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Intervento di Maurizio Bolognetti
alla Direzione Nazionale Rnp,
22 Settembre 2006
Ascolta!!! Link:
Radioradicale.it



LA DIREZIONE DI RL
CARLO GIORDANO
CARLO BOSSI
SABRINA TRIOLA

ASSOCIAZIONE RADICALI LUCANI
85043 - Latronico
radicalilucani@libero.it


“Comunque penosa sia la situazione
presente,
comunque avanzato sia
il processo
di involuzione confessionale
della nostra Repubblica,
noi, però, non disperiamo.
Sulla storia dell’umanità non cala mai
il sipario,
ed attori del dramma siamo noi,
con la nostra volontà e i nostri ideali.”
Ernesto Rossi (Il Ponte 1959)


“L’idea di libertà è una creazione
di ogni spirito;
imperdonabile errore è considerare
la libertà sotto un profilo storicistico,
strumentale ed utilitaristico.
La libertà è un valore
eterno ed assoluto.”


Carlo Rosselli (Scritti Dell'Esilio)



"La nostra missione è quella di tener
duro quando tutti cedono;
di alzare la fiaccola dell'ideale nella
notte che circonda; di anticipare
con l'intelligenza
e l'azione l'immancabile futuro."

Carlo Rosselli (Scritti dell'Esilio)


"La Libertà significa
il diritto di essere eretici,
non conformisti di fronte
alla cultura ufficiale
e che la cultura, in quanto
cretività sconvolge
la tradizione ufficiale"







 

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Diario
1visite.

17 dicembre 2009

Rassegna stampa, 17 dicembre 2009

 

Dove sono i difensori di Toghe lucane?

Link1

Link2

(Il Quotidiano della Basilicata, 17 dicembre 2009)

"Dove sono i difensori di Toghe Lucane?"

(Nuova del Sud, 17 dicembre 2009)

14 dicembre 2009

Rassegna stampa, 14 dicembre 2009

 

"Bonifica lontana in Val Basento"

(Il Quotidiano, 14 dicembre 2009)

Marinagri: Non chiedetemi di condividere questa sentenza

(Nuova del Sud, 14 dicembre 2009)


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14 dicembre 2009

Pannella: “Settori dello Stato, in Lucania, costituiscono una vera e propria associazione per delinquere.”

13 dicembre 2009

MATERA: RADICALI LUCANI FUORI DAL CORO, NON CONDIVIDONO SENTENZA SU MARINAGRI

Matera, 13 dic. - (Adnkronos) - I Radicali Lucani intervengono come voce fuori dal coro in Basilicata dove e' stata espressa perloppiu' soddisfazione per la decisione del Tribunale di Catanzaro di dissequestrare il complesso turistico ed ecologico 'Marinagri' a Policoro (Matera). Secondo il segretario Maurizio Bolognetti ''il Tribunale di Catanzaro ha deciso di mandare al macero anche l'ultimo pezzo dell'inchiesta 'Toghe lucane', dissequestrando Marinagri e assolvendo i quattro imputati. Non possiamo che rispettare la sentenza ma nessuno ci chieda di condividerla'', sottolinea Bolognetti. ''Eravamo e restiamo convinti che la struttura alla foce dell'Agri non dovesse essere autorizzata - ribadisce -. Eravamo e restiamo convinti della bonta' delle tesi formulate dal dottor De Magistris. La Venezia sul mar Ionio sorgera' con tanto di sigillo apposto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro ma nessuno ci venga a raccontare che l'inchiesta sia stata un bluff''.


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13 dicembre 2009

Marinagri, Bolognetti: rispetto la sentenza, ma nessuno mi chieda di condividerla

da radicali.it

Marinagri: Rispetto la sentenza, ma nessuno mi chieda di condividerla
 
Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani
 
Il Tribunale di Catanzaro ha deciso di mandare al macero anche l’ultimo pezzo dell’inchiesta “Toghe lucane”, dissequestrando Marinagri e assolvendo i quattro imputati. Non possiamo che rispettare la sentenza, ma nessuno ci chieda di condividerla. Eravamo e restiamo convinti che la struttura alla foce dell’Agri non dovesse essere autorizzata. Eravamo e restiamo convinti della bontà delle tesi formulate dal dott. De Magistris. La Venezia sul mar Ionio sorgerà con tanto di sigillo apposto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, ma nessuno ci venga a raccontare che l’inchiesta sia stata un bluff. Le ragioni che ci hanno spinto a formulare un atto stragiudiziale e di diffida, indirizzato al Comune di Policoro e all’Autorità di Bacino, restano tutte. Lo svolgimento dell’Udienza preliminare tenutasi a Catanzaro l’11 dicembre desta una qualche perplessità, ma come detto non possiamo che rispettare la sentenza. E’ davvero singolare che il dott. Capomolla, che aveva ereditato l’inchiesta “Toghe lucane” e confermato il sequestro del villaggio disposto da De Magistris, sia stato sostituito in udienza dal dott. Alberto Cianfarini, cioè da un Magistrato che, in base a quanto ci viene riferito, é da poco tempo in servizio presso la Procura di Catanzaro. Rispettiamo la sentenza, certo, ma gioverà ricordare che il sequestro del villaggio era stato confermato dal Gip, due volte dal Tribunale del Riesame, dalla suprema Corte di Cassazione, con motivazione diffusa e puntualissima, e dallo stesso Capomolla, che aveva chiesto il rinvio a giudizio e la punizione dei presunti colpevoli. Che dire! Auguri a noi lucani, che abbiamo bisogno di imprenditori veri e non di un’imprenditoria finanziata dal soldo pubblico. Di cattedrali nel deserto, in questa nostra Regione, ce ne sono già tante. Rimangono in piedi tutti i problemi da noi posti in relazione alla sicurezza e alla proprietà delle aree.
 


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2 dicembre 2009

Rassegna stampa, 2 dicembre 2009

 

Gli ispettori di Alfano vadano a Matera

(IL Quodiano, 2 dicembre 2009)

L'on. Bernardini:"Contrasti tra il Questore e il Procuratore." Ma Il caso si sgonfia subito

(Gazzetta del Mezzogiorno, 2 Dicembre 2009)


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24 novembre 2009

Rassegna stampa, 24 Novembre 2009

 

Chi controlla gli scarichi Itrec?

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 Novembre)

Inquinamenti e silenzi

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 Novembre)

L'alluvione, 50 anni dopo

(Il Quotidiano della Basilicata, 24 novembre)


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24 novembre 2009

Intervista a Vincenzo Montagna sul processo a Maurizio Bolognetti

16 ottobre 2009

Intervista a Maurizio Bolognetti sulla vicenda del sequestro del cantiere per il villaggio turistico "Marinagri" in costruzione a Policoro (Matera)


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12 ottobre 2009

E Bolognetti(Radicali) punta l'indice sul rischio idrogeologico

 

E Bolognetti(Radicali) punta l'indice sul rischio idrogeologico

(Il Quotidiano della Basilicata, 10 ottobre 2009)


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10 ottobre 2009

Marinagri, Bolognetti: Dal dissesto ideologico al dissesto idrogeologico

da radicali.it

Di Maurizio Bolognetti, Segretario Radicali Lucani e Consigliere Associazione Coscioni

E’ stato un esercizio interessante leggere i titoli dei maggiori quotidiani italiani all’indomani dei tragici fatti di Messina. Ne citerò due. Liberazione: “In Sicilia si sa tutto dei suoli, ma non si fa niente.” Repubblica: “Messina una strage annunciata”.
Barbara Spinelli, in un articolo intitolato “Il Sacco dell’Italia”, ha giustamente attribuito i morti di Messina alla dilagante illegalità “che uccide l’Italia politica e anche quella fisica”.
Mario Tozzi, dalla prima de La Stampa, in un articolo intitolato “Non diteci che nessuno sapeva”, ha scritto : “E’ proprio un paese bizzarro l’Italia, pensate che d’autunno piove, qualche volta a lungo, i fiumi straripano e le tempeste mangiano le spiagge. E pensate che, se avete costruito nel letto di un fiume, ci sono buone probabilità che la vostra casa venga spazzata via per colpa delle alluvioni.”
Il fiume di inchiostro che è stato versato dopo i fatti di Giampileri, riecheggia le stesse parole, le stesse riflessioni, che abbiamo letto e ascoltato dopo i fatti di Soverato e quelli di Sarno.
In Italia il 48% del territorio è a rischio frane; in Italia si verifica uno smottamento ogni 45 minuti; in Italia dal 1918 al 2009 ci sono state 15000 frane gravi e oltre 5000 alluvioni.
E giù a ricordare il Vajont e i morti di Longarone, il fango che travolge Sarno, il campeggio di Soverato.
E ancora, dati che raccontano del rischio idrogeologico, noto, arcinoto, con 7 comuni italiani su dieci a rischio. E poi il documento “Ecosistema a rischio”, redatto dalla Protezione civile in collaborazione con Legambiente, dove troviamo la fotografia dei tanti disastri annunciati: 1700 comuni a rischio frana, 1285 comuni a rischio alluvione, 2596 comuni a rischio frana e alluvione.
C’è un intero territorio da mettere in sicurezza, eppure si continua a costruire nella fascia di pertinenza fluviale dei fiumi. Hanno ragione da vendere Bonino e Zamparutti quando affermano che il Piano casa e i progetti di new towns all’italiana non vanno certo nella direzione degli auspici espressi da Guido Bertolaso. Occorre una politica di governo del territorio, che non c’è, e bisognerebbe iniziare a rottamare, come afferma Loris Rossi, l’edilizia priva di qualità.
Messina, Sarno, Soverato, il Vajont, tutte tragedie attribuibili a quel dissesto idrogeologico, figlio del dissesto ideologico, di cui parla il leader Radicale Marco Pannella. Nel nostro j’accuse, intitolato “La peste italiana”, in cui raccontiamo del sessantennale tradimento del dettato costituzionale di un paese che è stritolato e oppresso dall’assenza di Stato di diritto, legalità, democrazia, c’è un capitolo dedicato al dissesto idrogeologico. In quel capitolo ricordiamo che L’Agenzia europea per l’ambiente ha documentato un progressivo aumento delle catastrofi naturali in Italia. Oggi, il 38% delle vittime di alluvioni in Europa sono italiane.
Le cause? La risposta è semplice: una diffusa cementificazione delle aree adibite un tempo alle piene dei fiumi. Una dissennata gestione del territorio con deviazioni di fiumi, cementificazione degli argini e deforestazione.
Ma veniamo a noi, alla nostra terra di Basilicata, che in base a quanto descritto dal rapporto redatto dalla Protezione Civile vanta 56 comuni a rischio frana, 2 comuni a rischio alluvione e 65 comuni a rischio frana e alluvione, per un totale di 123 comuni a rischio. I comuni lucani, gioverà ricordarlo, sono 131. Nel 1986, a Senise una frana causò la morte di 8 persone e la distruzione di decine di case. Negli anni successivi sono stati spesi 32 miliardi delle vecchie lire, di cui 26 per opere di consolidamento. Eppure, nella Basilicata a rischio idrogeologico si è consentita l’edificazione di un megavillaggio turistico nella fascia di pertinenza fluviale del fiume Agri, nell’area golenale di un fiume. Il villaggio Marinagri, con la sua laguna, sorge a poche decine di metri dalla battigia.  Attualmente il villaggio è sottosequestro per disposizione dell’autorità giudiziaria. C’è da sperare che il passato, anche recente, abbia insegnato qualcosa. La città di Policoro è stata più volte soggetta ad inondazioni; la più devastante fu quella del 1959, che provocò anche un morto. Non vorremmo che tra dieci o cinquanta anni qualcuno debba scrivere, in relazione alla Venezia sul Mar Ionio: Tutti sapevano!
 

 


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7 ottobre 2009

Replica alla Marinagri Spa(Il Quotidiano, 3 ottobre 2009)

 

Marinagri: Bolognetti replica alla richiesta di risarcimento danni di Vitale

(da Il Quotidiano della Basilicata, 2 ottobre 2009)

 

7 ottobre 2009

Rassegna stampa, 1 ottobre 2009(Veleni e Marinagri)

 

Inquinamento Ofanto: E ora le responsabilità

(Quotidiano della Basilicata, 1 ottobre)

Zamparutti interroga il Ministro

(Il Quotidiano, 1 ottobre 2009)

Bolognetti: nell'eventuale processo costituirsi parte civile

(Nuova del Sud, 1 ottobre)

Vitale chiede danni a Bolognetti e Frammartino

(Il Quotidiano, 1 ottobre)


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22 settembre 2009

Dal dissesto ideologico al dissesto idrogeologico

 

No alla sanatoria per Marinagri

(Il Quotidiano, 21 settembre 2009)

Approfondimenti

radicali.it


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15 luglio 2009

Marinagri: Non ci convince il fatto che si voglia limitare la responsabilità di quanto avvenuto ai Vitale e al sindaco di Policoro.

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Segretario Associazione Radicali Lucani

Il tribunale del Riesame di Catanzaro ha ancora una volta confermato il sequestro del villaggio Marinagri, dolcemente adagiato nella fascia di pertinenza fluviale del Fiume Agri. Per l’ennesima volta, a seguito del sequestro disposto nell’aprile 2008 dall’ex Pm Luigi De Magistris, successivamente confermato da Gip, Riesame e Cassazione, un Tribunale della Repubblica respinge la richiesta di dissequestro, sostenendo che c’è stata truffa e abuso edilizio. Gioverà ricordare che dopo l’approvazione del Pai(Piano di assetto idrogeologico), avvenuta nel gennaio 2002, l’area sulla quale sorge la “Venezia sul Mar Ionio” fu gravata da un vincolo di inedificabilità assoluta. Alla luce del recente pronunciamento del Riesame, ci permettiamo di esprimere nuovamente tutte le nostre perplessità per le decisioni del dr. Capomolla sull’inchiesta Toghe lucane. Non ci convince il fatto che si voglia limitare la responsabilità di quanto avvenuto a Policoro e dintorni ai Vitale e al Sindaco di Policoro. A nostro avviso, occorrerà riflettere sul perché i sopra citati non godano di adeguata compagnia, ad iniziare da quella di alcuni magistrati per eventuale “Culpa in vigilando”.
Approfondimenti

10 maggio 2008

La moglie del Procuratore capo intestataria di una casa nel mega villaggio Marinagri?

da Il Resto, 10 maggio

di Filippo de Lubac

OCCORRONO PIU’ CHIARIMENTI POSSIBILI

In epoca molto recente, qualcuno avrà certamente letto della corrispondenza via "e-mail" fra il Dr. Giuseppe Chieco (Procuratore Capo presso il Tribunale di Matera) ed il Dr. Maurizio Bolognetti (Segretario dei Radicali Lucani) riguardante l’asserita (da parte del Dr. Chieco) disponibilità a fornire prove e delucidazioni circa il suo coinvolgimento nella vicenda "toghe lucane". Non ci è dato sapere se "l’incidente probatorio" si sia già effettuato. Qualora ciò non fosse, sarebbe utile che il Dr. Chieco fornisse un qualche chiarimento circa la comunicazione inoltrata a S.E. il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Potenza (Dr. Vincenzo Tufano) in data 24.6.2004: "Ritengo doveroso inviare all’E. V., per le opportune valutazioni e le eventuali determinazioni del caso, copia della nota indicata in oggetto, che è stata consegnata dal Mar. CARLUCCIO, in forza alla Compagnia Carabinieri di Policoro,in data 16 giugno c.a; in busta aperta, a mani della collega dr.ssa Paola MORELLI, Sostituto Procuratore delegato alle indagini relative al procedimento penale n. 121/03 mod. 21 R.N.R, PM Matera, e che ella mi ha rimesso il giorno successivo, al mio arrivo in ufficio. E’ appena il caso di richiamare l’attenzione dell’E. V. su alcuni passaggi della nota che hanno destato grande sconcerto nella collega e poi in me: - l’affermazione, attribuita a VITALE Vincenzo, persona sottoposta alle indagini, che: "l’indagine sarebbe da considerarsi chiusa grazie anche all’intercessione di un importante magistrato di Taranto, parente di un altro magistrato, amico di un alto ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a Sua volta legato a VITALE"; • "Un alto magistrato avrebbe intenzione di investire nella MARINAGRI S.p.a., vendendo altre sue proprietà altrove";"La vicinanza a lui di importanti personaggi doveva intendersi come una garanzia". I personaggi indicati da Vincenzo Vitale nelle sconcertanti affermazioni, secondo il Dr. Chieco, sarebbero: 1) Il padre della stessa D.ssa Morelli, Presidente del Tribunale dei Minori a Taranto - "un importante magistrato di Taranto, parente di un altro magistrato"; 2) L’allora colonnello dei Carabinieri Pietro Gentili, oggi in pensione, responsabile della sicurezza per "Marinagri" - "un alto ufficiale dell’Arma dei Carabinieri"; 3) Lo stesso Dr. Giuseppe Chieco - "Un alto magistrato avrebbe intenzione di investire nella MARINAGRI S.p.a., vendendo altre sue proprietà altrove". Infatti, per quanto lo riguarda direttamente, sono dimostrate tutte le circostanze che Vincenzo Vitale ed altri denuncianti avrebbero segnalato a carico del Dr. Giuseppe Chieco. Tanto che (facendo abbuono ai lettori dei passaggi intermedi e dei relativi atti notarili, ndr) la Guardia di Finanza di Catanzaro scrive: "Da quanto sopra indicato, emerge la circostanza secondo la quale il dr. CHIECO e la moglie avrebbero proceduto alla vendita della casa nella Selva di Fasano, accettando quanto proposto loro in data 19.11.2005, con compromesso datato 08.12.2005, ovvero quattro giorni prima, per quanto si dirà in seguito, del contatto registrato tra l’Ufficio vendite della MARINAGRI e la sig. PONTRELLI Rosalba, moglie del dr. CHIECO Giuseppe, avvenuto il 12.12.2005. Inoltre, si segnala che solo in data 03.05.2006, i coniugi Chieco acquisteranno casa a Castellaneta Marina, ovvero in una data in cui oramai i giornali già parlavano della vicenda relativa all’interessamento del dr. CHIECO all’acquisto di un immobile in MARINAGRI. A tal proposito, si ricorda che l’Informativa del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza in merito a tale vicenda è del luglio del 2006 e che la nota che il dr. CHIECO scrive al Procuratore Generale, a seguito dell’annotazione dei Carabinieri di Policoro, di cui si è detto prima, è del 24.06.2004". Tra le altre cose, avrà modo il Dr. Chieco di chiarire l’ulteriore circostanza che, dopo la rinuncia all’acquisto della villa in "Marinagri", lo vede acquirente di una villetta a Castellaneta Marina (Ta). Non certo perché si debba soddisfare una curiosità da rotocalco circa le preferenze immobiliari dei magistrati; bensì per la sventurata coincidenza che vede il venditore (società immobiliare riconducibile alla famiglia dei noti costruttori Degennaro) ancora una volta indagato dalla Procura di Matera ed un socio del venditore (Castellano Giovanni, ndr) iscritto in procedimenti penali tenuti personalmente dal Dr. Chieco. Così riassumono gli inquirenti: "Per quanto indicato, risulterebbe riscontrata la circostanza secondo la quale il dr. CHIECO avrebbe acquistato l’immobile di Castellaneta Marina, da una società riconducibile alla famiglia DEGENNARO. Nonché quanto indicato circa la società BORGO VENUSIO, della quale fanno parte DEGENNARO Gerardo e CASTELLANO Giovanni. In data 06.02.2008, a seguito di apposito provvedimento emesso da questo Ufficio, si richiedeva alla Procura della- Repubblica di Matera una certificazione dalla quale risultassero tutte le iscrizioni a carico di: DEGENNARO Daniele Giulio; DEGENNARO Vito Michele; DEGENNARO Giovanni; DEGENNARO Gerardo; CASTELLANO Giovanni. In data 07.03.2008, la medesima Procura rispondeva che a carico di CASTELLANO Giovanni risultavano iscritti vari procedimenti penali, tra i quali alcuni istruiti dal dr. CHIECO fino al 15.12.2006, data dalla quale lo stesso se ne spogliava a seguito di richiesta di astensione: 2070/03 mod.21 per i reati di cui agli art640 c.p. ed altro, per il quale risulta fissata udienza preliminare per il 29.04.2008; 2181/04 mod.21 per il reato di cui al D.P.R. 462/2001, archiviato il 29.03.2005; 779/05 mod.21 per i reati di cui agli artt, 479, 482 c.p., trasmesso per competenza al PM di Taranto; 780/05 mod.21 per il reato di cui all’art,2621 c.c. ed altro ancora nella fase delle indagini; 3343/05 mod.21 per il reato di cui agli artt.646 ed altro, nella fase delle indagini. Con la medesima comunicazione si segnalava che a carico di DEGENNARO Daniele Giulio e DEGENNARO Giovanni, risultavano iscritti diversi procedimenti penali, dei quali nessuno istruito dal dr. CHIECO". Bene, sic stantibus rebus. Ora il Dr. Giuseppe Chieco potrà chiarire tutto al signor Maurizio Bolognetti, agli inquirenti di Catanzaro e, perché no, ai cittadini lucani che sono sottoposti alla sua "giurisdizione". Cosa quanto mai opportuna, specialmente per coloro che, non essendo nelle condizioni di vendergli proprietà immobiliari, potrebbero sentirsi, come dire, discriminati!

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