.
Annunci online

 
lucania 
XX settembre
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Speciale su Tito Scalo(OLA)
Verbale Tito
I Veleni di Tito certificati
Speciale Fenice Spa
OLA: L'Ambientalismo non di regime
IL RESTO
Facebook
Bolognetti su radioradicale.it
Bolognetti su Coscioni.it
Bolognetti su "Fai Notizia"
Bolognetti su Radicali.it
Foto BubbleShare
Foto Flickr
Video su Google
Video su dailymotion
Video su YouTube
almcalabria
Raggi/Wordpress
Wikio.it
Lucanianews
NoiCittadiniLucani
Vittoria Smaldone
Ottavio Frammrtino
Diario Estemporaneo
Ecarta
Exploratores
Andrea Pikki
Lutrelli Blog
Giambattista Cervino
Flavia Amabile Blog(La Stampa)
Guido De Rosa
Sinistra Lucana
Anagrafe degli eletti Blog
Inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte d'Appello di Potenza
Caso De Magistris, 21 ottobre
Il costo della politica
Manifestazione a sostegno del Pubblico Ministero Luigi De Magistris
Conferenza stampa\sit-in di Maurizio Bolognetti sulla "pax mastelliana"
Intervista a Maurizio Bolognetti sull'utilizzo dei fondi comunitari nella regioni Basilicata
Intervista a Maurizio Bolognetti sui 35 rinvii a giudizio in merito all'inchiesta relativa alla BPM
Insediamenti turistici nel metapontino: intervista a Maurizio Bolognetti
Piergiorgio Welby
Anagrafe pubblica degli eletti
Pannella e Kok Ksor a Potenza, 29/06/2004
Pannella e Kok Ksor a Latronico, 29/06/2004
Notiziario, 30/06/2004
Delegazione radicale visita i sassi, 30/06/2004
Pannella e Kok Ksor a Matera, 30/06/2004
Intervista RR, 27/08/07
Sit-in Lagonegro, 18/08/07
Dimissioni della giunta, 12/06/2007
Quale Alternativa?, 22/06/2007
"Caso Basilicata", 28/06/2007
Speciale "Toghe Lucane",18/06/2007
Intervista su "Toghe Lucane", 08/06/2007
Intervista su elezioni amm., 24/05/2007
Intervista su Comunità Montane, 16/05/2007
Chiu pilu pe tutti, 21/04/2007
Conferenza Stampa Eolico,23/03/2007
Veglia Welby, 13/12/2006
Comizio Cav, 28/01/2007
Egidio Sisinni, 16/10/06
Filodiretto, aprile 2006
Truffa UE, 25/8/06
Comizio Referendum, 07/05/2005
Firme False, 16/03/2005
Referendum, CF 10/9/2004
Comizio Muro L., 29/5/2004
Interviste a Latronico, 26/04/2004
Scorie Nucleari, CF 26/11/03
Comizio PZ, 1/12/03
Statuto Regionale, 4/10/03
Montagnard, 5/11/03
Maratona Oratoria, 20/6/02
Disobbedienza PZ, 25/5/02
Disobbedienza Mt, 22/2/03
OLA
FGS POTENZA
Montescaglioso.net
Astronik Blog
Nathan 2000
Rosa Piro
Giulio Laurenzi
Alfredo Di Giovampaolo
Luigi Cannella
Gianluca Bruno
Luigi Botte Blog
Vilerola
Voglio Scendere
Beha Blog
Il Senso della Misura
Fontamara
aboutblank
Daniela Condemi
Tiamotamburro
Piero Lacorazza
Bradanica
Il Rockpoeta
Polis
Paolo Uricchio
Rivivere
Il Quotidiano della Basilicata
Blutv
Basilicatanet
Basilicatanews
L'Eco di Basilicata
Gazzetta del Mezzogiorno
Nuova del Sud
Metropolisinfo
Tgr Basilicata
Approfondimenti RR: "Parlamento-casta"
Approfondimenti RR "Caste e Condor"
Rischio Vesuvio
  cerca


 



Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

Diario | Pannella_Kok Ksor | Radicali Lucani | Antiproibizionismo | Lucania Radicale | Salvemini/Rosselli/Rossi/Pannella | Rassegna Stampa/Comunicati | Archivio Storico e Varie | Regionali2000 |
 
Diario
1visite.

21 febbraio 2012

Tgr Basilicata, 20 febbraio 2012: Intervista Bolognetti


Tgr Basilicata, 20 febbraio 2012: Intervista... di maurizio64

4 novembre 2009

Rassegna stampa, 30-31 ottobre 2009

 

Bolognetti indaga sulla Mythen

(Il Quotidiano, 30 ottobre 2009)

Oggi De Magistris a Potenza

(Il Quotidiano, 30 ottobre 2009)

De Magistris non molla

(Il Quotidiano, 31 ottobre 2009)

Fenice...ma Bolognetti non ci sta

(Controsenso, 31 ottobre 2009)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. melfi fenice

permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 4/11/2009 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 ottobre 2009

Fenice: Polemiche dopo la fumata nera della Conferenza di Servizio dei giorni scorsi

 

Fenice: Polemiche dopo la fumata nera della Conferenza di Servizio dei giorni scorsi

(Il Quotidiano della Basilicata, 9 ottobre 2009)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Fenice Melfi ciclo rifiuti veleni

permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 9/10/2009 alle 10:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 ottobre 2009

Fenice, Bolognetti: Tu chiamale se vuoi “percezioni”

da radicali.itDr. Arminio che fine ha fatto il procedimento 527/2009?

Potenza, 8 ottobre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni
Onore al merito per il sindaco di Melfi. Ernesto Navazio, infatti, sta facendo tutto il possibile per tutelare i suoi concittadini. Abbiamo, però, la sgradevole sensazione che il Primo cittadino non venga adeguatamente supportato da altre istituzioni regionali, che continuano ad essere silenti e a mantenere il più assoluto riserbo rispetto a quanto abbiamo ripetutamente denunciato in questi giorni. Silenzio sulle incredibili dichiarazioni di Bove(Arpab); silenzio su un inquinamento che è stato comunicato con almeno 13 mesi di ritardo. Da fonte attendibile apprendiamo che nel corso della Conferenza di servizio, tenutasi a Melfi il 7 ottobre u.s., sarebbe emerso che il problema che ha determinato la presenza di sostanze cancerogene in falda, quali la trielina e altri alifati clorurati cancerogeni, è tutt’altro che risolto. Tale situazione sarebbe collegata al forno rotante utilizzato da Fenice per i rifiuti industriali.

 

Sappiamo anche che il buon sostituto procuratore Renato Arminio, per “senso di responsabilità”, non ha proceduto al sequestro del forno rotante. Da inguaribili ottimisti restiamo in fiduciosa attesa di un qualche provvedimento della Procura della Repubblica di Melfi.  Il perdurante silenzio delle istituzioni continua ad essere accompagnato dalla negazione di conoscenza. Nessuno dei monitoraggi effettuati in questi mesi è stato reso pubblico.  In via Anzio, dopo le clamorose rivelazioni di Bove, che temo non siano state dettate da un’improvvisa crisi di coscienza, non si è ritenuto opportuno chiedere le dimissioni del Direttore dell’Arpab. Scavando nel nostro archivio, abbiamo trovato un gustoso articolo che racconta dell’idilliaco rapporto tra Vincenzo Sigillito(direttore dell’Arpab) e Fenice Spa. Afferma Sigillito il 29 novembre 2008:“L’Arpa Basilicata considera il termovalorizzatore una risorsa estremamente positiva per il territorio lucano a maggior ragione in un momento in cui la regione è costretta a fronteggiare la problematica dello smaltimento rifiuti. Al tempo stesso, però, si riscontra, la percezione negativa che le realtà locali hanno dell’impianto di Melfi.”  Gli fa eco l’amministratore delegato di Fenice, Patrick Lucciconi, il quale dichiara: “So bene che quando si ha a che fare con realtà simili a quella della Fenice è importante la comunicazione con le autorità locali, ma ancor più quella con i cittadini, perché quest’ultima fa la differenza tra la percezione positiva o negativa.” Caricato da Lucciconi, il direttore dell’Arpab si esalta e replica, affermando: “L’Arpa Basilicata ha offerto il proprio supporto tecnico-scientifico per avviare interventi informativi e di sensibilizzazione rivolti alle scuole sulle tematiche ambientali in generale e più in particolare sull’attività del termovalorizzatore di Melfi.” Capito?! L’Arpab considera Fenice importante: la monnezza dobbiamo incenerirla, mica riciclarla. E poi, è tutto un problema di percezioni, come per i monitoraggi, come per le dichiarazioni di Bove, come per il forno rotante, come per il mercurio e la trielina. Percezioni: c’è chi percepisce il reato e chi ispira la sua azione al senso di responsabilità; c’è chi invoca controlli e trasparenza e chi si preoccupa di “interventi formativi”. Cosa ci sia di formativo, poi, nelle dichiarazioni del dr. Bove, non l’ho ancora capito, ma purtroppo per me i tempi dei banchi di scuola sono trascorsi da tempo e non potrò mai formarmi alla scuola di Sigillito e Lucciconi. Ma sì, indirizziamoli alla giusta percezione questi cittadini lucani, e poi avveleniamogli l’acqua e la terra; tanto, una volta indottrinati non saranno più in grado di guardare in faccia la realtà. Tutta questione di percezioni, e soprattutto di denari che girano attorno all’affare degli inceneritori. E poi Fenice è un nome così evocativo, come l’araba che rinasce sempre dalle sue ceneri, e a ben pensarci fa anche rima con felice. Ma si, beviamoci sopra e tiriamo a campare; con un buon bicchiere d’ Aglianico del Vulture, hai visto mai, che cambiano pure le “percezioni”. Chissà perché, ma da certe vicende emerge il sapore delle purghe e dell’olio di ricino.

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Inceneritore Fenice Melfi

permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 8/10/2009 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 settembre 2009

Fenice: Interrogazione a prima firma Elisabetta Zamparutti

 

Leggi sul sito della Camera

INTERROGAZIONE A PRIMA FIRMA ELISABETTA ZAMPARUTTI

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01842


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lucania melfi veleni fenice

permalink | inviato da Maurizio Bolognetti il 30/9/2009 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 settembre 2009

Dopo le dichiarazioni rese al Tgr Basilicata per alcuni dirigenti Arpab si configura la violazione dell’art. 331 c.p.p.

Latronico, 26 settembre 2009

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni.
Confesso di avere dei limiti e quindi faccio fatica ad interpretare le dichiarazioni del dr. Bruno Bove, coordinatore provinciale dell’Arpab.
Il dr. Bove ha dichiarato, attraverso i microfoni del Tgr Basilicata, che l’Arpab sapeva dell’inquinamento della falda del fiume Ofanto dal marzo del 2008.
Testualmente, nel servizio del Tgr Basilicata del 25 settembre(ore 19.30) viene attribuita al Bove la seguente dichiarazione: “Già dal marzo del 2008 eravamo a conoscenza dei livelli preoccupanti di mercurio nella falda, ma non spettava al nostro Ente lanciare l’allarme per legge è Fenice a dover comunicare entro 24 ore il superamento della soglia.
Una dichiarazione sconcertante se si considera la mission dell’Agenzia per l’ambiente e il fatto che dal 2002 l’Arpab è tenuta al monitoraggio delle matrici ambientali del vulture-melfese.
Temo che l’Arpab stia vivendo una grave crisi d’identità. L’operato dell’Agenzia fa a pugni con quanto è dato leggere sul sito della stessa: “L’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata(Arpab) è preposta al monitoraggio e al controllo dei fattori di rischio per la protezione dell’ambiente, informa la cittadinanza sullo stato dell’ambiente e promuove cultura e comportamenti coerenti con i principi e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile”.
Fatto sta che da questo bel quadretto emerge la definitiva conferma che per almeno 13 mesi, e sottolineo “almeno”, nessuno ha comunicato al Sindaco di Melfi, al Prefetto e a tutti gli enti interessati la presenza di agenti inquinanti cancerogeni nella falda acquifera del fiume Ofanto.
La dichiarazione di Bove non solo è sconcertante, non solo ci ha lasciati attoniti, ma da essa emerge una chiara e macroscopica notizia di reato: omissione di atti d’ufficio, violazione dell’art. 331 del codice di procedura penale.
L’Arpab non solo era tenuta a comunicare l’inquinamento in atto, ma era obbligata a farlo. Rientra nella sua mission, rientra nei suoi compiti istituzionali. Davvero facciamo fatica a capire, caro dr. Bove: a marzo 2008 non avvertite l’obbligo di segnalare e un anno dopo, il 3 marzo del 2009, invece decidete di informare il Sindaco della città federiciana e lo fate addirittura in anticipo sulla comunicazione che Fenice invia allo stesso sindaco di Melfi. Misteri dell’Arpab e cioè di un’agenzia gestita con criteri che nulla hanno a che fare con la tutela ambientale, ma molto con pratiche nepotistiche e lottizzatorie.
Da tutta questa vicenda si ricava la sgradevole sensazione che l’Arpab difenda interessi assai poco legati alla tutela della salute dei cittadini lucani.
I 105000 euro dello stipendio da dirigente, incassati dal dr. Bove, sono spesi davvero male. Suggeriamo, una volta di più, al direttore dell’Arpab di rassegnare le dimissioni ed analogo suggerimento rivolgiamo al Coordinatore Provinciale.
Non possiamo permetterci di continuare a tenere a libro paga della collettività funzionari che non comprendono l’importanza del ruolo che sono chiamati ad esercitare.
Propongo all’Assessorato regionale all’ambiente di aggiungere all’acronimo Arpab il sottotitolo “Niente vidi, niente sacciu, niente sentii.
E speriamo che anche dalle parti del Dipartimento ambiente non abbiano avuto la notizia dell’inquinamento già a febbraio/marzo del 2008.
 
Approfondimenti
 
 

25 settembre 2009

Inceneritore Fenice: Rassegna stampa, 25 settembre 2009

 

Navazio scrive alla Procura: sarebbe uno scenario inquietante.

(Nuova del Sud, 25 settembre 2009)

Navazio scrive alla Procura: accertare responsabilità

(Il Quotidiano della Basilicata, 25 settembre 2009)

22 settembre 2009

Inceneritore Fenice: lettera aperta alla Procura della Repubblica di Melfi

 

Inquinamento dell'Ofanto: Lettera al Procuratore

(da Il Quotidiano della Basilicata, 22 settembre 2009)

LINK1

LINK2

13 settembre 2009

Rassegna stampa, 10 settembre

 

Ancora ombre sull'inquinamento del fiume Ofanto

(Nuova del Sud, 10 settembre)

Vulture-Melfese dall'Arpab silenzio

(Il Quotidiano, 10 settembre)

 

28 luglio 2009

"Troppi i segreti attorno ai monitoraggi Arpab"

 

Fenice: Nota di Bolognetti dei Radicali

(da Il Quotidiano della Basilicata, 28 luglio)

La Versione integrale su google documenti

1 luglio 2009

Caso Fenice

 

Bolognetti cita il Tar dell'Aquila

(Gazzetta del Mezzogiorno, 01/07/09)

 L'Arpab rispetti la Trasparenza senza motivazioni pretestuose

(Nuova del Sud, 01/07/09)

 

23 giugno 2009

Fenice Spa: I senatori Poretti e Perduca interrogano i Ministri dell’Ambiente e del Lavoro. L’Associazione Radicali Lucani chiede trasparenza

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Sulla vicenda dell’inquinamento delle falde acquifere circostanti il termodistruttore Fenice, determinato da un “incidente” verificatosi presso lo stesso impianto, ubicato in quel di San Nicola di Melfi, i senatori Radicali Poretti e Perduca hanno depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare e al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali.
In attesa di poter conoscere le risposte dei Ministeri interpellati, riproponiamo all’Arpab e a Fenice Spa il seguente quesito: da quanto tempo andava avanti la “piccola” perdita a livello della vasca di raccolta per determinare il tasso di inquinamento registrato in data 3 marzo? Settimane, mesi, anni?
Il gravissimo incidente verificatosi, rilevato in data 3 marzo 2009, ha determinato un gravissimo inquinamento delle falde acquifere circostanti il termodistruttore Fenice.
L’Arpab ha rilevato la presenza di pericolosi inquinanti, quali mercurio, nichel, tricloroetilene, tetracloroetilene, floruri, sostanze altamente cancerogene.
Tutta la vicenda, gioverà ribadirlo, è stata gestita da Arpab e Fenice Spa con uno scarso o nullo livello di trasparenza. A tal proposito chiediamo nuovamente all’Arpab di pubblicare sul suo sito i dati di cui è in possesso.
Il Presidente della Ola(Organizzazione lucana ambientalista), Pietro Dommarco, dalle pagine del Sole24ore del 17 giugno, in merito all’inquinamento prodotto da Fenice Spa e ai monitoraggi, dichiarava: “Non è più possibile pensare che i limiti elevati di sostanze cancerogene ritornino miracolosamente entro la norma, senza che vi siano precise azioni di bonifica da parte dell’azienda.”
In questa Regione siamo da tempo abituati ai “miracoli”, ma purtroppo non abbiamo ancora sviluppato un sufficiente stato di assuefazione.
Prima o poi toccherà anche occuparsi di un’altra grave “emergenza” ambientale inerente il Sito di interesse nazionale di Tito. Un contesto ambientale che, a leggere documenti del Ministero dell’Ambiente, ancora nel novembre 2008, dopo anni di attesa, risultava “caratterizzato da una pesante contaminazione da tricloroetilene.”

INTERROGAZIONE

23 giugno 2008

Inquinamento Acque nel Comune di Melfi. Si accertino responsabilità.

Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca


Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali

Premesso che:

con un’ordinanza datata 14 marzo 2009, il Sindaco di Melfi ha vietato l’utilizzo per qualsiasi uso dell’acqua presente nei pozzi siti all’interno del perimetro del termovalorizzatore Fenice e fino a valle;

l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente di Basilicata (Arpab) ha comunicato in data 3 marzo al sindaco di Melfi lo stato dell’inquinamento delle falde acquifere sotterranee non solo nel perimetro del termovalorizzatore la Fenice, ma anche a valle;

solo in data 12 marzo l’azienda Fenice ha comunicato al sindaco quanto già comunicato dall’Arpab;

la legge in merito prevede che sia compito di Fenice il monitoraggio dell’ambiente per assicurare il controllo dei livelli di emissioni dannose;

sul sito della Ola (Organizzazione Lucana ambientalista), www.olambientalista.it, in data 1 maggio, leggiamo il seguente comunicato stampa: “Sono trascorsi circa due mesi dalla notizia del grave inquinamento delle falde acquifere nei pressi dell’inceneritore Fenice e del territorio circostante. Una grave contaminazione mai verificatasi presso l’area di San Nicola di Melfi. Verrebbe da chiedersi - scrive Michele D'Anghela (Comitato di Melfi NO A FENICE) - da quanto tempo sussiste questo disastro, potrebbero essere anni! Comunque sarà la magistratura, speriamo nel più breve tempo possibile, a fare chiarezza sulla gravità dell’inquinamento. Vi è la presenza di mercurio, elemento chimico altamente tossico e cancerogeno, oltre a tante altre sostanze nocive. Sicuramente, per far gli accertamenti del caso bisognerebbe chiudere temporaneamente Fenice, perché con l’azienda in funzione sarebbe tutto più difficile. Grazie alla denuncia del Comitato NO A FENICE, la Regione Basilicata, se pur con ritardo, ha convocato un tavolo per capire e per cercare di porre rimedio al disastro ambientale sulla base dei dati forniti dall’Arpab. Purtroppo si rileva l’assoluto silenzio dei Comuni dell’area del melfese, della provincia di Potenza, della Regione, dei sindacati, delle associazioni ambientaliste, di tutti i cittadini, che, probabilmente, non hanno compreso la gravità della situazione. Si invitano i cittadini, il Comune di Melfi e dell’intera area interessata a promuovere tutte le iniziative necessarie a far luce su quanto accaduto e sulle soluzioni urgenti da adottare al fine di bonificare l’area inquinata e punire i responsabili.”;

in data 14 Giugno sul sito dell’organizzazione ambientalista Ola è dato leggere: “La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - in seguito alla segnalazione pervenutaci da un cittadino - intende ritornare nuovamente sul gravissimo inquinamento che coinvolge l'area industriale di San Nicola di Melfi. “Ieri (12 Giugno 2009 ndr) alle 19:30 circa, mentre tornavo a casa, sentivo nell'aria - in prossimità dell'inceneritore Fenice - un fortissimo odore acido ed acre di plastica bruciata”. […] “E' assolutamente necessario che vengano fatti i dovuti controlli altrimenti gli inceneritori oltre ad ammazzarci per il loro normale funzionamento, ci ammazzano in maniera più rapida con i loro incidenti taciuti e da nessuno controllati”. Sono questi i contenuti allarmanti della missiva ricevuta. Infatti, dalle foto in possesso della nostra Organizzazione si evince chiaramente come quello che coinvolge l'inceneritore di Melfi non è, soltanto, un problema circoscrivibile alle falde acquifere, ma riguarda anche la qualità dell'aria. Siamo di fronte all'ennesima prova delle responsabilità di Fenice SpA dal momento che l’inquinamento continua a permanere causando palesi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Non solo i valori di mercurio, nichel, cromo ed altre sostanze permangono elevati, ma a questo punto sarebbero da rilevare e rendere noti anche i valori delle sostanze immesse nell'aria...”

in un articolo pubblicato da Il Quotidiano della Basilicata in data 16 giugno, il comitato “No a Fenice” afferma: Il rischio è grave, l’inquinamento delle falde sotterranee evidenzia uno stato avanzato di penetrazione delle sostanze nocive. E’ strano che l’azienda non l’abbia fatto prima dell’Arpab a cui chiediamo di pubblicare tutti i dati per rendere manifesta la situazione ambientale non solo di Fenice ma dell’intera zona…”;

Per sapere:

se i Ministri sono a conoscenza della situazione sopra esposta e se non intendano verificare:

se la Procedura di VIA non imponesse a Fenice di garantire la sicurezza dell’impianto e perché Fenice non si è dotata della tecnologia necessaria ad evitare questi gravi incidenti;

se l’Arpab comunica, in data 3 marzo, al sindaco di Melfi l’inquinamento delle falde, per quali motivi la comunicazione di Fenice al Comune avviene solo 9 giorni più tardi, il 12 marzo;

perché in data 14 marzo l’Arpab non aveva ancora comunicato al Sindaco e ai cittadini i dati risultanti dai controlli effettuati;

perché, come sottolineato dalla OLA, nessuno ha chiesto l’applicazione del D.Leg. 16/03/09 n°30, che ha recepito la Direttiva CEE 2006/118, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento;

se siano state effettuate analisi relative all’eventuale presenza di inquinamento nelle acque e nell'aria, e se, eventualmente, tale presenza possa comportare dei rischi per la salute;
presso quali strutture e attraverso quali procedimenti vengono oggi trattate le acque reflue derivate dai cicli produttivi del termodistruttore Fenice.

19 giugno 2009

Inquinamento delle falde acquifere di Melfi: intervista a Maurizio Bolognetti


 Ascolta l'intervista su radioradicale.it


(nell'intervista continuo a ripetere 22 marzo...
in realtà la seconda ordinanza emessa
dal Comune di Melfi è del 22 maggio)

Approfondimenti

Inceneritori, le ragioni per dire No

Inceneritori per rifiuti o termovalorizzatore

Ordinanza Melfi 14 Marzo

Ordinanza Melfi, 22 maggio

Il sito della Ola

Pietro Dommarco Network

17 giugno 2009

Qualche domanda a Fenice Spa, Arpab, Regione, Comune di Melfi e Provincia

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani

Il 14 marzo 2009, il sindaco di Melfi, Ernesto Navazio, emette un’ordinanza con la quale “vieta l’utilizzo delle acque sotterranee emungibili dai pozzi presenti all’interno del perimetro del sito dell’impianto di termovalorizzazione Fenice, nonché di quelli a valle del sito stesso.
E’ successo qualcosa di molto grave: i responsabili di Fenice non hanno rilevato che l’impianto stava contaminando le falde acquifere con pericolosi inquinanti.
Circa due mesi dopo, il 22 maggio, il sindaco di Melfi emette una seconda ordinanza, nella quale leggiamo: “Allo stato attuale, la Fenice Spa non ha posto in essere gli interventi di messa in sicurezza idonei a garantire la sicurezza dei luoghi ed un efficace contenimento dello stato di inquinamento delle acque sotterranee; gli interventi finora attuati non sono conformi alle prescrizioni impartite dalla conferenza di servizio del 17 aprile 2009.”
Dalla lettura delle ordinanze emesse dal primo cittadino di Melfi nascono alcuni inquietanti interrogativi, che riteniamo opportuno girare a Fenice Spa, Arpab, Regione e a tutti i soggetti interessati.
Queste le domande:
a) La Procedura di VIA non imponeva a Fenice di garantire la sicurezza dell’impianto; perché Fenice non si è dotata della tecnologia necessaria ad evitare questi gravi incidenti?
b) Tra il 14 marzo e il 22 maggio, stando a quanto affermato dal sindaco di Melfi, Fenice spa non ha posto in essere interventi di messa in sicurezza idonei ed ha effettuato interventi non conformi alle prescrizioni impartite dalla conferenza di servizio del 17 aprile. E’ accettabile il comportamento di Fenice Spa o esso contribuisce ad accrescere ulteriormente le più che giustificate preoccupazioni ripetutamente manifestate dai cittadini dell’area?
c) Se l’Arpab comunica, in data 3 marzo, al sindaco di Melfi l’inquinamento delle falde, perché la comunicazione di Fenice al comune avviene solo 9 giorni più tardi, il 12 marzo?
d) Perché in data 14 marzo l’Arpab non aveva ancora comunicato al Sindaco e ai cittadini i dati risultanti dai controlli effettuati?
e) Perché, come ottimamente sottolineato dalla OLA, nessuno ha chiesto l’applicazione del D.Leg. 16/03/09 n°30, che ha recepito la Direttiva CEE 2006/118, sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento?
Per l’ennesima volta, una vicenda attinente la tutela ambientale e la salute dei cittadini è stata gestita in maniera a dir poco maldestra da quasi tutti gli enti interessati. Ancora una volta tocca sottolineare l’assoluta mancanza di un’informazione trasparente e tempestiva. Ancora una volta, registriamo un’assoluta mancanza di rispetto per il diritto a conoscere per deliberare dei cittadini lucani. Registriamo con rammarico la mancanza di coinvolgimento delle popolazioni interessate, delle associazioni ambientaliste non di regime e dei comitati di cittadini. Esprimiamo l’auspicio che al più presto, oltre alle conferenze di servizio tra Fenice, Arpab, Regione e Provincia, si apra un dibattito sul ruolo di Fenice Spa e sui troppi dubbi e le giustificate paure che l’impianto suscita.

P.S.

Dal sito Di Fenice Spa

"Si tratta di un impianto concepito e realizzato adottando tecnologie avanzate per garantire un'efficace distruzione dei rifiuti, la massima  compatibilità ambientale ed una minimizzazione  degli impatti sull'ecosistema." NO COMMENT!!!!

Che faccio rido o piango?

sfoglia
gennaio        marzo