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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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14 luglio 2010

Una Basilicata avvelenata dalla mala politica. Il dossier

Per Scaricare il Dossier su radioradicale.it

QUI

28 gennaio 2010

Rassegna Stampa, 28 Gennaio 2010

 

Bolognetti polemizza

(Il Quotidiano, 28 gennaio 2010)

A proposito della bonifica di Tito

(Il Quotidiano, 28 gennaio 2010)

Elezioni: irregolarità e ritardi

(Gazzetta del Mezzogiorno, 28 gennaio 2010)

27 gennaio 2010

Su Fai Notizia l’intervista al Sindaco di Tito, Pasquale Scavone.

 

Se davvero si vuole onorare il momento di confronto e di dibattito organizzato dal circolo Pd di Tito, occorre rompere gli indugi e lavorare alacremente per bonificare un’area da troppo tempo dimenticata. 
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione nazionale Radicali Italiani
A margine del dibattito organizzato dal Circolo Pd di Tito, dibattito incentrato sulla vicenda della mancata bonifica del Sito di interesse nazionale di Tito Scalo(PZ), il sindaco Pasquale Scavone ha accettato di concedermi un’intervista. Scavone, che a partire dal 2005 ha firmato ordinanze di divieto di utilizzo delle acque di falda, e, in ultimo, nel settembre 2009, un’ordinanza con la quale si vieta l’utilizzo delle acque del torrente Tora, affluente del fiume Basento, nel corso dell’intervista ha affermato che, a partire dal 2000, nell’ormai famigerata vasca fosfogessi sarebbero stati stoccati fanghi di perforazione, provenienti dalle estrazioni petrolifere. Su Fai notizia è possibile scaricare ed ascoltare l’intervista del Primo cittadino di Tito.
In relazione al contenuto della vasca fosfogessi, gioverà ricordare quanto scrivevano nel 2001 il Prof. Mauro Sanna e il dr. Alessandro Iacucci:“I fanghi presenti all’interno delle trincee sono da classificare rifiuti speciali codice Cer 190804; tali fanghi sono di origine industriale, e non sono fanghi di origine urbana. Questi fanghi, incapsulati all’interno di manti in HPDE, per il loro elevato contenuto di metalli pesanti, visto lo stato di degrado e di cattiva gestione delle trincee in completo stato di abbandono, possono essere causa di inquinamenti diffusi per la sottostante falda, che affiora a breve profondità dal sottosuolo, una volta fuoriusciti dalle membrane stesse”.  
Cosa sia successo da quel lontano 2001 è chiaro a tutti ed a testimoniarlo ci sono le ordinanze emesse dal Sindaco di Tito. Resta da capire fino in fondo quali e quanti veleni siano finiti nell’area industriale di Tito. Di certo, dalle analisi effettuate sui fanghi della vasca fosfofessi emerge la presenza di sostanze quali arsenico, mercurio, cromo, piombo, nichel, zinco, cadmio, selenio. A giudicare dagli inquinanti presenti, è difficile credere che si tratti di fanghi di origine urbana. Oggi, grazie al Sindaco Scavone, apprendiamo che a Tito sono arrivati anche, e sottolineo anche, fanghi collegati alle perforazioni petrolifere. Se davvero si vuole onorare il momento di confronto e di dibattito organizzato dal circolo Pd di Tito, occorre rompere gli indugi e lavorare alacremente per bonificare un’area da troppo tempo dimenticata.
 
Per ascoltare l'intervista
 


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27 gennaio 2010

"La bonifica di Tito è una cosa seria" - Su Fai Notizia l'audio-video dell'intervento di Maurizio Bolognetti al dibattito organizzato dal circolo Pd di Tito(PZ)

Il 24 gennaio si è tenuto a Tito(PZ) un dibattito sull’inquinamento dell’area industriale del piccolo centro alle porte di Potenza. Il dibattito, organizzato dal circolo Pd di Tito, ha visto l’intervento di Maurizio Bolognetti della Direzione nazionale di Radicali Italiani. Su Fai notizia l’audio-video con l’intervento dell’esponente Radicale.


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25 gennaio 2010

E il Radicale Bolognetti insiste sulla presenza, nell'area industriale di Tito, di liquami industriali.

 

Leggi su Flickr

(Nuova del Sud, 25 Gennaio 2010)

 


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25 gennaio 2010

Rassegna stampa, 24 Gennaio 2010

 

Inquinamento industriale: le bordate di Ola e Bolognetti

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 Gennaio)

Bonifica, finalmente ne parla anche il PD

(Nuova del Sud, 24 Gennaio)


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23 gennaio 2010

La bonifica di Tito è una cosa seria...se n'è accorto anche il PD

 
 


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8 gennaio 2010

I veleni di Tito e i "Pizzini" di Folino

 
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani e segretario di Radicali Lucani.
 
Si dice che ne uccide più la lingua che la spada, ma la lingua di Vincenzo Folino non è una spada, piuttosto è un gas nervino, una scimitarra, una lupara caricata a pallettoni.
Lunedì 14 dicembre 2009, in V Commissione consiliare permanente(Controllo, verifica e monitoraggio) sta per andare in onda l’ennesima puntata del Folino Show, potente uomo di punta, di panza e di paranza del Pd lucano.
In Commissione si parla dei veleni di Tito e il Presidente Sergio Lapenna ha convocato Pasquale Scavone, sindaco del piccolo centro alle porte di Potenza; in aula, però, appare anche l’austera, ma non aulica figura di Vincenzo Folino, per dispensare le consuete perle di saggezza e qualche suggerimento.
Rileggendo lo stenografico che riporta le dichiarazioni rilasciate da Don Vincenzo in Commissione, una volta di più resto affascinato dalla capacità manifestata da Folino di plasmare il linguaggio e farlo diventare una sorta di oscuro codice. L’idioma Foliniano è fatto di allusioni, di cose dette e non dette , di “capisc a me”.
Riferendosi agli interventi del sottoscritto e della Zamparutti sulla vicenda Tito, Folino formula una delle sue folgoranti elucubrazioni, parlando di persone che “vanno fuori binario”, insomma di gente che sgarra.
Lui è lì, non per fare domande, e serafico e sornione afferma: “Sto cercando di non porre domande specifiche, perché quando si dice c’è un pericolo imminente, c’è una responsabilità del Sindaco come autorità sanitaria locale, c’è un problema del consorzio industriale e così dicendo”.
Provo a chiosare la frase testè citata:“Stateve  accuort, che qua le responsabilità sulla mancata bonifica coinvolgono tutti. Non fate i furbi e non azzardatevi a cavalcare la cosa.”
L’apoteosi, però, l’ottimo Folino la raggiunge quando, parlando del documentario “Rifiuti Connection”, afferma: “Ho visto un servizio sul Canale 130(di Sky), francamente sconcertante, perché tutti in questo Paese si dilettano a intervenire, fra cui soggetti istituzionali creando allarme”.
Ha proprio ragione Don Vincenzo amabile! E che schifo è questo, se tutti si mettono in testa di poter parlare senza autorizzazione?! Dove mai andremo a finire in questo disgraziato paese, se il primo che capita, senza nemmeno vestire almeno una livrea di sottozerbino di seconda classe, si permette di parlare?!  
Grazie Vincenzo, ancora una volta ci hai fatto capire che non sta bene occuparsi di certe questioni, che non sta bene ficcanasare, denunciare, pubblicare documenti. In futuro staremo più attenti e al posto del treno prenderemo un autobus della Sita, quello di certo non deraglia, ma al massimo può finire in una scarpata.
Per fare ammenda, da domani cammineremo scalzi sui fanghi di Tito scalo, che, gioverà ricordarlo, nulla hanno a che fare con la ex-liquichimica, ma moltissimo con gli amici degli amici. “Capisc a me”.
 
Foto By Roberta Dommarco


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24 dicembre 2009

Rassegna stampa, 24 dicembre 2009

 

Cronaca di una Conversazione con il Ministero dell'Ambiente

(Nuova del Sud, 24 dicembre 2009)

Lucianetti nominato nuovo PG di Potenza

(Nuova del Sud, 24 dicembre 2009)

 

Cappato, Zamparutti, Bolognetti sulla messa in sicurezza d’emergenza

della vasca Fosfogessi di Tito

(da Agenzia Radicale, 24 Dicembre 2009)

24 dicembre 2009

Rassegna stampa

 

Bonifica Val Basento: I Radicali intervengono sull'intesa

(Nuova del Sud, 22 dicembre 2009)

Il Segretario Bolognetti commenta le parole del Sindaco Scavone in Commissione

(Il Quotidiano, 16 dicembre 2009)

 


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24 dicembre 2009

Intervista RR, 21 Dicembre 2009


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21 dicembre 2009

Val Basento, Radicali: Soddisfatti per accordo su Bonifica, ma occhio a come verranno spesi i fondi.

21 dicembre 2009

da radicali.it

Dichiarazione di

Mario Staderini, Segretario Radicali Italiani
Elisabetta Zamparutti, Deputata Radicale
Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani
 

Dopo mesi di denunce Radicali documentate anche con video-inchieste sul sito www.fainotizia.it, con l’accordo di programma stipulato oggi tra il Ministero, la Provincia di Matera e i comuni interessati, si avvia finalmente il processo di bonifica della Val Basento.
Un territorio a prevalente vocazione agricola devastato dai veleni, come oggi ammette la stessa Provincia di Matera, aspetta da sette anni una bonifica da quelle sostanze tossiche e cancerogene che scorrono nelle falde acquifere.  I 4,5 milioni di euro stanziati dallo Stato e dalla Regione Basilicata serviranno per realizzare gli interventi di MISE(Messa in sicurezza d’emergenza) delle acque di falda, caratterizzazioni e progettazioni. Nel ringraziare il Presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, l’assessore Bonelli e tutti coloro che hanno lavorato in queste ore per arrivare alla stipula dell’accordo, invitiamo la Regione Basilicata e il Presidente Stella a vigilare affinché i denari stanziati vengano spesi per il meglio e nell’interesse della collettività. La Val Basento non può perdere questo treno.
Il rischio da sventare è che si ripeta quanto accaduto per i 4 milioni di euro stanziati per la bonifica di Tito Scalo. E proprio parlando di Tito, gioverà ricordare che da quasi dieci anni si è in attesa della bonifica della Vasca fosfogessi, al cui interno sono state stoccate oltre 250.000 tonnellate di fanghi industriali allo stato liquido, che si disperdono nel torrente Tora e il fiume Basento. Ci auguriamo che a stretto giro anche sul fronte Tito Scalo arrivino buone nuove, in particolare dopo il discutibile acquisto dell’area ex-liquichimica da parte della Regione Basilicata per 14,5 milioni di euro.


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16 dicembre 2009

Interviste a Maurizio Bolognetti e a Giuseppe Di Bello sull'inquinamento a Tito Scalo

16 dicembre 2009

Sin di Tito Scalo: l’on. Elisabetta Zamparutti ha depositato un’interrogazione sull’audizione del Sindaco di Tito, Pasquale Scavone, presso la Commissione Consiliare permanente(“Verifica, controllo, monitoraggio”).

Latronico, 15 dicembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni

Prendo atto con soddisfazione delle dichiarazioni rese dal Sindaco di Tito, Pasquale Scavone, in sede di Commissione regionale permanente(verifica, controllo, monitoraggio), riferite dal Consigliere regionale Sergio Lapenna.
Parole chiare ed inequivocabili quelle pronunciate da Scavone sul SIN(Sito di Bonifica di interesse nazionale) di Tito. Da mesi stiamo denunciando l’assenza di operazioni di Bonifica ad anni di distanza dall’istituzione dei SIN di Tito e della Val Basento. A Tito, una politica irresponsabile e sciatta, ha lasciato che i veleni contenuti nelle vasche fosfogessi inquinassero la falda acquifera, il torrente Tora, il fiume Basento. Da mesi stiamo parlando dei veleni industriali e politici della Basilicata, sottolineando l’assenza di interventi da parte delle competenti Asl, i monitoraggi carenti, le responsabilità dei Consorzi industriali e della Regione, i conflitti d’interesse. E proprio sulla vicenda di Tito scalo abbiamo presentato ben due esposti alla Procura della Repubblica di Potenza. Ad oggi, nessuna risposta è pervenuta da parte del dott. Colangelo e dei suoi sostituti. Verrebbe da chiedersi: ma in Italia non c’è l’obbligatorietà dell’azione penale? Falde acquifere inquinate a Tito, a Melfi, in val D’Agri, in val Basento, e la politica è rimasta a guardare. In qualche caso sorge il sospetto che la bonifica sia stata vista solo come l’ennesimo affare per poter arricchire il portafogli dei soliti noti.
Va tutto bene; è tutto a posto, tutto normale! E’ normale che nella Val Basento si autorizzi l’insediamento di un’azienda all’interno di un Sin e in prossimità di un’area piena zeppa di veleni; il tutto a poche centinaia di metri dal fiume Basento. E’ normale che da otto anni i fanghi di Tito continuino ad avvelenare la falda. E’ normale che non si riesca a conoscere il nome dell’azienda di Ferrandina, che il 19 novembre ha provocato uno sversamento di sostanze inquinanti nel Basento, mentre il più sfigato dei delinquenti viene sbattuto in prima pagina. Un muro d’omertà e di complicità ha protetto fino ad oggi gli inquinatori e i trafficati di rifiuti.
Verrebbe da chiedersi: ma alla fine, oltre alle responsabilità degli inquinatori, quali sono le responsabilità di coloro che non intervengono nemmeno di fronte all’evidenza? Innumerevoli notizie di reato sono state inghiottite dalle Procure lucane, senza che questo determinasse uno straccio d’indagine. 
Il piombo e la trielina presente nelle falde acquifere di Tito e della Val Basento, stanno all’ambiente come la tenia partitocratica sta alla democrazia.
 
Interrogazione presentata dall’on. Elisabetta Zamparutti
 
Al Ministro dell’Ambiente
Premesso che.
 
Nel corso dell’audizione presso la quinta Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale (“Verifica, controllo, monitoraggio”) della Basilicata si è svolta l’audizione del sindaco di Tito Pasquale Scalone sullo stato di inquinamento dell’area Asi ricadente nel territorio;
 
richiamate le interrogazioni 5-02048, 5/01852, 5/01851, 5/01833, 5/01828;
 
secondo quanto riferito dal presidente dell’organismo, Sergio Lapenna: “Le aree industriali da bonificare, come la Valbasento e l’aera di Tito come ha sottolineato il sindaco parlando di un vero e proprio scempio, destano allarme nella nostra comunità, al punto che si sospetta un presunto stoccaggio illegale di rifiuti. La Regione Basilicata non si è mai posta in maniera seria il problema della bonifica, tanto meno si è impegnata a presentare un vero programma di sviluppo alternativo all’industrializzazione chimica ed energetica degli anni passati. Attualmente nell’area Asi della zona industriale di Tito vi sono circa 1200 aziende che non hanno ricevuto rassicurazioni in ordine alla bonifica della zona. Sono state registrate una molteplicità di ritardi e di disattenzioni e poca informazione sui fondi già destinati negli anni passati per la messa in sicurezza delle aree. Infatti, come ha riferito lo stesso sindaco, anche gli enti preposti al monitoraggio dell’inquinamento di queste aree forniscono dati incompleti e discordanti, mentre il Ministero parla apertamente di presenza di sostanze altamente tossiche e cancerogene”;
 
si chiede di sapere quali provvedimenti intenda adottare per risolvere questo grave problema”.
 
Elisabetta Zamparutti


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5 dicembre 2009

I veleni di Tito e il consigliere distratto

 

I veleni di Tito e il consigliere distratto

(Il Quotidiano, 4 dicembre 2009)

 


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30 novembre 2009

Bolognetti: le città senza nome della Basilicata. Luoghi dimenticati e da far dimenticare

da radicali.it, 27 Novembre 2009
 
Luoghi dimenticati e da far dimenticare.
 
Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e componente della Direzione Nazionale di Radicali Italiani
 
Da mesi invochiamo un intervento finalizzato alla bonifica della vasca fosfogessi di Tito scalo. C’è da prendere atto che i nostri appelli sono caduti nel vuoto. Nessuna risposta o iniziativa concreta da parte delle istituzioni e nessuna risposta da parte della Procura della Repubblica di Potenza, alla quale abbiamo indirizzato due esposti. Abbiamo la sgradevole sensazione che ancora una volta si punti a far dimenticare l’ingombrante presenza dei veleni stoccati nell’area ex-liquichimica. In questa nostra regione ci sono luoghi che ricordano le città senza nome dell’impero sovietico. Luoghi dimenticati e da far dimenticare, come ”l’area confinata” di Ferrandina e la vasca fosfogessi di Tito, con il loro spaventoso carico di morte e di veleni.
Vogliono farcele dimenticare le porcate che sono state commesse in nome del dio denaro. Si è fatto un gran parlare di navi, ma a quanto pare nessun papavero della politica regionale ha voglia di parlare della “Nave” affondata a pochi chilometri dal capoluogo di regione.
Viene da ridere se penso che un simpatico ingegnere di Ferrandina ha avuto il coraggio e la sfacciataggine di definire famosa “l’area confinata” adiacente allo stabilimento della Mythen.  Manco si trattasse di una Disneyland. Famosa per chi? Ripeto, luoghi dimenticati e da far dimenticare.
A Ferrandina, a pochi metri dal fiume Basento, c’è un’altra “nave” che ricorda la storia della vasca fosfogessi di Tito: la cosiddetta “area confinata”.
La vasca fosfogessi e “l’area confinata” sono le navi affondate nel cuore della nostra terra.
A proposito della Mythen, verrebbe da segnalare al Direttore dello stabilimento, che la chimica verde di cui parlano, forse tanto “verde” non è, almeno a giudicare dall’elenco delle sostanze utilizzate dalla Mythen fornitomi dalla Regione Basilicata. Tra queste spiccano il metilato sodico e il keroflux.
Ma torniamo a Tito. Le oltre 250000 tonnellate di fanghi industriali continuano ad avvelenare le falde acquifere, il torrente Tora e il Basento, e nessuno muove un dito per bloccare questo scempio.
A settembre il sindaco Scavone ha emesso una nuova ordinanza, con la quale ha vietato l’utilizzo delle acque del torrente Tora.
Verrebbe da chiedersi perché un’analoga ordinanza non sia stata emessa dal sindaco di Potenza, Vito Santarsiero. I veleni finiti nel Tora, infatti, hanno di certo raggiunto il Basento.
L’assordante silenzio delle istituzioni fa sorgere il sospetto che nella vasca fosfogessi non ci siano “solo” fanghi industriali allo stato liquido.
Solo così riesco a spiegarmi il silenzio omertoso e l’assenza di iniziative finalizzate ad avviare la bonifica da parte di coloro che dovrebbero tutelare la salute pubblica. A proposito dove sono le Asl lucane?
A maggio dovrebbe andare in scena la prima udienza del processo scaturito dal sequestro effettuato nel 2001. Con ogni probabilità i reati contestati ad alcuni amministratori del Consorzio Asi e ad amministratori di alcune ditte stanno per cadere in prescrizione.
Da quel lontano 2001, però, a nostro avviso, sono stati commessi altri reati. Omissioni e reati collegati alla bonifica dell’area.
Torno a chiedere al Procuratore Colangelo: “Che fine hanno fatto gli esposti inviati alla Procura di Potenza a Luglio e ad Agosto 2009?”
Sono convinto che nei documenti consegnati all’attenzione degli inquirenti emergono numerose notizie di reato.
Per Tito, come per Fenice, i tempi della giustizia e degli accertamenti sono piuttosto lenti, troppo lenti. I tempi della bonifica, poi, possiamo definirli biblici. Come detto, ci sono luoghi in questa nostra terra che ricordano le città senza nome. Luoghi dimenticati e da dimenticare. E magari tra venti anni, o trenta, il problema della bonifica lo si risolve con una colata di cemento.  
 
 

 

 


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24 ottobre 2009

Miei interventi su Pietro Dommarco Network e Sito Ola

 

Navi, veleni, silenzi e depistaggi

(Pietro Dommarco Network)

 
(Sito Ola)
 

22 ottobre 2009

Rassegna stampa, 20 ottobre 2009

 

Veleni, "L'Arpab ha fallito"

(Il Quotidiano della Basilicata, 20 ottobre)

"L'Arpab ha nascosto i dati"

(Nuova del Sud, 20 ottobre)

Inquinamento, più trasparenza

(Gazzetta del Mezzogiorno, 20 ottobre)

 


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20 ottobre 2009

Tgr Basilicata, 19 ottobre 2009(ore 14.00) - Intervista ad Elisabetta Zamparutti


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20 ottobre 2009

Nuova Tv, 19 ottobre 2009


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20 ottobre 2009

BluTV, 19 ottobre 2009

19 ottobre 2009

Rassegna stampa, 19 ottobre 2009

 

Radicali: Sit-In all'Arpab

(Il Quotidiano della Basilicata, 19 ottobre)

Radicali: "Perchè gli strumenti non sono stati concessi al Pm)

(Il Quotidiano della Basilicata, 19 ottobre)

Fenice, L'Arpab diffonde i dati

(Nuova del Sud, 19 ottobre)

19 ottobre 2009

Rassegna stampa, 16-17 ottobre 2009

 

Fenice, Bolognetti suggerisce un "rabdomante"

(Controsenso, 17 ottobre)

Se Fenice non individua la perdita ci rivolgeremo ad un rabdomante

(Il Quotidiano, 17 ottobre)

Il Direttore dell'Arpab risponde alle accuse dei Radicali

(Nuova del Sud, 17 ottobre)

Corruzione, Italia bocciata a Strasburgo

(Il Quotidiano, 17 ottobre)

Basilicatanews, 16 ottobre

Termovalorizzatore di Melfi. Se Fenice non riesce ad individuare la perdita...

(Agenzia Radicale, 17 ottobre)

16 ottobre 2009

Potenza: ore 11.30, sit-in e conferenza stampa "I Veleni industriali e politici della Basilicata"

 

“I Veleni industriali e politici della Basilicata”
Sit-in e Conferenza stampa fuori la sede dell’Arpab
Potenza
Lunedì 19 ottobre
a partire dalle ore 11.30
Via della Fisica 18 c/d
Sit-in e Conferenza stampa fuori la sede dell’Arpab
Interverranno
Elisabetta Zamparutti
Deputato Radicale(componente Commissione Ambiente)
 
Bruno Mellano
Presidente di Radicali Italiani
 
Maurizio Bolognetti
Segretario di Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
 
 
 
Potenza – Lunedì 19 ottobre, Radicali Italiani e i soggetti politici dell’area Radicale terranno un sit-in fuori la sede dell’Arpab. Alle ore 12.00, Zamparutti, Bolognetti e Mellano terranno una Conferenza stampa sul tema “I veleni industriali e politici della Basilicata”.
 
IPSE DIXIT
L’Arpa Basilicata considera il termovalorizzatore una risorsa estremamente positiva per il territorio lucano a maggior ragione in un momento in cui la regione è costretta a fronteggiare la problematica dello smaltimento rifiuti.”
Vincenzo Sigillito(Direttore dell’Arpab)
“So bene che quando si ha a che fare con realtà simili a quella della Fenice è importante la comunicazione con le autorità locali, ma ancor più quella con i cittadini, perché quest’ultima fa la differenza tra la percezione positiva o negativa.”
Patrick Lucciconi(Amministratore Delegato Fenice)
Le frasi citate sono tratte da un incontro tenutosi nel novembre 2008 tra Arpab e Fenice. Oggetto dell’incontro:la promozione di forme di partecipazione più trasparenti e sinergiche con le realtà locali in un’ottica di governance territoriale.”
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni.
Da Tito a Melfi, passando per la Val Basento e la Val d’Agri, la nostra regione sta morendo inondata da rifiuti tossici e veleni. Siamo terra di conquista per le ecomafie e territorio eletto a discarica di rifiuti di varia natura. Mentre lentamente i rifiuti avvelenano la nostra terra, la nostra acqua e la nostra aria, assistiamo attoniti all’inerzia del ceto dirigente ad iniziare dai legalitari un tanto al kilo. Le reiterate richieste di trasparenza nella gestione dei dati inerenti il monitoraggio ambientale sono cadute nel vuoto. Ad oggi, siamo ancora in attesa di conoscere i provvedimenti che le massime istituzioni regionali intendono  prendere per procedere alla totale bonifica del sito di interesse nazionale di Tito scalo. Il Direttore dell’Arpab Vincenzo Sigillito, nonostante le allucinanti dichiarazioni del coordinatore Bove sul “Caso Fenice”, continua a governare l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente(sigh!). Dopo 21 mesi ancora non è dato conoscere le ragioni che hanno determinato la presenza di sostanze cancerogene nel fiume Ofanto.  Marco Pannella ha più volte affermato: “lì dove c’è strage di legalità segue strage di vite”. Temo che questa frase descriva alla perfezione la situazione che stiamo vivendo nella nostra terra. Occorre al più presto che l’einaudiano diritto a conoscere per deliberare prenda corpo nell’agire di alcuni Enti, che ad oggi hanno ritenuto di dover trattare dati inerenti il monitoraggio ambientale come cosa loro e non come conoscenza da condividere con i cittadini.
 


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16 ottobre 2009

Intervista a Elisabetta Zamparutti sulla situazione ambientale in Basilicata e sulla costruzione del Ponte sullo stretto di Messina

12 ottobre 2009

LEFT, 9 ottobre 2009

 

Veleni e menzogne a Tito scalo

(Left, 9 ottobre 2009)

12 ottobre 2009

I Radicali: C'è una gomorra lucana

 

I Radicali: C'è una gomorra lucana

(Seven, 8-16 ottobre 2009)


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7 ottobre 2009

I radicali tornano a denunciare le troppe aree industriali inquinate

 

I radicali tornano a denunciare le troppe aree industriali inquinate

(Nuova del Sud, 7 ottobre)

Bolognetti: troppi interessi e controlli che lasciano a desiderare

(Nuova del Sud, 7 ottobre)


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7 ottobre 2009

Liberazione, 3 ottobre 20009

 

La denuncia dei Radicali sui casi Tito scalo e Melfi

(Liberazione, 3 ottobre 2009)

 


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7 ottobre 2009

Rassegna stampa, 3 ottobre 2009(I Veleni industriali e politici della Basilicata)

 

La Fenice e Melfi i fanghi industriali di Tito e le scorie. Conferenza dei Radicali a Montecitorio

(Il Quotidiano, 3 ottobre)

I Radicali alla Camera: "Basilicata bomba ecologica"

(Nuova del Sud, 3 ottobre)

I Radicali tornano a sollevare la questione inquinamento a Tito e Melfi

(Nuova, 3 ottobre)


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