubblica Italiana.
Può accadere, in questa nostra regione, che un malato venga convocato come teste dopo la sua morte; può accadere, in questa nostra regione, che denunce inerenti autentici disastri ambientali non vengano tenute in nessuna considerazione, con buona pace dell’obbligatorietà dell’azione penale. L’incrocio e la complicità tra caste produce una situazione soffocante, in cui chi dovrebbe far rispettare le leggi a volte sembra operare per garantire impunità ed insabbiare denunce. Ci auguriamo che i Ministri interrogati sappiano cogliere ulteriori spunti per dare rapide risposte anche agli altri interrogativi formulati dai deputati radicali.

 

17 dicembre 2009

Rassegna stampa, 17 dicembre 2009

 

Dove sono i difensori di Toghe lucane?

Link1

Link2

(Il Quotidiano della Basilicata, 17 dicembre 2009)

"Dove sono i difensori di Toghe Lucane?"

(Nuova del Sud, 17 dicembre 2009)

16 dicembre 2009

La Giustizia in Basilicata? Come il Presepio con “l’enteroclisma dietro”.

La Giustizia in Basilicata? Come il Presepio con “l’enteroclisma dietro”.

Dove sono i difensori di “Toghe lucane”?
 
Vorrei lanciare una piccola provocazione, chiedendomi e chiedendo: “dove sono tutti coloro che per mesi hanno versato fiumi d’inchiostro sull’inchiesta Toghe lucane e su Marinagri, riempiendo pagine di giornali e scrivendo libri? Dove sono quelli che scesero in piazza agitando forche e invocando la purificazione delle anime? L’ho detto in passato, e lo ribadisco, per me occuparmi di “Toghe lucane”, del “Caso De Magistris”, ha significato continuare ad occuparmi di tutto ciò di cui da Radicale e con i Radicali mi occupo da sempre, cioè di legalità, Stato di Diritto, democrazia. Per lungo tempo abbiamo puntualmente parlato di “Caso Basilicata come simbolo del Caso Italia”, cioè di una realtà dove la perniciosità del regime(che non è il regime berlusconiano, ma il regime italiano) si manifesta in forma particolarmente virulenta. In questi anni abbiamo descritto un contesto, raccontando di un sistema di potere che occupa in maniera capillare ogni interstizio della vita economica e sociale della nostra regione. Abbiamo analizzato i devastanti effetti di una macchina oligarchico-partitocratica, che ha sperperato fiumi di risorse per alimentare clienti e famigli. Abbiamo riflettuto su una magistratura che spesso non sente e non vede. Abbiamo affrontato la questione del dissesto idrogeologico, affermando che esso è figlio del dissesto ideologico. Abbiamo parlato di enti lottizzati e di corruzione sistemica. Noi, quelli della giustizia giusta, abbiamo affermato che giustizia giusta significa anche consentire ad un Pm di poter indagare. Noi, quelli della giustizia giusta, abbiamo affermato che vittime di una macchina giudiziaria, che non funziona, sono anche i tanti che non avranno mai giustizia in un tribunale della Repubblica Italiana, come nel caso di tutti coloro che sono stati truffati dal signor Callisto Tanzi.
Dove sono coloro che hanno creato comitati, che hanno marciato inneggiando a De Magistris? Nessuno, e dico nessuno, ha voluto in questi anni riflettere sulla nostra proposta di istituire un’anagrafe pubblica degli eletti; nessuno è voluto andare oltre il dato di cronaca, riflettendo sul Regime e sul sistema che ci soffoca; nessuno ha voluto aprire un dibattito sul nostro libro giallo che racconta sessant’anni di sistematica violazione del dettato costituzionale, di illegalità e di messa a morte dello Stato di Diritto.
Dove sono i difensori dell’inchiesta “Toghe lucane”? Noi continuiamo ad affermare che quell’inchiesta non è stata un bluff. Eppure, in queste ore, monta la sgradevole sensazione che per alcuni la difesa della legalità e dello Stato di diritto sia stata solo un espediente per lucrare posizioni di potere, concesse nella logica del ricatto e della guerra tra bande.
Dove sono i moralizzatori di un giorno o di un’ora? Dove sono quelli che volentieri raccolgono il ruolo di fasulli oppositori del regime, che non è né destra né sinistra, ma appunto regime? E’ comodo vestire una casacca e scegliere di partecipare ad un gioco delle parti, dove spesso le liti sono o fasulle, o mero scontro per la spartizione del bottino. Difficile, invece, provare a dar corpo ad un’alternativa.
Dov’è il conoscere per deliberare, quando ancora oggi informazioni importanti in materia ambientale non vengono divulgate o vengono trattate come “segreti di stato”? Quando la conoscenza diventa cosa riservata agli affiliati ad una qualche cosca partitocratica?
E dov’è quella obbligatorietà dell’azione penale, per cui in tanti si battono a spada tratta?
Avete sentito un solo fan di “toghe lucane” spendere una parola sull’Arpab? Chiedere le dimissioni di Sigillito? Invocare l’intervento della magistratura?
E chi si è scandalizzato per un processo, quello sul “Caso Sisinni”, che ha visto la convocazione di un morto? Solo i Radicali, cioè gli stessi che hanno difeso il cittadino Sisinni, anche attraverso la presentazione di esposti alla magistratura.  
Non eravamo fan ieri e non lo siamo oggi. Non siamo stati tifosi, ma abbiamo difeso un Pm che ritenevamo accerchiato per le questioni di cui si occupava. Domani tornerei a farlo senza esitare. In Sicilia avrei difeso Falcone, in Basilicata ho difeso De Magistris. 
Noi non avevamo bisogno di “toghe lucane” per capire che in questa regione c’è stato furto di denaro pubblico. Altri non hanno capito e forse non capiranno mai da cosa nasce la corruzione sistemica denunciata dal Greco e dal Saet. E se la risposta fosse contenuta nell’analisi Radicale?
Dimenticavo, i Radicali restano vieti e vietati, perché poco avvezzi a partecipare alle farse del regime; inaffidabili perché indisponibili ad affiliarsi.
Mi chiedo perché nessuno abbia pensato, in queste ore, di chiedere a Marco Pannella un’intervista, dopo le gravi e dure affermazioni pronunciate nel corso della Conversazione con Massimo Bordin.
Andiamo avanti con il teatrino, con le riforme che nulla tolgono e nulla mettono, perché semplicemente non sono riforme, come la proposta di Folino sul Listino, alla quale torniamo ad opporre, come nel 2000, la nostra proposta di riforma anglosassone.
Si abolisce il listino o lo si vorrebbe abolire, solo perché lor signori, coloro che hanno voluto una legge elettorale che produce nominati, e non eletti, e certo non rappresentanti di un territorio, non riescono a gestire lo scontro intestino. Non vengano a raccontarci che quella è una riforma!
I comitati d’affari c’erano e ci sono, con o senza “toghe lucane”. Componenti della magistratura asservite e complici c’erano prima di “toghe lucane” e continueranno ad esserci; così come restano le macroscopiche situazioni di incompatibilità ambientale di certi magistrati.
La Giustizia lucana, a volte, è come il presepio con “l’enteroclisma dietro”: a me nun me piace!
 


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permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 16/12/2009 alle 20:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

14 dicembre 2009

IPSE DIXIT

“Io affermo che in Lucania gli eventi di ieri, avant’ieri, etc., sono tali da ritenere pericolosa per l’Italia l’esistenza di quella classe dirigente che c’è lì, che compie costantemente e sempre più, con l’aiuto non sporadico della magistratura…”. Il precedente giudiziario di Marco Pannella a Muro Lucano.“Quindi Maurizio Bolognetti ha assolutissimamente ragione”, “e siccome ho incontrato De Magistris brevemente a Bruxelles, adesso voglio vedere cosa fa su questo anche lui che aveva messo sotto inchiesta anche dei magistrati del luogo”. “Lo dico anche per i giornali lucani, se gli arriverà notizia: io affermo che settori dello Stato in Lucania costituiscono una vera e propria associazione per delinquere. Chiedo che i Pm del luogo, e non solo, dinnanzi a questo esercitino la loro azione penale. La mia accusa potrebbe essere quantomeno una calunnia, ma ora il processo me lo devono fare”. Giuseppe D’Avanzo, i suoi esordi a Paese Sera e gli articoli odierni sul mondo della magistratura.“Sulla Lucania vorrei aggiungere una cosa: o sono loro un’associazione per delinquere, o sono un’assemblea di imbecilli e incapaci. In entrambi i casi non dovrebbero stare lì”. “Sono o delinquenti o incapaci di intendere e volere. Non vorrei che tutto continuasse solo con la storia radicale e Maurizio Bolognetti.”
Marco Pannella

Da Conversazione Pannella - Bordin, 13 Dicembre 2009

14 dicembre 2009

Pannella: “Settori dello Stato, in Lucania, costituiscono una vera e propria associazione per delinquere.”

24 settembre 2009

Lettera aperta al Ministro Alfano

 

Lettera aperta al Ministro Alfano sui brogli di Scanzano

(da Il Quotidiano della Basilicata, 24 settembre 2009)

16 luglio 2009

Marinagri/Toghe lucane: Rassegna stampa, 16 luglio 2009

 

Bolognetti: "Per Marinagri la colpa è anche di chi non ha vigilato"

(da Il Quotidiano della Basilicata, 16 luglio)

Responsabilità limitate?

(da Il Resto, 16 luglio)

 

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